Sull’esperanto
Dove si parla l’esperanto: Paesi, dati e Italia
L’esperanto non ha un Paese d’origine: chi lo parla è sparso su tutti i continenti, con concentrazioni in Europa, Asia orientale e Brasile.
L’esperanto si parla in più di 120 Paesi, ma non è la lingua principale di nessun luogo. I parlanti sono più numerosi in Europa e in Asia orientale, con comunità rilevanti in Brasile e negli Stati Uniti. Nel 2023 l’Associazione Universale Esperanto aveva soci individuali in 130 Paesi e territori, con in testa Francia, Germania, Brasile, Stati Uniti e Giappone. L’Africa è l’area di crescita più recente: nel 2024 il primo Congresso universale del continente si è tenuto in Tanzania.
Non esiste un conteggio mondiale dei parlanti per Paese. I dati qui sotto provengono da elenchi di soci, da alcuni censimenti nazionali, dalla rete di ospitalità Pasporta Servo e dalla storia del Congresso universale. Per i numeri complessivi, vedi quante persone parlano esperanto.
Quali Paesi hanno più parlanti di esperanto?
Nessuna fonte permette di classificare i Paesi per numero totale di parlanti. L’indicatore più confrontabile è il numero di soci individuali dell’Associazione Universale Esperanto (UEA). Nel 2023 ne contava 4.700 in 130 Paesi e territori. I primi cinque:
Contando anche chi si iscrive tramite le associazioni nazionali, la rete dell’UEA nel 2023 aveva circa 12.800 soci. Molti parlanti si iscrivono solo alla loro associazione nazionale, a un circolo locale o a nessuna organizzazione, perciò questi numeri mostrano dove il movimento organizzato è forte, non dove vivono tutti i parlanti.
Che cosa dicono i censimenti?
Solo pochi Paesi chiedono dell’esperanto nel censimento. Le cifre che usano gli statistici:
| Paese | Dato del censimento | Anno del censimento |
|---|---|---|
| Ungheria | 8.397 | 2011 |
| Russia | 992 | 2010 |
| Lituania | 604 | 2011 |
| Estonia | 209 | 2011 |
| Nuova Zelanda | 102 | 2018 |
La cifra dell’Ungheria è alta perché l’esperanto valeva per gli esami statali di lingua richiesti dalle università ungheresi. Negli anni Duemila divenne lì una delle lingue d’esame più scelte, e l’Università Eötvös Loránd di Budapest ebbe un dipartimento di esperanto e interlinguistica dal 1966 al 2006.
Dove si può essere ospitati da esperantisti?
La Pasporta Servo, la rete di ospitalità gestita dalla TEJO, l’organizzazione giovanile, dal 1974, mostra quanto siano sparsi i parlanti. Nel 2026 elencava più di 2.400 ospitanti in 121 Paesi e circa 1.800 città. Gli ospitanti offrono alloggio gratuito ai viaggiatori che parlano esperanto.
Quali Paesi hanno ospitato il Congresso universale di esperanto?
Il Congresso universale di esperanto si tiene in una città diversa quasi ogni anno dal 1905. L’ospitalità riflette dove il movimento è stato più forte:
| Paese (confini attuali) | Congressi tenuti, 1905–2026 |
|---|---|
| Germania | 8 |
| Regno Unito | 8 |
| Polonia | 7 (compresi Cracovia 1912, allora in Austria-Ungheria, e Danzica 1927) |
| Francia | 6 |
| Paesi Bassi | 6 |
| Svizzera | 6 |
| Austria | 5 (compreso Graz 2026) |
| Belgio, Danimarca, Finlandia, Italia, Svezia | 4 ciascuno |
Fuori dall’Europa i congressi si sono tenuti, tra gli altri, a Cuba (L’Avana 1990 e 2010), in Cina (Pechino 1986 e 2004), in Corea del Sud (Seul 1994 e 2017), in Vietnam (Hanoi 2012) e in Tanzania (Arusha 2024). Il congresso del 2026 si è svolto a Graz, in Austria, e quello del 2027 è previsto a Melbourne, in Australia.
