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Ciao e arrivederci in esperanto: guida ai saluti

Saluton! va bene sempre e con tutti; Ĝis! è come salutano quasi tutti quando se ne vanno.

Aggiornato: 3 min di lettura

«Ciao» in esperanto è Saluton! (sa-LU-ton) e «arrivederci» è Ĝis revido! (gis re-VI-do) o semplicemente Ĝis! (gis). Tutti e due vanno bene a qualsiasi ora e con chiunque, dall’amico allo sconosciuto. Le guide alla pronuncia di questa pagina dividono le parole in sillabe, le scrivono come le leggerebbe un italiano e mostrano la sillaba accentata in maiuscolo (ts = c, c / ci = ĉ, g / gi = ĝ, sc / sci = ŝ, i = j, u = ŭ; vedi alfabeto e pronuncia).

Saluton ricorda l’italiano «salve» e «saluto»: è facile da ricordare per chi parla italiano.

Dire ciao

EsperantoPronunciaItalianoQuando
Saluton!sa-LU-tonCiao! Salve!A ogni ora, in ogni situazione
Sal!salCiao!Molto informale, abbreviazione di Saluton
Bonan matenon!BO-nan ma-TE-nonBuongiorno!Mattina
Bonan tagon!BO-nan TA-gonBuongiorno! / Buon pomeriggio!Di giorno
Bonan vesperon!BO-nan ves-PE-ronBuonasera!Sera
Bonvenon!bon-VE-nonBenvenuto!Quando si accolgono ospiti
Saluton al ĉiuj!sa-LU-ton al CI-uiCiao a tutti!Salutando un gruppo
Karaj geamikoj!KA-rai ghe-a-MI-koiCari amici!All’inizio di un discorso o di una lettera

Saluti come Bonan matenon! finiscono con l’accusativo -n perché sono forme brevi di frasi complete: Bonan matenon! significa (Mi deziras al vi) bonan matenon! – «(Ti auguro) un buon mattino». Anche l’italiano sottintende il verbo: «(Ti auguro) buongiorno». La grammatica di riferimento PMEG spiega che questa -n è diventata la forma usuale per tali espressioni tradizionali. Bonan matenon e auguri simili compaiono già nel Fundamento del 1905.

Dire arrivederci

EsperantoPronunciaItalianoQuando
Ĝis!gisCiao! A presto!Ogni giorno, molto comune
Ĝis revido! / Ĝis la revido!gis (la) re-VI-doArrivederci! (alla lettera «fino a rivedersi»)Neutro
Ĝis baldaŭ!gis BAL-dauA presto!Ci si rivedrà presto
Ĝis poste!gis POS-teA dopo!Più tardi nello stesso giorno
Ĝis morgaŭ!gis MOR-gauA domani!Il giorno dopo
Ĝis la venonta fojo!gis la ve-NON-ta FO-ioAlla prossima!Al prossimo incontro
Bonan nokton!BO-nan NOK-tonBuonanotte!Andando a letto o andandosene tardi
Fartu bone!FAR-tu BO-neStammi bene! (alla lettera «sta’ bene»)Saluto caloroso
Bonan vojaĝon!BO-nan vo-IA-gionBuon viaggio!Qualcuno parte
Adiaŭ!a-DI-auAddio!Congedo lungo o definitivo

Ĝis è una preposizione che significa «fino a», quindi Ĝis! è alla lettera «Fino a…!» – il resto della frase si sottintende. Il PMEG osserva che Adiaŭ! si usa pochissimo nel parlato quotidiano; si preferiscono Ĝis revido! o Ĝis!, che lasciano intendere che ci si rivedrà. Di’ Adiaŭ! (che somiglia a «addio» e pesa come lui) solo quando davvero non pensi di rivedere qualcuno per molto tempo.

