# Accusativo in esperanto (-n): la guida completa

Source: https://esperantopedia.org/it/grammatica/accusativo/
Language: it
Updated: 2026-10-28

> La desinenza -n segna il complemento oggetto in esperanto (Mi vidas la katon) e indica anche direzione, date e misure. Regole, tabelle ed errori.

L’accusativo dell’esperanto è la desinenza *-n*. Il suo compito principale è segnare il complemento oggetto, la persona o la cosa su cui agisce il verbo: *Mi vidas la katon* – «Vedo il gatto». Indica anche la direzione (*en la domon* – «dentro la casa»), le date (*lundon* – «lunedì») e le misure (*du horojn* – «per due ore»).

L’esperanto ha solo due casi, la forma base e l’accusativo; ogni altro rapporto si esprime con una preposizione ([regola 2](https://esperantopedia.org/it/grammatica/16-regole/)).

Il PMEG lo spiega così: in una frase in esperanto, una preposizione o la desinenza *-n* indica il ruolo di una parola, e un sostantivo senza né l’una né l’altra è di solito il soggetto (oppure, dopo *esti*, descrive il soggetto). Perciò *-n* dice «questo non è il soggetto» là dove non lo dice già una preposizione: in *La katon vidas la hundo* – «Il cane vede il gatto» –, *la katon* non può essere il soggetto, in qualunque posizione si trovi.

## I cinque compiti di -n

| Compito | Esempio | Traduzione |
|---|---|---|
| Complemento oggetto | *Mi legas libron.* | «Leggo un libro.» |
| Direzione (verso dove) | *Ŝi iras en la parkon.* | «Va dentro il parco.» |
| Momento (quando) | *Ni venos lundon.* | «Verremo lunedì.» |
| Misura (quanto a lungo, quanto) | *Ĝi kostas dek eŭrojn.* | «Costa dieci euro.» |
| Al posto di *je* (raro) | *Mi ridas lian naivecon.* | «Rido della sua ingenuità.» |

## Quali parole prendono -n

La desinenza va sulle parole che nominano o descrivono una cosa, sempre dopo *-j*:

| Tipo di parola | Forma base | Con -n |
|---|---|---|
| Sostantivo | *kato*, *katoj* | *katon*, *katojn* |
| Aggettivo | *granda*, *grandaj* | *grandan*, *grandajn* |
| Pronome personale | *mi*, *li*, *ili* | *min*, *lin*, *ilin* |
| Possessivo | *mia* | *mian* |
| Correlativo in -u, -a, -o | *kiu*, *tia*, *tio* | *kiun*, *tian*, *tion* |
| Avverbio di luogo (solo direzione) | *hejme*, *tie*, *kie* | *hejmen*, *tien*, *kien* |

Non prendono mai *-n*: i verbi, l’articolo *la*, le preposizioni, le congiunzioni, i numerali come *du* o *tri* e i correlativi in *-el, -am, -om, -al, -es* (*kiel, kiam, kiom, kial, kies*). Quindi *Mi havas du katojn* – «Ho due gatti», mai *dun katojn*.

## 1. Il complemento oggetto

L’oggetto risponde alla domanda «chi?» o «che cosa?» dopo il verbo. Poiché lo segna *-n*, l’ordine delle parole può cambiare senza cambiare il significato; mettere *la katon* all’inizio sposta soltanto l’enfasi. Spostando *-n* su *la hundon* cambia chi ha morso chi:

La hundo mordis la katon. | Il cane ha morso il gatto.
La katon mordis la hundo. | Il cane ha morso il gatto.

La kato mordis la hundon. | Il gatto ha morso il cane.

Tutto ciò che descrive l’oggetto prende *-n* a sua volta: *Mi aĉetis tiun belan ruĝan aŭton.* – «Ho comprato quella bella macchina rossa.» Vedi [sostantivi e aggettivi](https://esperantopedia.org/it/grammatica/sostantivi-aggettivi/) e [pronomi](https://esperantopedia.org/it/grammatica/pronomi/).