Com’è diffuso l’esperanto in Italia?
In Italia l’esperanto ha un movimento organizzato da più di cento anni, ma non esiste un censimento dei parlanti: l’unico dato disponibile è il numero di iscritti alla Federazione Esperantista Italiana (FEI), che nel 2010 contava 884 soci. L’Italia ha ospitato quattro Congressi universali (Roma 1935, Bologna 1955, Firenze 2006, Torino 2023) e ha dato all’esperanto alcuni protagonisti internazionali, come i presidenti dell’UEA Giorgio Canuto e Renato Corsetti.
- I primi passi. Il primo manuale di esperanto per italiani, di Daniele Marignoni, uscì a Crema nel marzo 1890. Nei primi anni del Novecento nacquero i gruppi di Napoli (1903), Roma (Imperiosa Civitas, 1905), Firenze (30 dicembre 1905) e Milano (1906); in Sicilia il medico Vitangelo Nalli fondò nel 1906 la Federazione esperantista siciliana e la rivista Idealo. A Bordighera lavorò l’inglese Clarence Bicknell (1842–1918), noto soprattutto come botanico, che aveva imparato l’esperanto nel 1897 e vi fondò un gruppo nel 1910.
- La Federazione. La FEI nacque a Firenze il 21 marzo 1910, con il primo congresso nazionale il 21–23 marzo, e ha oggi sede a Milano. Vedi le organizzazioni esperantiste.
- Il ventennio fascista. L’esperanto non fu vietato ma restò sotto controllo; il regime autorizzò il Congresso universale di Roma del 1935. Il racconto è nella storia dell’esperanto.
- Dopo la guerra. Il primo congresso nazionale del dopoguerra, a Torino nel 1948, riunì meno di 300 persone, ma la ripresa fu rapida: nel 1951 il ministro della Pubblica Istruzione Antonio Segni partecipò al congresso nazionale di Pisa e nel febbraio 1952 inviò una circolare ai provveditori agli studi, invitandoli a facilitare l’insegnamento dell’esperanto mettendo a disposizione le aule. Nel 1952 il presidente della Repubblica Luigi Einaudi fu presidente del comitato d’onore del congresso nazionale di Bologna, e il Congresso universale del 1955 ebbe il patrocinio del presidente Giovanni Gronchi.
- Strade e piazze. Dagli anni Cinquanta gli esperantisti si sono impegnati per far intitolare vie e piazze a «Esperanto» o a «Zamenhof».
Per chi parla italiano esistono risorse dedicate: il dizionario italiano-esperanto di Carlo Minnaja (oltre 1.400 pagine, 1996), il dizionario in rete hvortaro ospitato dalla FEI e il corso gratuito KIREK. I cattolici italiani hanno un ruolo particolare: la sede dell’IKUE è a Roma e Radio Vaticana ha avviato trasmissioni regolari in esperanto nel 1977.
Che cos’è l’Accademia Internazionale delle Scienze di San Marino?
L’Accademia Internazionale delle Scienze di San Marino (in esperanto Akademio Internacia de la Sciencoj San-Marino, AIS) è un’istituzione universitaria che usò l’esperanto come lingua di lavoro. Nacque informalmente nel 1983 e ufficialmente nel 1985 nella Repubblica di San Marino, per iniziativa di scienziati di vari Paesi, tra cui Helmar Frank, Humphrey Tonkin e Reinhard Selten.
