Grammatica
Participi esperanto: -ant-, -int-, -ont-, -at-, -it-, -ot-
Due serie di tre: la n segna l’attivo, mentre a, i, o indicano un’azione in corso, finita o imminente.
L’esperanto ha sei suffissi participiali: tre attivi (-ant-, -int-, -ont-) e tre passivi (-at-, -it-, -ot-). La vocale indica la fase dell’azione – a in corso, i finita, o non ancora iniziata – esattamente come le desinenze verbali -as, -is, -os. La lettera n segna l’attivo. Tutti e sei sono nella regola 6 delle 16 regole del Fundamento de Esperanto (1905).
Un participio presenta un’azione come una qualità di una persona o di una cosa (PMEG). Con le desinenze -a, -e e -o diventa aggettivo, avverbio o sostantivo. I sei suffissi participiali si contano a parte rispetto ai 31 suffissi ordinari.
I sei participi in sintesi
| In corso (a) | Finita (i) | Imminente (o) | |
|---|---|---|---|
| Attivo – fa | -ant-: leganta «che legge» | -int-: leginta «che ha letto» | -ont-: legonta «che sta per leggere» |
| Passivo – è fatto | -at-: legata «che viene letto» | -it-: legita «(già) letto» | -ot-: legota «che sta per essere letto» |
Con -a, -e e -o
| Suffisso | -a (aggettivo) | -e (avverbio) | -o (persona) |
|---|---|---|---|
| -ant- | leganta «che legge» | legante «mentre legge, leggendo» | leganto «chi legge, un lettore» |
| -int- | leginta «che ha letto» | leginte «avendo letto» | leginto «chi ha letto» |
| -ont- | legonta «che leggerà» | legonte «stando per leggere» | legonto «chi leggerà» |
| -at- | legata «che viene letto» | legate «mentre viene letto» | legato «chi (o ciò che) viene letto» |
| -it- | legita «(già) letto» | legite «essendo stato letto» | legito «ciò che è stato letto» |
| -ot- | legota «da leggere, che sarà letto» | legote «in procinto di essere letto» | legoto «chi (o ciò che) sarà letto» |
Le forme in -a descrivono un sostantivo e concordano con lui come ogni aggettivo: la dormanta infano – «il bambino che dorme»; la skribitaj leteroj – «le lettere scritte».
Le forme in -e descrivono ciò che il soggetto della frase fa nello stesso momento, prima o dopo l’azione principale. Corrispondono al gerundio italiano. Vedi anche gli avverbi.
- Legante, mi lernas. – «Leggendo, imparo.»
- Fininte la laboron, li foriris. – «Avendo finito il lavoro, se ne andò.»
Le forme in -o indicano una persona: lernanto «allievo» (chi sta imparando), parolanto «parlante», mortinto «il defunto», kaptito «prigioniero» (chi è stato catturato). Il nome della lingua è una di queste: esper·ant·o «colui che spera». Zamenhof pubblicò il suo primo libro nel 1887 sotto lo pseudonimo Doktoro Esperanto (vedi Zamenhof). Il verbo esperi è parente dell’italiano «sperare».
I participi e l’italiano
L’italiano ha un participio presente, un gerundio e un participio passato; l’esperanto li distingue per fase e per voce, non per tempo. Ecco le corrispondenze principali.
| Italiano | Esperanto | Esempio |
|---|---|---|
| participio presente: parlante, dormiente | -ant- | parolanto «parlante» |
| gerundio presente: leggendo | -ante | Legante, mi lernas. |
| gerundio passato: avendo letto | -inte | Leginte, li foriris. |
| «è chiusa» (risultato) | -ita | La pordo estas fermita. |
| «viene chiusa» (azione in corso) | -ata | La pordo estas fermata. |
| «sta per» + infinito | -onta | Mi estas manĝonta. |
Due falsi amici. Il primo: -ata sembra il participio passato femminile («amata», «chiusa») ma non lo è. Il participio passato italiano corrisponde a -ita: «amata» è amita, mentre amata significa «che viene amata». L’italiano distingue lo stesso contrasto con «essere» e «venire»: «la porta è chiusa» è fermita, «la porta viene chiusa» è fermata.
Il secondo: il participio presente italiano indica spesso una professione («cantante», «insegnante»), mentre -anto indica solo chi sta compiendo l’azione ora. «Cantante» come professione è kantisto; kantanto è chi sta cantando in questo momento.
