Frasi
Sentimenti ed emozioni in esperanto: felice, triste, stanco
Si dice come ci si sente con «essere» più un aggettivo o con un verbo di sentimento, e poi si sfuma con pochi elementi di parola.
In esperanto si dice come ci si sente con esti «essere» più un aggettivo – Mi estas feliĉa «Sono felice», Mi estas laca «Sono stanco» – oppure con un verbo di sentimento: Mi ĝojas «Sono contento», Mi timas «Ho paura», Mi enuas «Mi annoio». Pochi elementi di parola (mal-, -iĝ-, -ig-, -em-) trasformano poi una radice in un’intera famiglia di sentimenti. Le guide alla pronuncia dividono le parole in sillabe, le scrivono come le leggerebbe un italiano (ts = c, c / ci = ĉ, g / gi = ĝ, gh = g dura davanti a e e i, sc / sci = ŝ, i = j, u = ŭ) e mostrano la sillaba accentata in maiuscolo; cade sempre sulla penultima vocale.
Sentimenti come aggettivi
Gli aggettivi finiscono in -a e prendono -j al plurale: Ni estas feliĉaj «Siamo felici». A differenza dell’italiano non cambiano con il genere: Mi estas laca vale sia «sono stanco» sia «sono stanca».
| Italiano | Esperanto | Pronuncia | Nota |
|---|---|---|---|
| felice | feliĉa | fe-LI-cia | anche «fortunato» |
| contento, lieto | ĝoja | GIO-ia | più profondo di gaja |
| allegro | gaja | GA-ia | si vede all’esterno |
| soddisfatto | kontenta | kon-TEN-ta | non desidera altro |
| triste | malĝoja | mal-GIO-ia | dolore profondo, per esempio dopo una perdita |
| giù di morale | malgaja | mal-GA-ia | umore più leggero e passeggero |
| triste | trista | TRIS-ta | molto usato, breve |
| infelice | malfeliĉa | mal-fe-LI-cia | anche «sfortunato» |
| arrabbiato | kolera | ko-LE-ra | |
| pauroso, timoroso | timema | ti-ME-ma | |
| stanco | laca | LA-tsa | anche «stufo di» |
| assonnato | dormema | dor-ME-ma | |
| nervoso | nervoza | ner-VO-za | |
| calmo, tranquillo | trankvila | tran-KVI-la | |
| inquieto, preoccupato | maltrankvila | mal-tran-KVI-la | |
| solo | soleca | so-LE-tsa | |
| fiero, orgoglioso | fiera | fi-E-ra | fiera pri vi «fiero di te» |
| geloso | ĵaluza | ĵa-LU-za | teme di perdere ciò che è suo |
| amareggiato, turbato | ĉagrenita | cia-gre-NI-ta | |
| sorpreso | surprizita | sur-pri-ZI-ta |
Sfumature di significato. Il dizionario ReVo dice che gaja è sentito e mostrato all’esterno, mentre ĝoja è un sentimento più profondo e interiore. Allo stesso modo malgaja è un umore più leggero e più esteriore, mentre malĝoja è un dolore profondo. Anche trista è comune: il PMEG lo definisce un’alternativa spesso usata a malgaja e malĝoja, anche se il ReVo cita una guida all’uso che preferisce le forme con mal-. Feliĉa significa sia «felice» sia «fortunato»; per la semplice fortuna si dice bonŝanca. Ĵaluza è la paura di perdere qualcosa di proprio; desiderare ciò che ha un altro è envii «invidiare».
Per chi parla italiano. Trista è quasi il «triste» italiano. Kontenta invece è un falso amico parziale: l’italiano «contento» spesso vuol dire «felice, lieto», mentre kontenta è «soddisfatto, pago», uno che non vuole altro. Per «sono contento che tu sia venuto» si dice Mi ĝojas, ke vi venis. Fiera è un aggettivo, «fiero» di «fiero di te», e non c’entra con la «fiera» dove si vende e si compra.