Non era un’organizzazione esperantista: perseguiva l’uguaglianza linguistica nella comunicazione scientifica e usava l’esperanto nelle riunioni del suo senato e dell’assemblea generale, negli esami finali e nei corsi delle «Sessioni universitarie sammarinesi» (SUS). Dopo la fondazione dell’università statale di San Marino, nel 1988, l’AIS svolse corsi ed esami all’estero, in Paesi come Bulgaria, Germania, Italia, Polonia, Romania e Svezia. L’attività calò dopo il 2008, e alla fine del 2020 l’Accademia decise di non rinnovare la personalità giuridica a San Marino, restando registrata in Germania. Presidente dal 2008 al 2011 fu l’italiano Fabrizio Pennacchietti; tra i membri figuravano gli italiani Carlo Minnaja e Renato Corsetti.
Europa
La Francia ha più soci UEA di ogni altro Paese e ospitò il primo Congresso universale, a Boulogne-sur-Mer nel 1905. La Germania è un secondo posto ravvicinato; la città di Herzberg am Harz si definisce Esperanto-Stadt («città dell’esperanto») dopo una decisione del consiglio dell’11 luglio 2006, con cartelli bilingui e un centro culturale esperantista.
La Polonia è la patria di Zamenhof: nacque a Białystok e pubblicò l’esperanto a Varsavia. Nel 2014 la Polonia ha inserito «la lingua esperanto come portatrice della cultura esperantista» nell’elenco nazionale del patrimonio culturale immateriale, e il congresso del centenario, a Varsavia nel 1987, riunì il record di 5.946 partecipanti. Nel 2026 l’Austria ha aggiunto la cultura esperantista al proprio inventario del patrimonio immateriale; a Vienna ha sede il Museo dell’esperanto della Biblioteca nazionale austriaca, fondato nel 1927.
Le Americhe
Il Brasile ha uno dei movimenti più grandi fuori dall’Europa. La Liga Brasileira de Esperanto fu fondata il 21 luglio 1907. L’esperanto si diffuse lì in parte attraverso lo spiritismo: la Federazione Spiritista Brasiliana pubblica da tempo manuali di esperanto. Un disegno di legge per rendere l’esperanto materia scolastica facoltativa è passato al Senato ed è in attesa alla Camera dei deputati dal 2009 (PL 6162/2009); nel giugno 2026 il relatore della Commissione Costituzione e Giustizia ha presentato il suo parere e il progetto è pronto per il voto in commissione.
Gli Stati Uniti sono al quarto posto per soci UEA. Cuba ha ospitato due Congressi universali e Radio Habana Cuba ha un programma settimanale in esperanto, solo online dal 2025.
Asia
La Cina ha un movimento organizzato sostenuto per decenni da istituzioni statali. La Lega esperantista cinese fu fondata a Pechino l’11 marzo 1951, e Radio Pechino (poi China Radio International) trasmise in esperanto dal 19 dicembre 1964. Pechino ha ospitato il Congresso universale nel 1986 e nel 2004.
Il Giappone ha una lunga tradizione: l’Istituto esperantista giapponese fu fondato nel 1919 e la religione Oomoto promuove l’esperanto dai primi anni Venti. La Corea del Sud ha ospitato i Congressi universali nel 1994 e nel 2017. Wikipedia cita anche l’Iran tra i Paesi asiatici in cui l’esperanto è più diffuso, e il Vietnam ha ospitato il congresso nel 2012.
Africa
L’Africa è un’area di crescita più recente per il movimento. Il Congresso universale del 2024 ad Arusha, in Tanzania, il primo del continente, ebbe 854 partecipanti iscritti. Secondo Libera Folio, tra gli iscritti c’erano 95 burundesi e 79 congolesi della Repubblica Democratica del Congo – delegazioni numerose per Paesi che raramente compaiono nelle statistiche dei congressi.
L’esperanto è ufficiale in qualche luogo?
No. Nessun Paese né regione ha l’esperanto come lingua ufficiale. Due episodi storici si avvicinano di più:
- Nel 1908 gli esperantisti proposero di trasformare Moresnet neutrale, un minuscolo territorio neutrale tra Belgio e Germania, in uno Stato esperantista chiamato Amikejo («luogo dell’amicizia»). Il progetto finì quando il territorio fu assorbito dal Belgio dopo la Prima guerra mondiale.
