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Alfabeto e pronuncia dell’esperanto: guida per italiani

Una lettera, un suono, accento sulla penultima sillaba – e per chi parla italiano quasi tutto è già familiare.

Aggiornato: 6 min di lettura

L’alfabeto esperanto ha 28 lettere: 5 vocali (a, e, i, o, u) e 23 consonanti. Ogni lettera ha un solo suono di base, ogni lettera si pronuncia e non esistono lettere mute. Sei lettere portano un segno – ĉ, ĝ, ĥ, ĵ, ŝ, ŭ – mentre q, w, x e y non fanno parte dell’alfabeto.

Per chi parla italiano la pronuncia è una delle parti più facili: le vocali sono pure come in italiano, la r è vibrante, l’accento cade quasi sempre dove lo metteresti tu e perfino le doppie si pronunciano. Bastano pochi accorgimenti, spiegati sotto.

Tutte le 28 lettere

I nomi delle lettere seguono uno schema semplice: una vocale si chiama col proprio suono, una consonante aggiunge -o (bo, co, ĉo). I confronti con l’italiano sono approssimazioni; la colonna IPA segue il PMEG, la grammatica di riferimento.

LetteraNomeIPASuona come (italiano)Esempio
A aa[a]a di «casa»akvo – «acqua»
B bbo[b]b di «bene»bona – «buono»
C cco[ts]zz di «pizza», z di «grazie» (suono sordo) – mai la c di «ciao»paco – «pace»
Ĉ ĉĉo[tʃ]c di «ciao», «cena»ĉokolado – «cioccolato»
D ddo[d]d di «dono»domo – «casa»
E ee[e]e di «mela» (chiusa o aperta va bene)eta – «piccolo»
F ffo[f]f di «fiore»familio – «famiglia»
G ggo[ɡ]g di «gatto», «ghiro» – sempre dura, anche davanti a e e igranda – «grande»
Ĝ ĝĝo[dʒ]g di «gelato», «giro»ĝardeno – «giardino»
H hho[h]aspirata, come in inglese «hat» o tedesco «Haus» – a differenza dell’h italiana non è mutahundo – «cane»
Ĥ ĥĥo[x]ch del tedesco «Bach», j dello spagnolo «jamón»; ricorda la c aspirata toscana di «la casa»ĥoro – «coro»
I ii[i]i di «vino»infano – «bambino»
J jjo[j]i semiconsonante di «ieri», «piano», «noia»jes – «sì»
Ĵ ĵĵo[ʒ]j del francese «jour» – l’italiano non ha questo suonoĵurnalo – «giornale»
K kko[k]c di «casa», ch di «chiodo»kato – «gatto»
L llo[l]l di «luna»lingvo – «lingua»
M mmo[m]m di «mano»mano – «mano»
N nno[n]n di «naso»nokto – «notte»
O oo[o]o di «sole» (chiusa o aperta va bene)ovo – «uovo»
P ppo[p]p di «pane»pano – «pane»
R rro[r]r vibrante di «rosa»rozo – «rosa»
S sso[s]s sorda di «sole» – anche tra due vocalisuno – «sole»
Ŝ ŝŝo[ʃ]sc di «scena», «pesce»ŝipo – «nave»
T tto[t]t di «topo»tago – «giorno»
U uu[u]u di «luna»urbo – «città»
Ŭ ŭŭo[w]u semiconsonante di «uovo», «quando», «auto»aŭto – «automobile»
V vvo[v]v di «vita»vivo – «vita»
Z zzo[z]s sonora di «rosa», «sbaglio»zebro – «zebra»

Il Fundamento de Esperanto del 1905 dà parole chiave inglesi come «make» per e e «not» per o. Nella maggior parte degli accenti moderni sono dittonghi o vocali diverse. Punta su vocali ferme, senza dittongo, come in italiano; che una vocale sia lunga o breve non ha importanza (PMEG).

Dove cade l’accento?

L’accento cade sempre sulla penultima vocale della parola. Le lettere j e ŭ non sono vocali, quindi non contano.

