Grammatica
Sostantivi e aggettivi in esperanto: -o, -a e plurale -j
Due desinenze, un plurale e una regola di concordanza: è tutto ciò che serve a sostantivi e aggettivi.
Ogni sostantivo esperanto termina in -o e ogni aggettivo in -a. Entrambi aggiungono -j al plurale e -n all’oggetto, e l’aggettivo concorda sempre con il suo sostantivo: bona kato, bonaj katoj, bonan katon, bonajn katojn – «gatto buono, gatti buoni», anche come oggetto. Non c’è genere grammaticale e non ci sono plurali irregolari.
I sostantivi: la desinenza -o
Un sostantivo è qualunque parola in -o: domo – «casa», amiko – «amico», kuro – «una corsa». La desinenza indica la classe di parola, quindi una sola radice dà più parole: bela – «bello», bele – «in modo bello», belo – «bellezza». È la base della formazione delle parole in esperanto.
I sostantivi non hanno genere grammaticale. La maggior parte delle parole per le persone, come amiko – «amico, amica» o instruisto – «insegnante», non dice nulla sul sesso. Alcune radici sono maschili per significato, e il suffisso -in- ne fa la forma femminile: patro – «padre», patrino – «madre». Vedi i suffissi.
Niente genere: -o non è maschile, -a non è femminile
In italiano la desinenza rivela il genere (il gatto, la gatta, la mano, il problema), e articolo e aggettivo si adeguano (un bel gatto, una bella gatta). In esperanto non succede: -o vuol dire solo «sostantivo» e -a solo «aggettivo». Amiko è «amico» e «amica», e bona amiko vale per entrambi; se serve, amikino è esplicitamente femminile.
Il plurale: -j
Aggiungi -j dopo la desinenza: domo → domoj – «case», bela → belaj. La desinenza -oj suona come «oi» di «noi» e -aj come «ai» di «mai».
L’italiano cambia la vocale (gatto → gatti, casa → case, madre → madri) e ha plurali irregolari (uomo → uomini, uovo → uova, dito → dita). L’esperanto aggiunge sempre -j, senza eccezioni.
Dopo qualsiasi numero superiore a uno il sostantivo è plurale: du katoj – «due gatti», tri grandaj domoj – «tre case grandi». Con unu – «uno» resta singolare: unu tago – «un giorno».
La concordanza: l’aggettivo copia il sostantivo
L’aggettivo prende lo stesso -j e lo stesso -n del sostantivo che descrive. Lo schema completo è questo:
| Singolare | Plurale | |
|---|---|---|
| Soggetto | bona kato | bonaj katoj |
| Oggetto (-n) | bonan katon | bonajn katojn |
- La bonaj katoj dormas. – «I gatti buoni dormono.»
- Mi vidas bonajn katojn. – «Vedo dei gatti buoni.»
L’ordine non cambia mai: desinenza, poi -j, poi -n. Quindi katojn, mai katonj. La desinenza dell’oggetto plurale -ojn si legge «oin». Quando aggiungere -n è spiegato nell’accusativo.
Le parole che funzionano da aggettivi concordano nello stesso modo. Fra queste ci sono i possessivi come mia – «mio» e i correlativi come tiu – «quello»: miajn amikojn – «i miei amici» (come oggetto), tiujn librojn – «quei libri» (come oggetto). Vedi pronomi e correlativi.
La concordanza è più semplice che in italiano: si accorda solo il numero (e il caso), mai il genere. Niente «bello, bella, belli, belle»: solo bela e belaj.
Posizione dell’aggettivo
L’aggettivo di solito sta prima del sostantivo, ma è corretto anche dopo: bela domo o domo bela – «una bella casa». Per chi parla italiano la posposizione viene naturale («una macchina rossa»), ed è accettata (aŭto ruĝa), anche se l’ordine aggettivo–sostantivo è più comune. Le desinenze mostrano a quale sostantivo appartiene l’aggettivo, anche quando l’ordine cambia.
Aggettivi dopo esti
Dopo esti – «essere», iĝi – «diventare» e ŝajni – «sembrare» l’aggettivo concorda nel numero ma non prende mai -n:
- La katoj estas bonaj. – «I gatti sono buoni.»
- La domo ŝajnas malnova. – «La casa sembra vecchia.»