Sentimenti in -ita. Ĉagrenita, surprizita e ravita «incantato» derivano dai verbi ĉagreni «turbare, contrariare», surprizi «sorprendere» e ravi «incantare». La desinenza -ita dà lo stato che ne risulta, quindi Mi estas surprizita è «Sono sorpreso» (da qualcosa). Vedi participi.
Sentimenti come verbi
| Verbo | Pronuncia | Esempio | Italiano |
|---|---|---|---|
| ami | A-mi | Mi amas mian familion. | Amo la mia famiglia. |
| ŝati | SCIA-ti | Mi ŝatas tiun kanton. | Mi piace quella canzone. |
| plaĉi | PLA-ci | Tiu kanto plaĉas al mi. | Quella canzone mi piace. |
| malami | mal-A-mi | Mi malamas atendi. | Odio aspettare. |
| ĝoji | GIO-ii | Mi ĝojas pri via sukceso. | Sono contento del tuo successo. |
| timi | TI-mi | Mi timas la hundon. | Ho paura del cane. |
| koleri | ko-LE-ri | Li koleras pro la bruo. | È arrabbiato per il rumore. |
| enui | e-NU-i | Mi enuas. | Mi annoio. |
| honti | HON-ti | Mi hontas pri mia eraro. | Mi vergogno del mio errore. |
| esperi | es-PE-ri | Mi esperas, ke vi venos. | Spero che verrai. |
| bedaŭri | be-DAU-ri | Mi bedaŭras, ke mi malfruis. | Mi dispiace di essere arrivato in ritardo. |
| sopiri | so-PI-ri | Mi sopiras al la maro. | Ho nostalgia del mare. |
Piacere, amare, odiare. Nell’uso moderno ŝati è la parola più mite e ami quella più forte; il ReVo nota che l’uso più antico era l’inverso. Il PMEG spiega che ŝati e plaĉi significano quasi la stessa cosa ma scambiano i ruoli: Mi ŝatas la libron equivale a La libro plaĉas al mi. Per dire «non mi piace» usa Mi ne ŝatas ĝin e riserva malami all’odio vero. Alcuni dizionari glossano malŝati come «non gradire», ma il ReVo lo definisce come trattare qualcosa come privo di valore o di importanza, perciò Mi ne ŝatas è la frase più sicura. Per l’amore tra persone vedi ti amo.
Qui l’italiano aiuta. Plaĉi funziona come «piacere»: in «Mi piace quella canzone» il soggetto è la canzone e chi prova piacere è «a me», proprio come in Tiu kanto plaĉas al mi. Ŝati invece ha come soggetto chi apprezza: Mi ŝatas tiun kanton, alla lettera «Io apprezzo quella canzone». L’errore tipico è mescolare i due schemi, per esempio Mi plaĉas tiun kanton (vedi gli errori comuni).
Che cosa segue il verbo. Si indica la causa con pri o pro: il ReVo ha sia ĝoji pri la bonaĵo sia mi ĝojas pro via helpo. Una proposizione intera prende ke: Mi ĝojas, ke vi venis; Mi timas, ke pluvos «Ho paura che piova». Gli stessi pezzi seguono esti più un aggettivo: Mi estas ĝoja, ke vi venis. Dopo questi verbi l’italiano usa spesso «di» («contento di», «fiero di», «mi vergogno di»); in esperanto di solito c’è pri («riguardo a») o pro («a causa di»), non de. «Avere paura di qualcuno» è invece timi con l’oggetto diretto e senza preposizione: Mi timas la hundon. La fame e la sete sono in cibo e bevande, il freddo e il caldo in meteo e stagioni.
