Esperantopedia

Grammatica

Correlativi dell’esperanto: tabella di tutte le 45 parole

Quattordici pezzi costruiscono quarantacinque parole: impara la griglia una volta sola e potrai ricavarle tutte.

Aggiornato: 6 min di lettura

I correlativi sono 45 parole base di domanda e di risposta, come kiu – «chi», tie – «là» e neniam – «mai». Ciascuna unisce uno dei 5 inizi a una delle 9 finali, quindi 14 pezzi bastano per tutte le 45 parole. Gli esperantisti le chiamano tabelvortoj – «parole della tabella», e tutte si trovano già nel Fundamento del 1905.

La tabella dei correlativi

Le colonne sono gli inizi, le righe sono le finali.

ki- + -o = kio

Finaleki- (domanda)ti- (quello)i- (qualche)ĉi- (ogni)neni- (nessun)
-o cosakio – che cosatio – ciò, quelloio – qualcosaĉio – tuttonenio – niente, nulla
-u persona, individuokiu – chi, qualetiu – quello, quella personaiu – qualcunoĉiu – ognuno, ciascunoneniu – nessuno
-a tipo, qualitàkia – che tipo di, com’ètia – tale, di quel tipoia – di qualche tipoĉia – di ogni tiponenia – di nessun tipo
-e luogokie – dovetie – là, lìie – da qualche parteĉie – dappertuttonenie – da nessuna parte
-el modo, gradokiel – cometiel – cosìiel – in qualche modoĉiel – in ogni modoneniel – in nessun modo
-am tempokiam – quandotiam – alloraiam – una volta, mai (nelle domande)ĉiam – sempreneniam – mai
-om quantitàkiom – quanto, quantitiom – tanto, tantiiom – un po’, alcuniĉiom – tutto, l’intera quantitàneniom – niente affatto, zero
-al motivokial – perchétial – perciòial – per qualche motivoĉial – per ogni motivonenial – per nessun motivo
-es possessorekies – di chities – di quelloies – di qualcunoĉies – di tuttinenies – di nessuno

Come ricordarli

Impara i 14 pezzi, non le 45 parole. Poi leggi ogni correlativo come «inizio + finale»: neni- «nessun» + -am «tempo» = neniam – «mai».

Gli inizi hanno un appoggio nell’italiano:

  • ki- chiede o collega, come le parole italiane in ch- e qu- (chi, che, quale, quando, quanto): kio – «che cosa», kie – «dove», kiam – «quando».
  • ti- indica: tio – «quello», tie – «là», tiam – «allora».
  • i- è vago come «qualche-» (qualcosa, qualcuno), ĉi- abbraccia tutto come «ogni-» e «tutto», e neni- nega come «nessuno» e «niente»: neniu somiglia a «nessuno», nenio a «niente».

L’italiano ha già coppie di questo tipo: tale – quale e tanto – quanto corrispondono a tia – kia e tiom – kiom. In più l’esperanto ha tiel – kiel («così – come») e tiam – kiam («allora – quando»).

Le finali sono la parte più difficile. Questi aiuti sono trucchi mnemonici, non etimologia:

  • -e per il luogo: kie finisce come l’italiano «dove», e tutte le parole di luogo finiscono in -e.
  • -al per il motivo, come in «causale».
  • -es per il possessore: kies – «di chi». Non ha un parallelo italiano comodo, quindi impara bene questa riga.
  • -u è per una persona o per un singolo elemento; -o per una cosa in generale.

Esercitati una riga alla volta, attraverso le cinque colonne: kiam? – tiam – iam – ĉiam – neniam. Domanda e risposta vanno spesso in coppia: Kie? – Tie. («Dove?» – «Là.») Kiam? – Tiam. («Quando?» – «Allora.»)

Kiu o kio, ĉiu o ĉiuj

Kiu chiede di una persona o di un elemento di un gruppo e può stare davanti a un sostantivo: kiu libro – «quale libro», tiu domo – «quella casa». Kio chiede di una cosa in generale e sta da solo:

  • Kio estas tio? – «Che cos’è quello?»
  • Kiu estas tiu? – «Chi è quello?»

Ĉiu significa «ogni, ognuno» ed è singolare; ĉiuj significa «tutti» ed è plurale:

  • Ĉiu infano ludas. – «Ogni bambino gioca.»
  • Ĉiuj infanoj ludas. – «Tutti i bambini giocano.»

Il «che» italiano e i correlativi

L’italiano ha una parola, «che», che in esperanto si divide in tre o quattro. È l’errore più comune di chi inizia.

ItalianoEsperantoEsempio
«so che vieni» (congiunzione)ke (non è un correlativo)Mi scias, ke vi venos.
«il libro che leggo» (relativo)kiu, kiunLa libro, kiun mi legas…
«che cosa dici?» (interrogativo)kio, kionKion vi diras?
«quale libro?»kiu + sostantivokiu libro
«l’uomo il cui figlio…»kiesla viro, kies filo…
«perché ridi?» / «…perché sono felice»kial / ĉarKial vi ridas? – Ĉar mi estas feliĉa.

Anche «perché» ne contiene due: la domanda si fa con kial, la risposta «perché…» con ĉar.

Aggiungere -n e -j

Solo alcuni correlativi prendono desinenze. Quelli in -u e -a concordano con il loro sostantivo come gli aggettivi. Quelli in -e, -el, -am, -om e -al funzionano da avverbi e restano invariati, tranne le parole in -e, che prendono -n per la direzione.

