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Grammatica

Sostantivi e aggettivi in esperanto: -o, -a e plurale -j

Due desinenze, un plurale e una regola di concordanza: è tutto ciò che serve a sostantivi e aggettivi.

Aggiornato: 5 min di lettura

Ogni sostantivo esperanto termina in -o e ogni aggettivo in -a. Entrambi aggiungono -j al plurale e -n all’oggetto, e l’aggettivo concorda sempre con il suo sostantivo: bona kato, bonaj katoj, bonan katon, bonajn katojn – «gatto buono, gatti buoni», anche come oggetto. Non c’è genere grammaticale e non ci sono plurali irregolari.

I sostantivi: la desinenza -o

Un sostantivo è qualunque parola in -o: domo – «casa», amiko – «amico», kuro – «una corsa». La desinenza indica la classe di parola, quindi una sola radice dà più parole: bela – «bello», bele – «in modo bello», belo – «bellezza». È la base della formazione delle parole in esperanto.

belosostantivo

I sostantivi non hanno genere grammaticale. La maggior parte delle parole per le persone, come amiko – «amico, amica» o instruisto – «insegnante», non dice nulla sul sesso. Alcune radici sono maschili per significato, e il suffisso -in- ne fa la forma femminile: patro – «padre», patrino – «madre». Vedi i suffissi.

Niente genere: -o non è maschile, -a non è femminile

In italiano la desinenza rivela il genere (il gatto, la gatta, la mano, il problema), e articolo e aggettivo si adeguano (un bel gatto, una bella gatta). In esperanto non succede: -o vuol dire solo «sostantivo» e -a solo «aggettivo». Amiko è «amico» e «amica», e bona amiko vale per entrambi; se serve, amikino è esplicitamente femminile.

Il plurale: -j

Aggiungi -j dopo la desinenza: domo → domoj – «case», bela → belaj. La desinenza -oj suona come «oi» di «noi» e -aj come «ai» di «mai».

L’italiano cambia la vocale (gatto → gatti, casa → case, madre → madri) e ha plurali irregolari (uomo → uomini, uovo → uova, dito → dita). L’esperanto aggiunge sempre -j, senza eccezioni.

Dopo qualsiasi numero superiore a uno il sostantivo è plurale: du katoj – «due gatti», tri grandaj domoj – «tre case grandi». Con unu – «uno» resta singolare: unu tago – «un giorno».

La concordanza: l’aggettivo copia il sostantivo

L’aggettivo prende lo stesso -j e lo stesso -n del sostantivo che descrive. Lo schema completo è questo:

SingolarePlurale
Soggettobona katobonaj katoj
Oggetto (-n)bonan katonbonajn katojn
  • La bonaj katoj dormas. – «I gatti buoni dormono.»
  • Mi vidas bonajn katojn. – «Vedo dei gatti buoni.»

L’ordine non cambia mai: desinenza, poi -j, poi -n. Quindi katojn, mai katonj. La desinenza dell’oggetto plurale -ojn si legge «oin». Quando aggiungere -n è spiegato nell’accusativo.

Le parole che funzionano da aggettivi concordano nello stesso modo. Fra queste ci sono i possessivi come mia – «mio» e i correlativi come tiu – «quello»: miajn amikojn – «i miei amici» (come oggetto), tiujn librojn – «quei libri» (come oggetto). Vedi pronomi e correlativi.

La concordanza è più semplice che in italiano: si accorda solo il numero (e il caso), mai il genere. Niente «bello, bella, belli, belle»: solo bela e belaj.

Posizione dell’aggettivo

L’aggettivo di solito sta prima del sostantivo, ma è corretto anche dopo: bela domo o domo bela – «una bella casa». Per chi parla italiano la posposizione viene naturale («una macchina rossa»), ed è accettata (aŭto ruĝa), anche se l’ordine aggettivo–sostantivo è più comune. Le desinenze mostrano a quale sostantivo appartiene l’aggettivo, anche quando l’ordine cambia.