### L’accusativo e i pronomi atoni «lo», «la», «gli»

L’italiano non ha i casi per i sostantivi, ma li conserva nei pronomi atoni: «lo, la, li, le» sono il complemento oggetto, «gli, le, loro» il complemento di termine. L’esperanto separa le stesse due funzioni in un altro modo: l’oggetto prende *-n*, il destinatario prende *al*.

| Italiano | Esperanto |
|---|---|
| Lo vedo. | *Mi vidas lin.* |
| Ti amo. | *Mi amas vin.* |
| Gli do il libro. | *Mi donas la libron al li.* |
| Il libro, lo leggo domani. | *La libron mi legos morgaŭ.* |

Due differenze pratiche. Primo: il pronome non si attacca al verbo e non va prima di esso; resta una parola a sé, con *-n*, di solito dopo il verbo. Secondo: dove l’italiano anticipa l’oggetto e lo riprende con un pronome («Il libro, lo leggo»), l’esperanto basta che lo anteponga: la desinenza *-n* dice già che cosa è.

Attenzione a «le» e «gli» nel senso di «a lei», «a lui»: in esperanto non sono un oggetto diretto, quindi non prendono *-n*. «Le ho dato un libro» è *Mi donis libron al ŝi*, non *Mi donis ŝin libron*.

### Complementi oggetto che non possono prendere -n

Gli infiniti, le proposizioni con *ke* – «che» e le citazioni non hanno posto per una desinenza. Il loro ruolo è chiaro comunque:

- *Mi volas dormi.* – «Voglio dormire.»
- *Mi scias, ke vi venos.* – «So che verrai.»

### Saluti e ringraziamenti

Molte frasi di tutti i giorni finiscono in *-n*: *Saluton!* – «Salve!», *Dankon!* – «Grazie!», *Bonan tagon!* – «Buongiorno!», *Bonvenon!* – «Benvenuto!». Sono oggetti di un verbo sottinteso: *(Mi deziras al vi) bonan tagon* – «(Ti auguro) buongiorno». Altro nei [saluti](https://esperantopedia.org/it/frasi/saluti/).

## 2. Direzione: verso dove

Dopo una preposizione di luogo, *-n* trasforma «dove» in «verso dove»:

| Posizione (senza -n) | Moto (con -n) |
|---|---|
| *en la domo* – «in casa, nella casa» | *en la domon* – «dentro la casa» (entrandoci) |
| *sur la tablo* – «sul tavolo» (è lì) | *sur la tablon* – «sul tavolo» (ci sale sopra) |
| *trans la rivero* – «al di là del fiume» (è lì) | *trans la riveron* – «al di là del fiume» (ci va, lo attraversa) |
| *antaŭ la domo* – «davanti alla casa» | *antaŭ la domon* – «(fin) davanti alla casa» |

La differenza conta: *La kato saltas sur la tablo* – «Il gatto salta (su e giù) sul tavolo», ma *La kato saltas sur la tablon* – «Il gatto salta sul tavolo (e ci sale)».

La kato saltas sur la tablo. | Il gatto salta (su e giù) sul tavolo.
La kato saltas sur la tablon. | Il gatto salta sul tavolo (e ci sale).

In italiano la stessa preposizione serve per stare e per andare: «Sono in cucina» / «Vado in cucina», «Sono a Roma» / «Vado a Roma». In esperanto la differenza è obbligatoria: *Mi estas en la kuirejo* / *Mi iras en la kuirejon*; *Mi estas en Romo* / *Mi iras al Romo*.

Solo le preposizioni che possono indicare anche un luogo prendono questa *-n*: *en, sur, sub, antaŭ, apud, inter, trans* e altre. *Al* «a, verso», *el* «da, fuori di», *de* «da» e *ĝis* «fino a» non indicano mai un luogo e quindi non prendono mai *-n*. Si dice *Mi iras al la urbo* – «Vado in città», non *al la urbon*. La *-n* di direzione indica sempre un movimento verso un luogo, mai un allontanamento da esso (PMEG). L’elenco completo è nelle [preposizioni](https://esperantopedia.org/it/grammatica/preposizioni/).

