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Grazie, per favore e scusa in esperanto: frasi di cortesia

L’esperanto non ha un «grazie» formale e uno informale – Dankon! va bene con tutti, e la cortesia sta nelle parole che aggiungi.

Aggiornato: 6 min di lettura

«Grazie» in esperanto è Dankon! (DAN-kon). «Per favore» è bonvolu (bon-VO-lu) davanti a un verbo oppure mi petas (mi PE-tas) dopo una richiesta. «Scusa» è Pardonu! (par-DO-nu), mentre Mi bedaŭras (mi be-DAU-ras) esprime un vero dispiacere. Le guide alla pronuncia di questa pagina dividono le parole in sillabe, le scrivono come le leggerebbe un italiano e mostrano la sillaba accentata in maiuscolo – cade sulla penultima (ts = c, c / ci = ĉ, g / gi = ĝ, sc / sci = ŝ, i = j, u = ŭ; vedi alfabeto e pronuncia).

Quadro rapido

ItalianoEsperantoPronunciaRisposta tipica
GrazieDankon!DAN-konNe dankinde.
Grazie milleMultan dankon!MUL-tan DAN-konNe dankinde.
Prego (risposta a «grazie»)Ne dankinde.ne dan-KIN-de–
Per favore (davanti a un verbo)Bonvolu sidiĝi.bon-VO-lu si-DI-giDankon.
Per favore (chiedendo qualcosa)Akvon, mi petas.A-kvon mi PE-tasJen.
Ecco / Prego (porgendo qualcosa)Jen!ienDankon!
Scusa / ScusiPardonu (min)!par-DO-nu (min)Ne gravas.
Mi dispiaceMi bedaŭras.mi be-DAU-rasNe gravas.
Chiedo scusaMi pardonpetas.mi par-don-PE-tasNe gravas.
Salute! (starnuto, brindisi)Sanon!SA-nonDankon.
Buon appetito!Bonan apetiton!BO-nan a-pe-TI-tonDankon, ankaŭ al vi.

Dire grazie

Dankon è l’accusativo di danko «ringraziamento»; il PMEG lo considera una forma abbreviata di Mi donas al vi dankon «ti do il mio ringraziamento». La stessa radice dà danki «ringraziare», danka «riconoscente» e dankinda «degno di ringraziamento» (vedi formazione delle parole). La radice non è romanza: secondo Wiktionary viene dal tedesco Dank, ed è per questo che dankon non somiglia a «grazie».

  • Multan dankon! – «molte grazie».
  • Koran dankon! (KO-ran DAN-kon) – «grazie di cuore», da koro «cuore».
  • Dankegon! (dan-KE-gon) – «grazie tante»; -eg- rafforza e il PMEG usa proprio questa parola come esempio.
  • Mi dankas vin. (mi DAN-kas vin) – «ti ringrazio», una frase completa.

Il motivo si indica con pro o por più un sostantivo: Dankon pro via helpo (DAN-kon pro VI-a HEL-po) «grazie per il tuo aiuto». Il PMEG considera corretti entrambi; il Fundamento di Zamenhof usa por (Mi dankas vin por la prunto), mentre oggi pro è molto diffuso. Per un’azione si usa ke: Dankon, ke vi venis «grazie di essere venuto».

Una trappola: ReVo avverte che un semplice Dankon in risposta a un’offerta non è chiaro. Come in italiano («sì, grazie» o «no, grazie»), aggiungi la risposta: a Ĉu vi deziras kafon? («Vuoi un caffè?») si dice Jes, dankon oppure Ne, dankon.

Rispondere a un ringraziamento

Ne dankinde (ne dan-KIN-de) è la risposta standard. Alla lettera è «non degno di ringraziamento» (ne + dank- + -ind- «degno» + -e) e si scrive anche nedankinde. ReVo riporta Ne dankinde, estas mia plezuro – «Prego, è un piacere» – e la battuta Ne dankinde, sed kisinde! – «non da ringraziare, ma da baciare». Nei messaggi di testo si abbrevia in ND.

Volonte (vo-LON-te) significa «volentieri» e risponde a una richiesta o a un’offerta, come negli esercizi del Fundamento: Tre volonte, mia bona – «Molto volentieri, mia buona donna». Non è la risposta abituale a Dankon. Per chi parla italiano è facile da ricordare: Wiktionary indica come fonte l’italiano volentieri insieme al francese volontiers.

Come si dice «prego» in esperanto?

Non c’è un solo equivalente, perché l’italiano «prego» copre tre usi diversi, e in esperanto ciascuno ha la sua parola.

Uso di «prego»EsperantoEsempio
Risposta a «grazie»Ne dankinde.Dankon! – Ne dankinde. («Grazie!» – «Prego.»)
Invito a fare qualcosaBonvolu + infinitoBonvolu sidiĝi. – «Prego, si accomodi.»
Porgendo qualcosaJen!Jen via kafo! – «Prego, ecco il tuo caffè!»

Mi petas non è «prego» ma «per favore»: alla lettera «io chiedo». Anche l’italiano «di niente» e «non c’è di che» si rendono con Ne dankinde.

Dire per favore

L’esperanto non ha un unico «per favore» ma più costruzioni.

