# Lingua esperanto: imparare l’esperanto gratis

Source: https://esperantopedia.org/it/
Language: it
Updated: 2026-10-11

> La lingua esperanto è la lingua artificiale più parlata al mondo, nata nel 1887. Imparare l’esperanto gratis: grammatica, dizionario, frasi e strumenti.

## L’esperanto in cifre

**Quante parole ti servono?** Conoscendo le 100 parole più frequenti, riconosci il 55,2% di tutte le parole delle frasi quotidiane in esperanto; con 1000, il 78,4%. Dopo, ogni parola nuova aggiunge meno: per questo partiamo dalle più frequenti.

**Una radice, decine di parole** Reta Vortaro registra 23 parole formate dalla radice san-. Eccone 15: con pochi prefissi e suffissi le capisci senza dizionario.

**Come è cresciuto il vocabolario ufficiale** Il Reta Vortaro segna come ufficiali 5328 radici: 2756 dal Fundamento (1905), 2569 da dieci Aggiunte ufficiali, dal 1909 al 2023, e 3 da decisioni separate dell’Accademia.

## Che cos’è l’esperanto?

L’esperanto è una lingua pianificata (detta anche artificiale o costruita) pensata per la comunicazione internazionale. Il lessico viene soprattutto dalle lingue romanze, germaniche e slave, e la grammatica è regolare: i sostantivi finiscono in *-o*, gli aggettivi in *-a* e i verbi cambiano in base al tempo e al modo, mai in base alla persona e al numero. Leggi l’[introduzione completa](https://esperantopedia.org/it/su-esperanto/) oppure comincia dall’[alfabeto](https://esperantopedia.org/it/imparare/alfabeto/).

Chi parla italiano riconosce molte radici a colpo d’occhio: *amiko* («amico»), *familio* («famiglia»), *facila* («facile»), *ĉielo* («cielo»), *libro* («libro»).

## Chi ha creato l’esperanto?

Ludwik Lejzer Zamenhof, un oculista di Białystok, pubblicò la lingua il 26 luglio 1887 a Varsavia con lo pseudonimo *Doktoro Esperanto* – «Dottor Speranzoso». Lo pseudonimo divenne il nome della lingua. Leggi la [sua biografia](https://esperantopedia.org/it/su-esperanto/zamenhof/) e la [storia dell’esperanto](https://esperantopedia.org/it/su-esperanto/storia/).

## Quante persone parlano l’esperanto?

Nessuno lo sa con precisione, perché solo pochi censimenti nazionali chiedono dell’esperanto. Le stime attendibili vanno da circa 60.000 (Nielsen, 2017) a circa 2 milioni (Culbert), e 1.000–2.000 persone sono madrelingua. A marzo 2020, 2,8 milioni di persone avevano iniziato i corsi di esperanto di Duolingo: studenti, non parlanti. Vedi [tutte le stime e le relative fonti](https://esperantopedia.org/it/su-esperanto/quanti-parlano-esperanto/).

## L’esperanto è facile da imparare?

L’esperanto è progettato per essere imparato in fretta: l’ortografia è fonetica, l’accento cade sempre sulla penultima sillaba e da una sola radice nasce un’intera famiglia di parole. I corsi brevi insegnano la grammatica di base in circa una dozzina di lezioni. Scopri [quanto tempo ci vuole](https://esperantopedia.org/it/imparare/quanto-tempo/) e segui il nostro [piano passo dopo passo](https://esperantopedia.org/it/imparare/come-imparare/).

## L’esperanto è facile per chi parla italiano?

Sì, soprattutto nella pronuncia: le cinque vocali (*a, e, i, o, u*) sono quelle dell’italiano, la *r* è vibrata e l’accento cade sulla penultima sillaba, come nella maggior parte delle parole italiane. Bastano però quattro attenzioni:

- *ĉ, ĝ, ŝ* suonano come *ci* di «ciao», *gi* di «giorno» e *sc* di «scena»: *ĉokolado* («cioccolato») si legge «ciocolado».
- La *c* semplice vale [ts], come la *z* di «pizza», anche davanti a *e* e *i*: *cent* («cento») si dice «tsent», non come «cena».
- La *g* è sempre dura, anche davanti a *e* e *i*: *gepatroj* («genitori») si legge «ghe-PA-troj», non «ge» come in «gente».
- La *h* si pronuncia, con un leggero soffio come nell’inglese «house», mentre in italiano è muta: *hundo* («cane») non è «undo».

Il resto della pronuncia è nella pagina sull’[alfabeto](https://esperantopedia.org/it/imparare/alfabeto/).

## Esiste una comunità esperantista in Italia?

Sì. La **Federazione Esperantista Italiana** (FEI, in esperanto *Itala Esperanto-Federacio*) riunisce gli esperantisti italiani dal 1910: fu fondata a Firenze il 21 marzo 1910 e oggi ha sede a Milano. È l’associazione nazionale italiana aderente all’Associazione Universale Esperanto (UEA), coordina i gruppi locali, organizza ogni anno il congresso nazionale e pubblica la rivista *l’esperanto*. Gruppi e corsi in presenza sono elencati sul [sito della FEI](https://www.esperanto.it/grupoj-kaj-kursoj/).

L’Italia ha ospitato quattro Congressi universali di esperanto: **Roma 1935** (1.442 partecipanti), **Bologna 1955** (1.687), **Firenze 2006** (2.209) e **Torino 2023** (1.318). Trovi tutti i dati nella pagina sui [Congressi Universali](https://esperantopedia.org/it/su-esperanto/congresso-universale/).

Anche due nomi italiani compaiono tra i madrelingua dell’esperanto: il farmacologo **Daniel Bovet**, di origine svizzera e poi cittadino italiano, premio Nobel per la medicina nel 1957, e il matematico e lessicografo **Carlo Minnaja**, membro dell’Accademia di Esperanto. Il linguista romano **Renato Corsetti**, della Sapienza Università di Roma, ha studiato le famiglie in cui i bambini crescono parlando esperanto fin dalla nascita: leggi i risultati nella pagina sui [madrelingua dell’esperanto](https://esperantopedia.org/it/su-esperanto/madrelingua/).

## Da dove cominciare?

Parti dalle [frasi più utili](https://esperantopedia.org/it/frasi/di-base/), scopri la [grammatica in una pagina](https://esperantopedia.org/it/grammatica/) e cerca le parole nel [dizionario](https://esperantopedia.org/it/dizionario/). Come scrivere le lettere speciali è spiegato nella [pagina sull’alfabeto](https://esperantopedia.org/it/imparare/alfabeto/).