Ogni vocale forma una sillaba; quella accentata è evidenziata
kafo: KA-fo/ˈka.fo/
lernejo: ler-NE-jo/lerˈne.jo/
ĉiutage: ĉi-u-TA-ge/tʃi.uˈta.ɡe/
Eŭropo: eŭ-RO-po/ewˈro.po/
kiuj: KI-uj/ˈki.uj/

In ĉiutage «ogni giorno» i e u sono sillabe separate, quindi l’accento cade su ta. In Eŭropo «Europa» e kiuj «quali (plurale)» le coppie eŭ e uj formano una sola sillaba ciascuna.

ParolaSillabeSignificato
salutonsa-LU-ton«ciao, salve»
familiofa-mi-LI-o«famiglia»
radiora-DI-o«radio»
ankaŭAN-kaŭ«anche»
hodiaŭho-DI-aŭ«oggi»
Esperantoes-pe-RAN-to«esperanto»

Ogni i e u accanto a un’altra vocale è una sillaba a sé, ed è per questo che si dice fa-mi-LI-o e non «fa-MI-lio» come in italiano «famiglia». Quando in poesia o nelle canzoni si toglie la -o del sostantivo e la si sostituisce con un apostrofo, l’accento resta dov’era: famili' si dice fa-mi-LI.

La trappola dell’accento per chi parla italiano

L’italiano accenta di solito la penultima sillaba, ma molte parole comuni sono sdrucciole (accento sulla terzultima). Il rischio è trasportare l’accento italiano su parole che in esperanto sembrano uguali:

ParolaIn italianoIn esperanto
telefonote-LÈ-fo-note-le-FO-no
muzikoMÙ-si-camu-ZI-ko
numeroNÙ-me-ronu-ME-ro
kameroCÀ-me-raka-ME-ro
Italioi-TÀ-liai-ta-LI-o
radioRÀ-diora-DI-o

Regola pratica: conta le vocali dalla fine, ignora il resto, e accentua la penultima.

Dittonghi: le coppie di vocali

Sei combinazioni uniscono una vocale e j o ŭ in una sola sillaba. Il PMEG le descrive come vocale più semivocale; i manuali le chiamano spesso dittonghi. In italiano li conosci tutti.

CoppiaSuona comeEsempio
ajai di «mai»kaj – «e»
ejei di «sei»plej – «il più»
ojoi di «poi», «noi»hundoj – «cani»
ujui di «lui», in una sola sillabakiuj – «quali (plurale)»
aŭau di «auto», «aula»aŭto – «automobile»
eŭeu di «neutro», «Europa»Eŭropo – «Europa»

Nelle parole comuni ŭ segue quasi sempre a o e, e nel 2023 l’Accademia di Esperanto ha raccomandato di mantenere questo uso anche nelle parole nuove. Dove l’italiano scrive qu ([kw]), l’esperanto usa kv: akvo «acqua», kvin «cinque», kvar «quattro» – e la v si pronuncia davvero come v, mai «akuo».

Come si pronuncia la r esperanto?

Il PMEG raccomanda una r vibrante, fatta ai denti come in italiano o in spagnolo. Una r uvulare, come in certi accenti francesi o tedeschi, è altrettanto corretta. In pratica i parlanti usano anche altre r e si fanno capire. Contano due cose: tenere r distinta da l (revi «sognare» e levi «alzare») e non farla cadere dopo una vocale (parko «parco» non deve suonare come pako «pacco»).

Le insidie delle lettere «italiane»

Alcune lettere si scrivono come in italiano ma si leggono in modo diverso. È qui che chi parla italiano sbaglia più spesso.