Aggettivi dopo esti

Dopo esti – «essere», iĝi – «diventare» e ŝajni – «sembrare» l’aggettivo concorda nel numero ma non prende mai -n:

  • La katoj estas bonaj. – «I gatti sono buoni.»
  • La domo ŝajnas malnova. – «La casa sembra vecchia.»

Un aggettivo riferito a due sostantivi singolari uniti da kaj – «e» è plurale: La tablo kaj la seĝo estas novaj. – «Il tavolo e la sedia sono nuovi.» In italiano con nomi di genere diverso bisogna ricorrere al maschile plurale; in esperanto il problema non esiste.

Comparazione: pli, plej, ol

L’esperanto non ha desinenze comparative né forme irregolari come «buono – migliore – ottimo». Bastano parole brevi:

SignificatoSchemaEsempioTraduzione
più … di, chepli … olPaŭlo estas pli alta ol Petro.«Paolo è più alto di Pietro.»
meno … di, chemalpli … olTeo estas malpli forta ol kafo.«Il tè è meno forte del caffè.»
il piùla plej … ella plej bona el ĉiuj«il migliore di tutti»
il menola malplejla malplej multekosta«il meno costoso»
tanto … quanto, cometiel … kieltiel granda kiel vi«grande come te»
uguale asame … kielsame alta kiel mi«alto quanto me»

Bona resta regolare: pli bona – «migliore», la plej bona – «il migliore». Le stesse parole comparano gli avverbi: pli rapide – «più velocemente». L’italiano ha forme irregolari (buono → migliore, cattivo → peggiore; bene → meglio, male → peggio); l’esperanto no.

In italiano il secondo termine del paragone è introdotto da «di» o da «che» a seconda del caso (più alto di Pietro, più bello che utile). In esperanto è sempre ol.

Dopo ol e kiel una parola mantiene il ruolo che avrebbe nella frase completa:

  • Mi amas vin pli ol li. – «Ti amo più di quanto ami lui.»
  • Mi amas vin pli ol lin. – «Ti amo più di quanto amo lui.»

Per «molto» e «troppo» si usano tre e tro: tre granda – «molto grande», tro granda – «troppo grande». Il superlativo assoluto italiano in -issimo (bellissimo) si rende così: tre bela. I suffissi -eg- e -et- cambiano l’intensità dentro la parola, come le terminazioni italiane -one e -ino: granda → grandega – «enorme», domo → dometo – «casetta».

Errori frequenti

SbagliatoGiustoPerché
bona katojbonaj katojL’aggettivo copia il plurale.
Mi havas du kato.Mi havas du katojn.Plurale dopo i numeri superiori a uno, più -n per l’oggetto.
katonjkatojn-j viene sempre prima di -n.
La katoj estas bonajn.La katoj estas bonaj.Niente -n dopo esti.
pli bona ke vipli bona ol vi«Di, che» è ol.
la bela katino per «una bella gatta»bela katinoNon esiste «un, una»: senza la il sostantivo è indeterminato.

Domande frequenti

Gli aggettivi esperanto concordano con i sostantivi?

Sì, nel numero e nel caso. Se il sostantivo ha -j o -n, li ha anche ogni aggettivo che lo descrive: grandajn domojn – «case grandi» (come oggetto). Non c’è concordanza di genere, perché non c’è genere grammaticale.

Come si forma il plurale in esperanto?

Si aggiunge -j al sostantivo e ai suoi aggettivi: nova libro → novaj libroj – «libri nuovi». Non ci sono eccezioni.

Come si dicono «migliore» e «il migliore» in esperanto?

Pli bona è «migliore» e la plej bona è «il migliore». Per gli avverbi: pli bone – «meglio», plej bone – «nel modo migliore».

Un aggettivo può stare dopo il sostantivo?

Sì. Domo bela e bela domo sono entrambi corretti; le desinenze mostrano quali parole vanno insieme.

Fonti

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