  • Bonvolu + infinito – da bonvoli «avere la bontà di» (bon- «buono» + vol- «volere»): Bonvolu sidiĝi – «Si accomodi, per favore». Ricorda il formale «voglia accomodarsi». Il PMEG sconsiglia un secondo imperativo (Bonvolu sidu), osserva che Zamenhof scriveva il più semplice volu sidiĝi e accetta Bonvole sidu come alternativa logica.
  • …, mi petas – «ti chiedo», aggiunto dopo una richiesta: Akvon, mi petas – «Acqua, per favore»; Sidiĝu, mi petas – «Siediti, per favore».
  • Jen! – «ecco», quando si porge qualcosa; ReVo lo definisce una parola che richiama l’attenzione, come in jen prenu seĝon «ecco, prendi una sedia».

Dire scusa

Pardonu! o Pardonu min! (par-DO-nu min) è alla lettera «perdona(mi)»: il verbo è parente stretto dell’italiano «perdonare» (Wiktionary lo deriva dal francese pardonner). ReVo lo definisce una richiesta di tollerare un fastidio senza collera. Si usa per urtare qualcuno, interrompere o iniziare una domanda: Pardonu, ĉu la sidloko estas okupita? – «Scusi, il posto è occupato?» Pardonu min e Pardonu al mi sono entrambi corretti; il Fundamento usa tutti e due.

In italiano la scusa cambia secondo la persona: «scusa» (tu), «scusi» (Lei), «scusate» (voi). In esperanto Pardonu! è una forma sola, perché l’imperativo non cambia, e va bene con chiunque. ReVo definisce ekskuzi come «presentare un motivo o un pretesto per scagionare qualcuno», cioè «giustificare», non come formula di scuse: per scusarsi la formula è Pardonu.

Mi bedaŭras significa «mi dispiace» e si adatta a rifiuti e cattive notizie: Mi bedaŭras, sed tio ne eblas – «Mi dispiace, ma non è possibile». Mi pardonpetas è un «chiedo scusa» più formale; il PMEG vede Mi sincere pardonpetas pro la malfruiĝo («Chiedo sinceramente scusa per il ritardo») come vicino a Pardonu min pro la malfruiĝo! («Scusami per il ritardo!»).

Alle scuse si risponde con Ne gravas (ne GRA-vas) – «non importa» – oppure con Ne zorgu «non preoccuparti».

Altre frasi di cortesia

  • Sanon! (SA-non) – alla lettera «salute»; si dice dopo uno starnuto o in un brindisi, come l’italiano «Salute!».
  • Bonan apetiton! (BO-nan a-pe-TI-ton) – ReVo lo definisce un augurio che si dice prima del pasto; corrisponde al «Buon appetito!» italiano.
  • Ĝis! e Ĝis revido! – vedi saluti e congedi.

Altre frasi di uso quotidiano sono nelle frasi base in esperanto; la prima lezione del corso inserisce i saluti in un dialogo e il dizionario mostra come è costruita ogni parola.

Esistono modi formali e informali per dire grazie in esperanto?

No. Non esiste un «grazie» formale e uno informale: Dankon! va bene con tutti e il tono si regola con parole aggiunte come multan, koran o Mi tre dankas vin pro…. Lo stesso vale per richieste e scuse.

Una scala indicativa

Questo raggruppamento è nostro, non una scala ufficiale.

LivelloRingraziamentiRichieste
QuotidianoDankon!Salon, mi petas. («Il sale, per favore.»)
CorteseMultan dankon!, Dankegon!Bonvolu doni al mi la salon. («Mi dia il sale, per favore.»)
FormaleKoran dankon!, Mi tre dankas vin pro…Ĉu vi bonvolus doni al mi la salon? («Potrebbe darmi il sale, per favore?»)

Anche Ĉu vi povus…? «Potresti…?» fa una richiesta cortese, osserva il PMEG.

Vi, ci e titoli

L’esperanto non ha un «Lei» di cortesia: vi vale per una persona o per molte, amico o sconosciuto (vedi pronomi). Per chi parla italiano significa che non bisogna scegliere tra «tu», «Lei» e «voi»: vi le copre tutte. Nell’elenco di parole del Fundamento compare anche un singolare ci («tu»), ma il PMEG dice che non fu mai davvero usato e che non ha una sfumatura fissa, quindi lascialo stare. Attenzione: non è il «ci» italiano di «ci vedono» (in esperanto nin).

Il rispetto si mostra invece con i titoli: sinjoro «signore» (sin-IO-ro), sinjorino «signora» (sin-io-RI-no) e gesinjoroj «i signori» (signor e signora insieme, signore e signori). Per sinjoro Wiktionary indica come fonte proprio l’italiano signore. Davanti a un appellativo non si mette la: Estimata prezidanto… «Egregio presidente…» (l’esempio è del PMEG). A un amico si scrive Kara Maria «Cara Maria».

Domande frequenti

Come si dice grazie in esperanto?

Dankon! (DAN-kon). Per «grazie mille» di’ Multan dankon!; per «grazie per l’aiuto» di’ Dankon pro via helpo.

Come si risponde a dankon?

Con Ne dankinde (ne dan-KIN-de), alla lettera «non da ringraziare». Anche Nedankinde in una parola è corretto.

Come si dice per favore in esperanto?

Bonvolu davanti a un infinito (Bonvolu atendi – «Per favore, aspetta») oppure mi petas dopo la richiesta (Kafon, mi petas – «Un caffè, per favore»).

Come si dice scusa in esperanto?

Pardonu! per «scusa» o «scusi» e per una piccola scusa, Mi bedaŭras per un vero dispiacere, Mi pardonpetas per delle scuse formali.

In esperanto esiste un «Lei» di cortesia?

No. Vi si usa per tutti. La cortesia viene da parole come bonvolu, sinjoro ed estimata.

Fonti

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