Avverbi e correlativi di luogo prendono *-n* per la direzione anche senza preposizione: *hejmen* – «a casa», *supren* – «in su», *tien* – «(verso) là», *Kien vi iras?* – «Dove vai?». Anche un nome di luogo può farlo (*Mi veturos Parizon* – «Andrò a Parigi», dall’*Ekzercaro* del Fundamento), ma secondo il PMEG la sola *-n* si usa in pratica quasi solo con nomi di città e paesi, quando si entra nel luogo, e oggi è molto raro, quasi arcaico; di norma si dice *al Parizo*.

La direzione può essere anche figurata, per un cambiamento di stato: *La sorĉisto ŝanĝis la princon en ranon.* – «Il mago trasformò il principe in una rana.»

## 3. Tempo: quando

Un’espressione di tempo con *-n* e senza preposizione dice quando accade qualcosa:

- *lundon* – «lunedì»
- *la 5-an de Majo* – «il 5 maggio»
- *ĉiun tagon* – «ogni giorno»
- *unu tagon* – «un giorno»

Lo stesso significato è possibile con una preposizione: *en la sama tago* = *la saman tagon* – «nello stesso giorno». Per l’ora dell’orologio si usa *je*: *je la deka* – «alle dieci», mentre *la dekan* vale «il dieci» (del mese).

L’italiano qui ragiona allo stesso modo («Vengo lunedì», senza preposizione): ciò che in italiano è semplicemente assenza di preposizione, in esperanto diventa un *-n* da scrivere.

## 4. Misura: quanto a lungo, quanto lontano, quanto

*-n* dà anche durata, distanza, prezzo, peso ed età:

- *Mi dormis ok horojn.* – «Ho dormito otto ore.»
- *Ni marŝis dek kilometrojn.* – «Abbiamo camminato dieci chilometri.»
- *La libro kostas dek eŭrojn.* – «Il libro costa dieci euro.»
- *Li estas dudek jarojn aĝa.* – «Ha vent’anni.»

Per la durata funziona anche *dum* – «durante»: *dum ok horoj*. Per l’età l’italiano usa «avere» («ha vent’anni»); l’esperanto usa *esti*: *Li estas dudek jarojn aĝa*.

## 5. Al posto di je

La regola 14 consente *-n* al posto della preposizione senza significato *je*: *Mi ridas je lia naiveco* = *Mi ridas lian naivecon*. Il PMEG osserva che oggi è piuttosto raro e che i parlanti preferiscono una preposizione chiara.

## Quando non usare -n

La maggior parte degli errori nasce qui. Ometti *-n* in questi casi:

1. **Dopo *esti*, *iĝi* e *ŝajni*.** La parola che segue descrive il soggetto; non è un oggetto. *Mi estas instruisto.* – «Sono un insegnante.» *Ŝi iĝis kuracisto.* – «È diventata medico.»
2. **Quando il soggetto viene dopo il verbo.** *Hieraŭ okazis grava afero.* – «Ieri è successa una cosa importante.» Con *okazi* – «succedere», *manki* – «mancare», *resti* – «restare» e *aperi* – «apparire», il soggetto spesso viene per ultimo.
3. **Dopo la maggior parte delle preposizioni.** *kun mia amiko* – «con il mio amico», *pri la libro* – «sul libro, riguardo al libro». Solo la direzione dopo una preposizione di luogo aggiunge *-n*.
4. **Per il risultato o la descrizione dell’oggetto.** *Mi farbis la pordon verda.* – «Ho dipinto la porta di verde.» Confronta *Mi farbis la verdan pordon.* – «Ho dipinto la porta verde.»
5. **Per il complemento di termine.** Si usa *al*: *Mi donis libron al ŝi.* – «Le ho dato un libro.»

## Errori frequenti

| Sbagliato | Giusto | Perché |
|---|---|---|
| *Mi vidas la kato.* | *Mi vidas la katon.* | L’oggetto richiede *-n*. |
| *Mi vidas bela katon.* | *Mi vidas belan katon.* | Gli aggettivi copiano *-n*. |
| *Mi havas du katonj.* | *Mi havas du katojn.* | *-j* viene prima di *-n*. |
| *Mi iras al la urbon.* | *Mi iras al la urbo.* | *Al* significa già «verso». |
| *Mi estas en la domon.* | *Mi estas en la domo.* | Non c’è moto, quindi niente *-n*. |
| *Okazis akcidenton.* | *Okazis akcidento.* | È il soggetto, non l’oggetto. |
| *Mi donis ŝin libron.* | *Mi donis al ŝi libron.* | Chi riceve prende *al*; «le» italiano non è un oggetto diretto. |
| *Mi estas instruiston.* | *Mi estas instruisto.* | Dopo *esti* niente *-n* (e niente «un»). |

