Frasi
Ciao e arrivederci in esperanto: guida ai saluti
Saluton! va bene sempre e con tutti; Ĝis! è come salutano quasi tutti quando se ne vanno.
«Ciao» in esperanto è Saluton! (sa-LU-ton) e «arrivederci» è Ĝis revido! (gis re-VI-do) o semplicemente Ĝis! (gis). Tutti e due vanno bene a qualsiasi ora e con chiunque, dall’amico allo sconosciuto. Le guide alla pronuncia di questa pagina dividono le parole in sillabe, le scrivono come le leggerebbe un italiano e mostrano la sillaba accentata in maiuscolo (ts = c, c / ci = ĉ, g / gi = ĝ, sc / sci = ŝ, i = j, u = ŭ; vedi alfabeto e pronuncia).
Saluton ricorda l’italiano «salve» e «saluto»: è facile da ricordare per chi parla italiano.
Dire ciao
| Esperanto | Pronuncia | Italiano | Quando |
|---|---|---|---|
| Saluton! | sa-LU-ton | Ciao! Salve! | A ogni ora, in ogni situazione |
| Sal! | sal | Ciao! | Molto informale, abbreviazione di Saluton |
| Bonan matenon! | BO-nan ma-TE-non | Buongiorno! | Mattina |
| Bonan tagon! | BO-nan TA-gon | Buongiorno! / Buon pomeriggio! | Di giorno |
| Bonan vesperon! | BO-nan ves-PE-ron | Buonasera! | Sera |
| Bonvenon! | bon-VE-non | Benvenuto! | Quando si accolgono ospiti |
| Saluton al ĉiuj! | sa-LU-ton al CI-ui | Ciao a tutti! | Salutando un gruppo |
| Karaj geamikoj! | KA-rai ghe-a-MI-koi | Cari amici! | All’inizio di un discorso o di una lettera |
Saluti come Bonan matenon! finiscono con l’accusativo -n perché sono forme brevi di frasi complete: Bonan matenon! significa (Mi deziras al vi) bonan matenon! – «(Ti auguro) un buon mattino». Anche l’italiano sottintende il verbo: «(Ti auguro) buongiorno». La grammatica di riferimento PMEG spiega che questa -n è diventata la forma usuale per tali espressioni tradizionali. Bonan matenon e auguri simili compaiono già nel Fundamento del 1905.
Dire arrivederci
| Esperanto | Pronuncia | Italiano | Quando |
|---|---|---|---|
| Ĝis! | gis | Ciao! A presto! | Ogni giorno, molto comune |
| Ĝis revido! / Ĝis la revido! | gis (la) re-VI-do | Arrivederci! (alla lettera «fino a rivedersi») | Neutro |
| Ĝis baldaŭ! | gis BAL-dau | A presto! | Ci si rivedrà presto |
| Ĝis poste! | gis POS-te | A dopo! | Più tardi nello stesso giorno |
| Ĝis morgaŭ! | gis MOR-gau | A domani! | Il giorno dopo |
| Ĝis la venonta fojo! | gis la ve-NON-ta FO-io | Alla prossima! | Al prossimo incontro |
| Bonan nokton! | BO-nan NOK-ton | Buonanotte! | Andando a letto o andandosene tardi |
| Fartu bone! | FAR-tu BO-ne | Stammi bene! (alla lettera «sta’ bene») | Saluto caloroso |
| Bonan vojaĝon! | BO-nan vo-IA-gion | Buon viaggio! | Qualcuno parte |
| Adiaŭ! | a-DI-au | Addio! | Congedo lungo o definitivo |
Ĝis è una preposizione che significa «fino a», quindi Ĝis! è alla lettera «Fino a…!» – il resto della frase si sottintende. Il PMEG osserva che Adiaŭ! si usa pochissimo nel parlato quotidiano; si preferiscono Ĝis revido! o Ĝis!, che lasciano intendere che ci si rivedrà. Di’ Adiaŭ! (che somiglia a «addio» e pesa come lui) solo quando davvero non pensi di rivedere qualcuno per molto tempo.