Fase, non tempo dell’orologio
I participi mostrano a che punto è l’azione rispetto al verbo principale, non rispetto a ora (PMEG). Confronta:
- La letero estis skribata en la paŭzo. – «La lettera veniva scritta durante la pausa.» (ancora in corso)
- La letero estis skribita en la paŭzo. – «La lettera fu scritta durante la pausa.» (finita allora)
Tempi composti: esti + participio
Una forma di esti «essere» più un participio dà tempi più precisi. Cambia estas in estis, estos, estus o estu per spostare tutta la forma nel tempo. Per i tempi semplici vedi i verbi.
| Esperanto | Significato |
|---|---|
| Mi estas manĝinta. | «Ho mangiato (ho finito di mangiare).» |
| Mi estis manĝinta, kiam li venis. | «Avevo mangiato quando è arrivato.» |
| Mi estos manĝinta. | «Avrò mangiato.» |
| Mi estis manĝanta. | «Stavo mangiando.» |
| Mi estas manĝonta. | «Sto per mangiare.» |
| Mi estus manĝinta. | «Avrei mangiato.» |
| La pomo estas manĝata. | «La mela viene mangiata.» |
| La pomo estas manĝita. | «La mela è stata mangiata.» |
| La pomo estos manĝita. | «La mela sarà stata mangiata.» |
| La pomo estas manĝota. | «La mela sta per essere mangiata.» |
Il passivo è esti più un participio passivo. L’agente segue de: La letero estis skribita de Petro – «La lettera è stata scritta da Pietro». Quando de potrebbe essere frainteso, fare de è più chiaro. Attenzione: il «da» italiano dell’agente è de; da in esperanto serve solo dopo una quantità.
Il PMEG considera in genere preferibili le forme semplici -as, -is, -os, -us, -u: Mi manĝis «ho mangiato» di solito funziona bene quanto Mi estis manĝinta. Zamenhof non usò mai forme fuse come manĝintas per estas manĝinta. Il PMEG le trova logiche ma difficili da capire; solo poche, come sciintus «avrebbe saputo», hanno qualche uso.
Questo vale in particolare per chi parla italiano, dove passato prossimo, trapassato e futuro anteriore sono tempi di tutti i giorni (ho mangiato, avevo mangiato, avrò mangiato). La tentazione è tradurli sempre con estas manĝinta, estis manĝinta, estos manĝinta. Di norma non serve: «Ho mangiato» è semplicemente Mi manĝis.
La disputa ata/ita
Negli anni Cinquanta e all’inizio degli anni Sessanta gli scrittori esperantisti discussero sui participi passivi. Un gruppo, gli atistoj, leggeva le vocali soprattutto come indicatori di tempo. Per una casa costruita molto tempo prima scriveva La domo estis konstruata – «La casa fu costruita».
L’altro gruppo, gli itistoj, le leggeva come aspetto: -it- per un’azione compiuta, quindi La domo estis konstruita. Il 25 novembre 1967 l’Akademio de Esperanto decise, con 26 voti su 31, che i participi esprimono l’aspetto. Aggiunse che solo questa lettura corrisponde all’uso di Zamenhof.
Nel 1989 l’Accademia confermò la decisione. La definì la lettura più antica, più letteraria e più fondamentale. Le grammatiche moderne di riferimento, come il PMEG, descrivono i participi in questi termini: in corso, finito, non ancora iniziato.
Esempi in frasi
- La dormanta bebo ne aŭdis la bruon. – «Il bebè che dormiva non ha sentito il rumore.»
- Ŝi rigardis la falantan neĝon. – «Lei guardava la neve che cadeva.»
- Mi trovis la perditan ŝlosilon sub la lito. – «Ho trovato la chiave persa sotto il letto.»
- Ni renkontiĝos la venontan semajnon. – «Ci incontreremo la settimana prossima.»
- Promenante en la parko, mi renkontis malnovan amikon. – «Passeggiando nel parco, ho incontrato un vecchio amico.»
- Manĝinte, ni iris promeni. – «Dopo aver mangiato, siamo andati a fare una passeggiata.»
- La parolanto dankis la aŭskultantojn. – «L’oratore ha ringraziato gli ascoltatori.»
- La domo estis konstruita antaŭ cent jaroj. – «La casa è stata costruita cento anni fa.»
- La ponto estas ankoraŭ konstruata. – «Il ponte è ancora in costruzione.»
Domande frequenti
Qual è la differenza tra -ata e -ita?
-Ata descrive un’azione in corso, -ita un’azione finita. La pordo estas fermata significa «la porta viene chiusa»; la pordo estas fermita significa «la porta è chiusa».
Come si forma il passivo in esperanto?
Si usa esti con un participio passivo: La libro estas legata – «Il libro viene letto». L’agente segue de (o fare de).
Che cosa significa la parola «Esperanto»?
È la forma sostantivata del participio presente attivo di esperi «sperare»: esper·ant·o, «colui che spera». Viene dallo pseudonimo di Zamenhof Doktoro Esperanto (1887).
Servono i tempi composti come estas manĝinta?
Raramente. Le forme semplici -as, -is, -os coprono la maggior parte delle esigenze; i tempi composti servono quando conta la fase esatta di un’azione.
Che cosa significa un participio in -e?
Descrive un’azione del soggetto che accompagna il verbo principale, come il gerundio italiano: Fininte, li foriris – «Avendo finito, se ne andò».
Fonti
- Fundamento de Esperanto – grammatica in inglese (regola 6)
- Akademio de Esperanto – Decisioni sui participi (1967, 1989)
- PMEG – Participoj
- PMEG – Participi come A-vortoj
- PMEG – Forme verbali composte
- PMEG – Verbi composti insoliti
- David K. Jordan – The ata/ita problem (UC San Diego)
- Unua libro – Wikipedia
- Grammatica dell’esperanto – Wikipedia
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