- A San Marino, l’Accademia Internazionale delle Scienze (AIS), fondata nel 1985, usò l’esperanto come lingua di lavoro (vedi sopra).
Per l’elenco delle organizzazioni attive in ogni Paese, vedi le organizzazioni esperantiste.
Domande frequenti
Quale Paese ha più parlanti di esperanto?
Non esiste un conteggio affidabile. Per numero di soci UEA nel 2023 sono in testa la Francia (401 soci individuali) e la Germania (394), seguite da Brasile, Stati Uniti e Giappone. L’Ungheria ha registrato il dato di censimento più alto, 8.397 nel 2011, in gran parte per gli esami di lingua.
Si parla esperanto in Africa?
Sì, e sempre di più. Il primo Congresso universale di esperanto in Africa si è tenuto ad Arusha, in Tanzania, nel 2024, con grandi gruppi dal Burundi e dalla Repubblica Democratica del Congo.
Esiste un Paese dell’esperanto?
No. Gli esperantisti chiamano la loro comunità mondiale Esperantujo («terra dell’esperanto»): ovunque si parli esperanto, ai congressi, nei circoli, a casa e in rete.
Quanti esperantisti ci sono in Italia?
Non si sa con precisione, perché non esiste un censimento. La Federazione Esperantista Italiana contava 884 soci nel 2010; chi lo parla senza iscriversi a nessuna associazione non è conteggiato.
L’esperanto è popolare in Cina?
La Cina ha uno dei maggiori movimenti organizzati d’Asia, con la Lega esperantista cinese (fondata nel 1951), decenni di trasmissioni radiofoniche statali e due Congressi universali a Pechino.
L’esperanto si insegna a scuola da qualche parte?
Solo in pochi luoghi e di solito come materia facoltativa. L’Ungheria lo accettava per gli esami statali di lingua, e Cina e Polonia hanno programmi universitari di interlinguistica o di esperanto. Il Brasile discute dal 2009 se renderlo materia scolastica facoltativa. In Italia, negli anni Sessanta, furono presentate proposte di legge per introdurlo come materia facoltativa, ma nessuna concluse l’iter parlamentare.
Fonti
- Associazione Universale Esperanto, Estrara Raporto 2023 (soci per Paese); Vikipedio, Membronombroj de UEA
- Libera Folio, «Nova takso: 60.000 parolas Esperanton» (dati di censimento), 2017
- The Spinoff, «The most buzzy data points from the just-released census» (Nuova Zelanda, censimento del 2018), 2019
- Vikipedio, Esperanto-instruado ĉe ELTE
- Wikipedia (hu), Eszperantó e Wikipedia (de), Esperanto (esami in Ungheria)
- Pasporta Servo e Wikipedia, Pasporta Servo
- Associazione Universale Esperanto, elenco dei Congressi universali (nostro conteggio per Paese); Wikipedia, World Esperanto Congress e Vikipedio, Universala Kongreso de Esperanto
- Libera Folio, «En Aruŝo venkis idealismo», 15 agosto 2024
- Wikipedia (de), Herzberg am Harz; Wikipedia, China Esperanto League, Japanese Esperanto Institute, Oomoto, Neutral Moresnet
- Câmara dos Deputados, PL 6162/2009
- Narodowy Instytut Dziedzictwa, elenco nazionale del patrimonio culturale immateriale (2014); Commissione austriaca per l’UNESCO, Esperanto culture in Austria (2026)
- Wikipedia (it), Federazione Esperantista Italiana e Movimento esperantista italiano; Vikipedio, Esperanto-movado en Italio, Akademio Internacia de la Sciencoj San Marino e 108-a Universala Kongreso de Esperanto; Wikipedia (it), Accademia internazionale delle scienze San Marino; Wikipedia (it), Clarence Bicknell
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