  • C è sempre «ts». Centro si legge TSEN-tro, cirko TSIR-ko: l’italiano ce, ci corrisponde a ĉe, ĉi. Anche cent «cento» è «tsent».
  • G è sempre dura. Gesto si legge come «ghesto», giganta «ghi-GAN-ta»: per i suoni di «gelato» e «giro» l’esperanto scrive ĝe, ĝi.
  • H si pronuncia. Hundo non è «undo», hotelo non è «otelo», ho-DI-aŭ ha una vera h iniziale, appena soffiata.
  • J è «i» semiconsonante. Jaro «anno» si legge come «iaro», non come la j di «jeans» o «jolly», che in italiano diventa «gi».
  • S è sempre sorda. Nel Nord Italia «casa» e «rosa» hanno una s sonora; in esperanto kaso non si pronuncia «kazo». Il suono sonoro si scrive z.
  • SC non è ŝ. Sono due suoni: scii «sapere» si legge STSI-i, scienco «scienza» stsi-EN-tso. Il suono di «scena» si scrive ŝ: ŝi «lei».
  • GN e GL non sono «gn» e «gl» italiani. Signo «segno» si legge SIG-no (con g e n separate), angla «inglese» AN-gla.
  • Le doppie si sentono. Nelle parole composte e con prefisso la consonante doppia si pronuncia lunga, come in «fatto»: mallonga «corto», ekkuŝi «sdraiarsi».

Scrivere senza ĉ, ĝ, ŝ: il sistema h e il sistema x

Se non puoi digitare le lettere con segni, esistono due ortografie sostitutive. Il sistema h viene dal Fundamento stesso: si scrive ch, gh, hh, jh, sh e semplice u per ŭ. Può essere ambiguo: flughaveno «aeroporto» è flug-haven-o, non fluĝaveno. Per chi parla italiano è anche fuorviante: in italiano ch e gh sono suoni duri (chiodo, ghiro), mentre nel sistema h ch sta per ĉ («ci») e gh per ĝ («gi»). Il sistema x aggiunge la x, che non è una lettera esperanto: cx, gx, hx, jx, sx, ux. Non è ufficiale, ma è inequivocabile e molto diffuso online. L’Accademia di Esperanto ha accettato nel 2007 le grafie sostitutive per esigenze tecniche.

Consigli per chi parla italiano

  • Pronuncia tutte le vocali in modo pieno, anche nelle sillabe senza accento: banano è ba-NA-no.
  • Leggi c come «ts» e g come «gh»: centro, gesto.
  • Aspira la h e non dimenticarla: hodiaŭ, hundo, hejmo.
  • Per ĉ, ĝ, ŝ pensa a ciao, gelato, scena; per ŭ pensa a auto.
  • Ĥ è la lettera più rara e molte parole con essa hanno forme con k: ĥemio = kemio «chimica».
  • Ricorda kv al posto di qu: kvin, kvar, akvo.

Prossimo passo: impara le parole che ascolterai per prime nelle frasi di base in esperanto.

Domande frequenti

Quante lettere ha l’alfabeto esperanto?

Ha 28 lettere: l’alfabeto latino senza q, w, x e y, più sei lettere con segni: ĉ, ĝ, ĥ, ĵ, ŝ e ŭ.

L’esperanto si pronuncia come si scrive?

Sì. Ogni lettera rappresenta un suono e ogni lettera si pronuncia. Quando conosci le 28 lettere e la regola dell’accento, sai leggere ad alta voce qualsiasi parola.

Dove cade l’accento nelle parole esperanto?

Sempre sulla penultima vocale: ta-BLO è sbagliato, TA-blo «tavolo» è giusto. Le lettere j e ŭ non contano come vocali.

Perché l’esperanto usa lettere come ĉ e ŝ?

Ogni suono deve avere una lettera sola. Invece di coppie come ch o sh, l’esperanto usa una lettera con un segno, così l’ortografia non diventa mai ambigua.

Come si scrivono ĉ, ĝ e ŝ al computer?

Sul telefono aggiungi l’esperanto alla tastiera (Gboard lo supporta su Android e iPhone) e tieni premuta una lettera, per esempio c per ĉ. Al computer installa una disposizione di tastiera esperanto, oppure scrivi in sistema x (cx, gx, sx); la ricerca nel dizionario e gli esercizi del corso lo convertono mentre scrivi.

Fonti

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