Quattro modi per dire come ci si sente
| Schema | Esempio | Italiano |
|---|---|---|
| esti + aggettivo | Mi estas laca. | Sono stanco. |
| verbo di sentimento | Mi timas. | Ho paura. |
| senti sin + aggettivo | Mi sentas min sola. | Mi sento sola. |
| Estas al mi + avverbio | Estas al mi malvarme. | Ho freddo. |
In senti sin «sentirsi» la parola min è l’oggetto, e l’aggettivo che segue descrive te, quindi non prende -n: Ni sentas nin solaj «Ci sentiamo soli». Il PMEG la chiama una descrizione collegata tramite il verbo. Per dire come si sta si usa un avverbio: Mi sentas min bone «Mi sento bene». L’italiano ha lo stesso schema riflessivo («mi sento sola», «mi sento bene»). L’ultimo schema viene dal PMEG, che cita Estas al mi malvarme dalla traduzione di Zamenhof delle fiabe di Andersen; al mi nomina la persona che prova la sensazione.
Attenzione a senti: significa «provare, avvertire», non «udire». «Sento un rumore» è Mi aŭdas bruon, mentre «mi sento stanco» è Mi sentas min laca.
Elementi di parola che formano sentimenti
| Elemento | Effetto | Esempi |
|---|---|---|
| mal- | il contrario | feliĉa → malfeliĉa «infelice», kontenta → malkontenta «scontento», ĝoji → malĝoji «essere addolorato», espero → malespero «disperazione», ami → malami «odiare» |
| -iĝ- | diventare | kolera → koleriĝi «arrabbiarsi», laca → laciĝi «stancarsi», trankvila → trankviliĝi «calmarsi», enui → enuiĝi «annoiarsi», ĉagreni → ĉagreniĝi «turbarsi» |
| -ig- | far provare un sentimento | ĝoji → ĝojigi «rallegrare», timi → timigi «spaventare», koleri → kolerigi «far arrabbiare», trankvila → trankviligi «calmare qualcuno», enui → enuigi «annoiare» |
| -ig- + -a | che provoca un sentimento | enuiga «noioso», laciga «stancante», timiga «spaventoso», ĝojiga «che rallegra» |
| -em- | incline a | timema «pauroso», kolerema «irascibile», hontema «timido», plorema «piagnucoloso», enviema «invidioso» |
| -eg- | molto forte | feliĉega «al settimo cielo», kolerega «furioso», lacega «esausto» |
| -et- | debole | kolereta «un po’ irritato», rideti «sorridere» (da ridi «ridere») |
| ek- | all’improvviso | ektimi «spaventarsi», ekridi «scoppiare a ridere», ekami «cominciare ad amare» |
Altro su prefissi e suffissi. Per chi parla italiano -iĝ- corrisponde ai verbi con il «si» («arrabbiarsi», «stancarsi», «calmarsi», «annoiarsi»), mentre -ig- corrisponde a «far + infinito» o a verbi come «rallegrare» e «spaventare»; vedi anche -ig- e -iĝ-. Alcuni punti a cui fare attenzione:
- Contrario o semplice «non». Mal- è l’idea opposta, mentre ne si limita a negarla. La coppia del PMEG è ami → malami: Mi ne amas lin «Non lo amo», ma Mi malamas lin «Lo odio».
- Niente ĝojiĝi. Il ReVo non elenca ĝojiĝi, perché ĝoji significa già «provare gioia».
- La paura. Esiste timiĝi, ma il PMEG consiglia ektimi per «spaventarsi».
- Uno stato passeggero. Il PMEG dice che -em- può indicare anche un impulso momentaneo: dormema è «che ha sonno», non «che dorme molto».