Gruppo-j (plurale)-nEsempi
-usìsìkiuj, kiun, tiujn, ĉiujn
-asìsìkiaj, tian, tiajn
-onormalmente nosìkion, tion, nenion
-enosolo per la direzionekien, tien, ĉien, nenien
-el, -am, -om, -al, -esnonokiel, kiam, kiom, kial, kies
  • Kiun vi vidis? – «Chi hai visto?»
  • Mi aĉetis tiujn librojn. – «Ho comprato quei libri.»
  • Kion vi diris? – «Che cosa hai detto?»
  • Kien vi iras? – «Dove vai?» Confronta Kie vi estas? – «Dove sei?»
  • Mi vidis neniun. – «Non ho visto nessuno.»

Le regole per -n sono le stesse di sempre: vedi l’accusativo. L’ultimo esempio mostra anche che con neniu non serve ne davanti al verbo, a differenza dell’italiano «non… nessuno»: vedi domande e negazione.

Ĉi tiu e tiu ĉi: «questo»

Le parole in ti- non indicano la distanza, quindi tiu può significare «questo» o «quello». L’italiano distingue «questo/quello» e «qui/lì»; l’esperanto aggiunge ĉi per segnalare la vicinanza: ĉi tiu o tiu ĉi – «questo (qui)», ĉi tie o tie ĉi – «qui». Le due posizioni hanno lo stesso significato.

Si scrivono come due parole, senza trattino. Il trattino compare solo nelle parole costruite con esse: ĉi-jare – «quest’anno», ĉi-nokte – «stanotte».

Ajn: «-unque»

Ajn dopo un correlativo significa «qualunque» o «proprio qualsiasi». Fa il lavoro del suffisso italiano -unque: kiu ajn – «chiunque», kio ajn – «qualunque cosa», kie ajn – «dovunque», iam ajn – «in qualsiasi momento». Sta sempre subito dopo il correlativo. Nenion ajn significa «proprio niente».

Correlativi che collegano proposizioni

Le parole in ki- introducono anche le proposizioni relative e le domande indirette, come «che», «il quale» e «dove» in italiano:

  • La viro, kiu venis, estas mia patro. – «L’uomo che è venuto è mio padre.»
  • La libro, kiun mi legas, estas bona. – «Il libro che sto leggendo è bello.»
  • Mi faris tion, kion vi petis. – «Ho fatto ciò che hai chiesto.»
  • Mi ne scias, kie li loĝas. – «Non so dove abiti lui.»

Per le quantità di qualcosa si aggiunge da: Kiom da mono vi havas? – «Quanti soldi hai?» Anche «un po’ di» si traduce così: iom da lakto – «un po’ di latte». Le domande con le parole in ki- sono trattate in domande e negazione.

Esempi in frasi

  • Kiu estas tiu viro? – «Chi è quell’uomo?»
  • Kio estas en la skatolo? – «Che cosa c’è nella scatola?»
  • Kian veteron vi havas tie? – «Che tempo fa lì?»
  • Ĉiu infano ricevis donacon. – «Ogni bambino ha ricevuto un regalo.»
  • Ĉiuj ĝojis pri la neĝo. – «Tutti erano felici per la neve.»
  • Iu frapas ĉe la pordo. – «Qualcuno bussa alla porta.»
  • Mi serĉis la ŝlosilon ĉie, sed trovis ĝin nenie. – «Ho cercato la chiave dappertutto, ma non l’ho trovata da nessuna parte.»
  • Kiam vi alvenos, telefonu al mi. – «Quando arrivi, telefonami.»
  • Ĉi tiu domo estas pli granda ol tiu. – «Questa casa è più grande di quella.»
  • Prenu kiun ajn libron vi volas. – «Prendi qualunque libro tu voglia.»

Domande frequenti

Quanti correlativi ci sono in esperanto?

Sono 45: cinque inizi (ki-, ti-, i-, ĉi-, neni-) per nove finali (-o, -u, -a, -e, -el, -am, -om, -al, -es). Forme come aliu, con ali- «altro», non sono ufficiali e il PMEG le sconsiglia.

Qual è la differenza tra kiu e kio?

Kiu vale per le persone e per un elemento tra tanti («chi», «quale») e può stare davanti a un sostantivo. Kio vale per le cose in generale («che cosa») e sta da solo.

Si dice ĉi tiu o tiu ĉi?

Sono corretti entrambi e hanno lo stesso significato: «questo». Ĉi può stare prima o dopo il correlativo.

I correlativi prendono -n?

Quelli in -u, -a e -o prendono -n come oggetti: kiun, tian, tion. Quelli in -e lo prendono solo per la direzione: tien. Gli altri non cambiano mai.

Perché si chiamano correlativi?

Perché vanno in serie corrispondenti: ogni parola interrogativa ha i suoi partner dimostrativo, indefinito, totale e negativo. In esperanto si chiamano tabelvortoj, dalla tabella in cui di solito si imparano.

A che cosa corrisponde «che» in esperanto?

Dipende dalla funzione: ke come congiunzione («so che vieni»), kiu o kiun come relativo («il libro che leggo»), kio o kion come interrogativo («che cosa dici?»).

Fonti

Se Esperantopedia ti è stata utile, puoi sostenerla.