# Grammatica del Fundamento: le 16 regole del 1905

Source: https://esperantopedia.org/it/su-esperanto/fundamento/gramatiko/
Language: it
Updated: 2026-10-08

> La grammatica del Fundamento de Esperanto come la stampò Zamenhof nel 1905: l’alfabeto e le 16 regole in francese, inglese, tedesco, russo e polacco.

La *Gramatiko* è la seconda parte del [*Fundamento de Esperanto*](https://esperantopedia.org/it/su-esperanto/fundamento/). Contiene l’alfabeto e le 16 regole che definiscono la grammatica dell’esperanto. Zamenhof le pubblicò per la prima volta in russo nell’[*Unua Libro*](https://esperantopedia.org/it/su-esperanto/unua-libro/) del 1887; il Fundamento le stampa in cinque lingue, ciascuna versione scritta per i propri lettori.

Per una spiegazione moderna con esempi leggi [le 16 regole della grammatica esperanto](https://esperantopedia.org/it/grammatica/16-regole/). Questa pagina mostra l’originale vincolante. Poiché l’italiano non è tra le cinque lingue del libro, la pagina mostra per prima la versione inglese, con un selettore per passare alle altre.

## In che cosa differiscono le cinque versioni?

Le regole sono le stesse, ma la formulazione no. Ogni versione descrive le lettere con suoni della propria lingua: *ĉ* è «ch as in church» in inglese, «tsch» in tedesco e «cz» in polacco. Alcuni dettagli compaiono solo in alcune versioni.

- **L’articolo.** Le versioni francese e russa aggiungono un’osservazione: chi trova difficile l’articolo *la* può semplicemente ometterlo. Le versioni inglese, tedesca e polacca non la fanno.
- **Il condizionale.** La versione inglese chiama *-us* «subjunctive» (*ŝi far'us*, «she may do»); quella polacca lo chiama modo condizionale (*tryb warunkowy*).
- **I segni tra le parti della parola.** Le versioni francese, tedesca e russa spiegano in una nota che i segni tra le parti della parola (*vapor'ŝip'o*) si possono omettere per i lettori che già conoscono la lingua.
- **Gli errori di stampa restano.** La nota tedesca sulla pronuncia stampa *u* dove si intende *ŭ* (l’Accademia di Esperanto la segnala come errore di stampa), e la versione inglese numera la regola 13 come «15». Il testo resta com’è stampato.

Usa i pulsanti per passare da una versione all’altra. Senza JavaScript le cinque si susseguono. Il numero di ogni regola è un link che puoi condividere.

## Che cosa cambia per chi parla italiano?

L’italiano ha già quasi tutti i suoni dell’esperanto, ma li scrive in modo diverso. L’esperanto usa una lettera sola dove l’italiano ha un digramma:

- *ĉ* è la *c* di *cena* (italiano *ci*, *ce*), *ĝ* la *g* di *gente* e *ŝ* il suono *sc* di *scena*.
- *c* senza accento si legge come la *z* di *zio*: *ci* («tu», vedi l’[Ekzercaro](https://esperantopedia.org/it/su-esperanto/fundamento/ekzercaro/)) si pronuncia «tsi», non come il «ci» italiano. *g* è sempre dura, come in *gatto*: *ge* si legge «ghe».
- *h* si pronuncia sempre, a differenza dell’italiano. *ŭ* è la *u* di *auto*: *aŭto* si legge come l’italiano «auto». *ĥ* e *ĵ* non hanno un equivalente italiano: *ĥ* è la *ch* tedesca di *Bach*, *ĵ* la *j* francese di *jour*.

Per chi legge il francese, la versione francese del Fundamento è di solito la più facile da seguire. Per l’alfabeto completo con la pronuncia vedi [l’alfabeto esperanto](https://esperantopedia.org/it/imparare/alfabeto/).

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## Fonti

- [Akademio de Esperanto – Fundamento: Gramatiko (versioni in francese, inglese, tedesco, russo e polacco)](https://www.akademio-de-esperanto.org/fundamento/gramatiko.html)
- [Akademio de Esperanto – Fundamento de Esperanto (edizione online)](https://www.akademio-de-esperanto.org/fundamento/)
- [Wikipedia – Fundamento de Esperanto](https://it.wikipedia.org/wiki/Fundamento_de_Esperanto)