Chiedere dei sentimenti e rispondere
| Esperanto | Pronuncia | Italiano |
|---|---|---|
| Kiel vi fartas? | KI-el vi FAR-tas | Come stai? |
| Kiel vi sentas vin? | KI-el vi SEN-tas vin | Come ti senti? |
| Kio estas al vi? | KI-o ES-tas al vi | Che cos’hai? |
| Kio okazis? | KI-o o-KA-zis | Che cosa è successo? |
| Kio ĝenas vin? | KI-o GE-nas vin | Che cosa ti dà fastidio? |
| Kial vi estas malĝoja? | KI-al vi ES-tas mal-GIO-ia | Perché sei triste? |
| Nenio, mi nur estas laca. | ne-NI-o, mi nur ES-tas LA-tsa | Niente, sono solo stanco. |
Il ReVo definisce farti come l’essere in buono o cattivo stato riguardo alle funzioni del corpo, e Kiel vi fartas? resta il «come stai?» standard; le risposte sono nei saluti. Kiel vi sentas vin? chiede dell’umore di adesso.
Consolare e reagire
| Esperanto | Pronuncia | Italiano |
|---|---|---|
| Ne ploru. | ne PLO-ru | Non piangere. |
| Ne timu. | ne TI-mu | Non avere paura. |
| Ne zorgu. | ne ZOR-gu | Non preoccuparti. |
| Trankviliĝu. | tran-kvi-LI-giu | Calmati. |
| Ĉio estos en ordo. | CI-o ES-tos en OR-do | Andrà tutto bene. |
| Mi kunsentas kun vi. | mi kun-SEN-tas kun vi | Ti sono vicino. |
| Mi kondolencas. | mi kon-do-LEN-tsas | Le mie condoglianze. |
| Kia domaĝo! | KI-a do-MA-gio | Che peccato! |
| Mi ĝojas pri vi. | mi GIO-ias pri vi | Sono contento per te. |
| Mi fieras pri vi. | mi fi-E-ras pri vi | Sono fiero di te. |
I comandi finiscono in -u, l’imperativo, e ne li rende negativi. Per il «tu» negativo l’italiano usa l’infinito («non piangere»); in esperanto a una persona si dice Ne ploru. Brevi esclamazioni come Ve! «ahimè» e Hura! «evviva» sono interiezioni.
Domande frequenti
Come si dice «sono felice» in esperanto?
Mi estas feliĉa oppure Mi estas ĝoja. Mi ĝojas da solo significa «sono contento», di solito per qualcosa di preciso.
Come si dice «sono stanco» in esperanto?
Mi estas laca. «Sono esausto» è Mi estas lacega, e «mi sto stancando» è Mi laciĝas.
Come si dice «sono triste» in esperanto?
Mi estas malĝoja, Mi estas malgaja oppure Mi estas trista. Tutte e tre si usano, e malĝoja è la più profonda.
Come si dice «ho paura» in esperanto?
Mi timas, con un oggetto (Mi timas la hundon) o con una proposizione (Mi timas, ke pluvos). «Non avere paura» è Ne timu.
Qual è la differenza tra feliĉa e ĝoja?
Feliĉa è il normale «felice» e significa anche «fortunato». Ĝoja è «contento, lieto», e ĝoji è «essere contento» di qualcosa.
Fonti
- ReVo: feliĉa, ĝoji, ĝoja, malĝoja, gaja, malgaja, kontenta, trista, kolera, timi, laca, enui
- ReVo: esperi, bedaŭri, sopiri, honti, envii, ŝati, ami, malami, plaĉi, ĉagreni, ravi
- ReVo: trankvila, soleca, fiera, ĵaluza, nervoza, kondolenci, senti, kunsenti, farti, okazi
- PMEG: EM, IĜ, ET, MAL, EK
- PMEG: IĜ-verboj (timiĝi, ektimi), verbi descrittivi (esti, fariĝi), verbi di significato simile (ŝati, plaĉi)
- Tatoeba (CC BY 2.0 FR), frasi confermate come attestate: #1150510 Kio estas al vi?, #435657 Kio okazis?, #3952972 Kio ĝenas vin?, #656588 Kiel vi sentas vin?, #1840821 Mi sentas min sola, #12091947 Kial vi estas malĝoja?, #4810793 Mi kondolencas, #550822 Kia domaĝo, #1015630 Ne ploru, #429408 Ne timu, #466730 Trankviliĝu, #470078 Mi enuas
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