## L’accusativo e l’ordine delle parole

Poiché l’oggetto porta *-n*, tutti e sei gli ordini di soggetto, verbo e oggetto sono grammaticali: *Petro amas Marian*, *Marian amas Petro*, *Amas Petro Marian* e così via. L’ordine neutro è soggetto–verbo–oggetto, come in italiano.

Mettere l’oggetto per primo aggiunge enfasi: *Kafon mi ne trinkas, sed teon mi ŝatas.* – «Il caffè non lo bevo, ma il tè mi piace.» Se un oggetto non può prendere *-n*, come un nome straniero, conviene mantenere l’ordine neutro. Altro sull’[ordine delle parole](https://esperantopedia.org/it/grammatica/ordine-parole/).

## Controllo rapido: -n o no

1. Moto verso un luogo dopo *en*, *sur*, *sub* e simili? Aggiungi *-n*.
2. Oggetto del verbo (non dopo *esti*, *iĝi*, *ŝajni*)? Aggiungi *-n* all’oggetto e a ogni parola che lo descrive.
3. Una data o una misura senza preposizione? Aggiungi *-n*.
4. Qualunque altra cosa dopo una preposizione? Niente *-n*.

## Domande frequenti

### Che cos’è l’accusativo in esperanto?
È la desinenza *-n*, che si aggiunge a sostantivi, aggettivi, pronomi e ad alcuni correlativi. Segna il complemento oggetto e anche direzione, date e misure.

### Perché i saluti in esperanto finiscono in -n?
Sono frasi abbreviate. *Bonan tagon!* sta per *(Mi deziras al vi) bonan tagon* – «(Ti auguro) buongiorno», quindi il saluto è l’oggetto di un verbo sottinteso.

### Si usa -n dopo le preposizioni?
Normalmente no: *kun mi* – «con me», *al la urbo* – «in città». L’eccezione è la direzione dopo una preposizione di luogo come *en*, *sur* o *sub*: *en la domon* – «dentro la casa».

### L’aggettivo prende -n a sua volta?
Sì. Ogni aggettivo, possessivo e correlativo che descrive l’oggetto prende *-n*: *Mi perdis mian novan telefonon.* – «Ho perso il mio nuovo telefono.»

### La desinenza -n corrisponde ai pronomi «lo» e «la» dell’italiano?
In parte. Il complemento oggetto è lo stesso, ma in esperanto il pronome resta una parola separata con *-n* (*lin*, *ŝin*, *ilin*), mentre il complemento di termine («gli», «le») si esprime con *al*.

## Fonti

- [Fundamento de Esperanto, regole 2, 8, 13 e 14 (inglese)](https://www.akademio-de-esperanto.org/fundamento/gramatiko_angla.html) – Akademio de Esperanto
- PMEG, capitolo sulla desinenza N: [panoramica](https://bertilow.com/pmeg/gramatiko/rolmontriloj/n/index.html), [regole di base](https://bertilow.com/pmeg/gramatiko/rolmontriloj/n/bazaj_reguloj.html), [oggetto](https://bertilow.com/pmeg/gramatiko/rolmontriloj/n/objekto.html), [direzione](https://bertilow.com/pmeg/gramatiko/rolmontriloj/n/direkto.html), [momento](https://bertilow.com/pmeg/gramatiko/rolmontriloj/n/tempopunkto.html), [misura](https://bertilow.com/pmeg/gramatiko/rolmontriloj/n/mezuro.html), [al posto di je](https://bertilow.com/pmeg/gramatiko/rolmontriloj/n/n_anstatau_je.html)
- [Grammatica dell’esperanto](https://it.wikipedia.org/wiki/Grammatica_dell%27esperanto) – Wikipedia
- [«Bonan matenon» e il verbo sottinteso](https://bulteno.esperanto-usa.org/a/2022/06/corner/) – Usona Esperantisto, 2022