«Come stai?» e come rispondere

EsperantoPronunciaItaliano
Kiel vi fartas?KI-el vi FAR-tasCome stai? Come sta?
Kiel vi?KI-el viE tu come stai? (informale)
Kio nova?KI-o NO-vaChe c’è di nuovo?
Bone, dankon. Kaj vi?BO-ne, DAN-kon. kai viBene, grazie. E tu?
Tre bone!tre BO-neMolto bene!
Bonege!bo-NE-gheBenissimo!
Ne malbone.ne mal-BO-neNon c’è male.
Tiel-tiel.TI-el TI-elCosì così. (colloquiale)
Malbone.mal-BO-neMale.
Nenio speciala.ne-NI-o spe-tsi-A-laNiente di speciale.

Farti significa «essere in un certo stato di salute o di benessere»: Mi fartas bone – «Sto bene». La risposta usa un avverbio in -e (bone, non bona) perché descrive come stai. Nota che tre è «molto», non «tre»: Tre bone! – «Molto bene!».

Tu, voi o Lei?

L’esperanto usa vi per tutti – una persona o molte, un bambino o un ministro (vedi pronomi). Esiste in teoria un «tu» singolare, ci, ma il PMEG osserva che di norma non si usa (e non ha nulla a che vedere con il «ci» italiano). Non c’è quindi nessun dubbio tra «tu» e «Lei»: la formalità viene da altre parole:

  • Titoli: sinjoro «signore», sinjorino «signora», gesinjoroj «signore e signori».
  • Lettere: Estimata sinjoro Novak – «Gentile signor Novak» (alla lettera «stimato», formale); Kara Maria – «Cara Maria» (amichevole).
  • Chiusura: Amike – «amichevolmente» o Kore – «cordialmente» nelle lettere tra amici; Ĝis! in un messaggio veloce.

Usanze di saluto esperantiste

  • «Ĝis!» ovunque. Il PMEG osserva che ĝis e ĝis revido sono i congedi usuali; Ĝis! si vede in conversazione, in chat e nelle e-mail.
  • Samideano. Alcuni esperantisti si chiamano a vicenda samideano – alla lettera «persona della stessa idea», cioè un altro esperantista.
  • Non «fare il coccodrillo». Agli eventi esperantisti passare alla propria lingua con i connazionali si chiama krokodili «fare il coccodrillo» ed è di solito sconsigliato.
  • Forme brevi informali. Online vedrai Sal! per Saluton! e Ĉaŭ! (dall’italiano ciao): il nostro «ciao» è entrato nell’esperanto, con la pronuncia «ciau» (ĉaŭ).

Per altre frasi quotidiane vedi le frasi di base in esperanto. Per dire l’ora del giorno vedi giorni, mesi e ore.

Domande frequenti

Come si dice «ciao» in esperanto?

Saluton! (sa-LU-ton). Va bene a qualsiasi ora e in ogni situazione. Al mattino puoi dire anche Bonan matenon! e di giorno Bonan tagon!

Come si dice «arrivederci» in esperanto?

Ĝis revido! o semplicemente Ĝis! – alla lettera «fino a rivedersi» e «fino a». Ĝis morgaŭ! significa «A domani!» e Ĝis baldaŭ! «A presto!»

Perché i saluti esperanto finiscono in -n?

Sono frasi abbreviate: Bonan tagon! sta per «ti auguro un buon giorno», dove tagon è il complemento oggetto di «auguro». La desinenza dell’accusativo -n è rimasta dopo che il verbo è caduto.

Che differenza c’è tra Ĝis e Adiaŭ?

Ĝis si aspetta un altro incontro; Adiaŭ è per un congedo lungo o definitivo. Nella vita quotidiana quasi tutti usano Ĝis!

Come si risponde a «Kiel vi fartas?»

Bone, dankon. Kaj vi? – «Bene, grazie. E tu?» Altre risposte sono Tre bone! «Molto bene!», Ne malbone «Non c’è male» e Tiel-tiel «Così così».

Fonti

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