Un aggettivo riferito a due sostantivi singolari uniti da kaj – «e» è plurale: La tablo kaj la seĝo estas novaj. – «Il tavolo e la sedia sono nuovi.» In italiano con nomi di genere diverso bisogna ricorrere al maschile plurale; in esperanto il problema non esiste.
Comparazione: pli, plej, ol
L’esperanto non ha desinenze comparative né forme irregolari come «buono – migliore – ottimo». Bastano parole brevi:
| Significato | Schema | Esempio | Traduzione |
|---|---|---|---|
| più … di, che | pli … ol | Paŭlo estas pli alta ol Petro. | «Paolo è più alto di Pietro.» |
| meno … di, che | malpli … ol | Teo estas malpli forta ol kafo. | «Il tè è meno forte del caffè.» |
| il più | la plej … el | la plej bona el ĉiuj | «il migliore di tutti» |
| il meno | la malplej | la malplej multekosta | «il meno costoso» |
| tanto … quanto, come | tiel … kiel | tiel granda kiel vi | «grande come te» |
| uguale a | same … kiel | same alta kiel mi | «alto quanto me» |
Bona resta regolare: pli bona – «migliore», la plej bona – «il migliore». Le stesse parole comparano gli avverbi: pli rapide – «più velocemente». L’italiano ha forme irregolari (buono → migliore, cattivo → peggiore; bene → meglio, male → peggio); l’esperanto no.
In italiano il secondo termine del paragone è introdotto da «di» o da «che» a seconda del caso (più alto di Pietro, più bello che utile). In esperanto è sempre ol.
Dopo ol e kiel una parola mantiene il ruolo che avrebbe nella frase completa:
- Mi amas vin pli ol li. – «Ti amo più di quanto ami lui.»
- Mi amas vin pli ol lin. – «Ti amo più di quanto amo lui.»
Per «molto» e «troppo» si usano tre e tro: tre granda – «molto grande», tro granda – «troppo grande». Il superlativo assoluto italiano in -issimo (bellissimo) si rende così: tre bela. I suffissi -eg- e -et- cambiano l’intensità dentro la parola, come le terminazioni italiane -one e -ino: granda → grandega – «enorme», domo → dometo – «casetta».
Errori frequenti
| Sbagliato | Giusto | Perché |
|---|---|---|
| bona katoj | bonaj katoj | L’aggettivo copia il plurale. |
| Mi havas du kato. | Mi havas du katojn. | Plurale dopo i numeri superiori a uno, più -n per l’oggetto. |
| katonj | katojn | -j viene sempre prima di -n. |
| La katoj estas bonajn. | La katoj estas bonaj. | Niente -n dopo esti. |
| pli bona ke vi | pli bona ol vi | «Di, che» è ol. |
| la bela katino per «una bella gatta» | bela katino | Non esiste «un, una»: senza la il sostantivo è indeterminato. |
Domande frequenti
Gli aggettivi esperanto concordano con i sostantivi?
Sì, nel numero e nel caso. Se il sostantivo ha -j o -n, li ha anche ogni aggettivo che lo descrive: grandajn domojn – «case grandi» (come oggetto). Non c’è concordanza di genere, perché non c’è genere grammaticale.
Come si forma il plurale in esperanto?
Si aggiunge -j al sostantivo e ai suoi aggettivi: nova libro → novaj libroj – «libri nuovi». Non ci sono eccezioni.
Come si dicono «migliore» e «il migliore» in esperanto?
Pli bona è «migliore» e la plej bona è «il migliore». Per gli avverbi: pli bone – «meglio», plej bone – «nel modo migliore».
Un aggettivo può stare dopo il sostantivo?
Sì. Domo bela e bela domo sono entrambi corretti; le desinenze mostrano quali parole vanno insieme.
Fonti
- Fundamento de Esperanto, regole 2 e 3 (inglese) – Akademio de Esperanto
- Seksa signifo de O-vortoj – PMEG
- A-vortoj: regole di base – PMEG
- Nombro: regole di base e Nombro con le A-vortoj – PMEG
- N-finaĵo: regole di base – PMEG
- Kiel e ol: uso e con le rolmontriloj – PMEG
- Grammatica dell’esperanto – Wikipedia
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