«Come stai?» e come rispondere
| Esperanto | Pronuncia | Italiano |
|---|---|---|
| Kiel vi fartas? | KI-el vi FAR-tas | Come stai? Come sta? |
| Kiel vi? | KI-el vi | E tu come stai? (informale) |
| Kio nova? | KI-o NO-va | Che c’è di nuovo? |
| Bone, dankon. Kaj vi? | BO-ne, DAN-kon. kai vi | Bene, grazie. E tu? |
| Tre bone! | tre BO-ne | Molto bene! |
| Bonege! | bo-NE-ghe | Benissimo! |
| Ne malbone. | ne mal-BO-ne | Non c’è male. |
| Tiel-tiel. | TI-el TI-el | Così così. (colloquiale) |
| Malbone. | mal-BO-ne | Male. |
| Nenio speciala. | ne-NI-o spe-tsi-A-la | Niente di speciale. |
Farti significa «essere in un certo stato di salute o di benessere»: Mi fartas bone – «Sto bene». La risposta usa un avverbio in -e (bone, non bona) perché descrive come stai. Nota che tre è «molto», non «tre»: Tre bone! – «Molto bene!».
Tu, voi o Lei?
L’esperanto usa vi per tutti – una persona o molte, un bambino o un ministro (vedi pronomi). Esiste in teoria un «tu» singolare, ci, ma il PMEG osserva che di norma non si usa (e non ha nulla a che vedere con il «ci» italiano). Non c’è quindi nessun dubbio tra «tu» e «Lei»: la formalità viene da altre parole:
- Titoli: sinjoro «signore», sinjorino «signora», gesinjoroj «signore e signori».
- Lettere: Estimata sinjoro Novak – «Gentile signor Novak» (alla lettera «stimato», formale); Kara Maria – «Cara Maria» (amichevole).
- Chiusura: Amike – «amichevolmente» o Kore – «cordialmente» nelle lettere tra amici; Ĝis! in un messaggio veloce.
Usanze di saluto esperantiste
- «Ĝis!» ovunque. Il PMEG osserva che ĝis e ĝis revido sono i congedi usuali; Ĝis! si vede in conversazione, in chat e nelle e-mail.
- Samideano. Alcuni esperantisti si chiamano a vicenda samideano – alla lettera «persona della stessa idea», cioè un altro esperantista.
- Non «fare il coccodrillo». Agli eventi esperantisti passare alla propria lingua con i connazionali si chiama krokodili «fare il coccodrillo» ed è di solito sconsigliato.
- Forme brevi informali. Online vedrai Sal! per Saluton! e Ĉaŭ! (dall’italiano ciao): il nostro «ciao» è entrato nell’esperanto, con la pronuncia «ciau» (ĉaŭ).
Per altre frasi quotidiane vedi le frasi di base in esperanto. Per dire l’ora del giorno vedi giorni, mesi e ore.
Domande frequenti
Come si dice «ciao» in esperanto?
Saluton! (sa-LU-ton). Va bene a qualsiasi ora e in ogni situazione. Al mattino puoi dire anche Bonan matenon! e di giorno Bonan tagon!
Come si dice «arrivederci» in esperanto?
Ĝis revido! o semplicemente Ĝis! – alla lettera «fino a rivedersi» e «fino a». Ĝis morgaŭ! significa «A domani!» e Ĝis baldaŭ! «A presto!»
Perché i saluti esperanto finiscono in -n?
Sono frasi abbreviate: Bonan tagon! sta per «ti auguro un buon giorno», dove tagon è il complemento oggetto di «auguro». La desinenza dell’accusativo -n è rimasta dopo che il verbo è caduto.
Che differenza c’è tra Ĝis e Adiaŭ?
Ĝis si aspetta un altro incontro; Adiaŭ è per un congedo lungo o definitivo. Nella vita quotidiana quasi tutti usano Ĝis!
Come si risponde a «Kiel vi fartas?»
Bone, dankon. Kaj vi? – «Bene, grazie. E tu?» Altre risposte sono Tre bone! «Molto bene!», Ne malbone «Non c’è male» e Tiel-tiel «Così così».
Fonti
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