La internacia lingvo · dal 1887
Esperanto
appartiene a tutti
L’esperanto è la lingua internazionale artificiale più parlata al mondo. Ludwik Zamenhof la pubblicò a Varsavia nel 1887 perché le persone di ogni nazione potessero parlarsi alla pari. Ha 16 regole di base, nessun verbo irregolare e parole che si costruiscono assemblando pezzi.
Costruisci una parola
malsanulejo — Dizionarioospedaleletteralmente: un luogo per i malati
- 1887prima pubblicazione a Varsavia, a opera di L. L. Zamenhof
- 60.000–2 mlnparlanti stimati; circa 1.000–2.000 lo hanno imparato fin dalla nascita
- 28lettere – ogni lettera ha un solo suono
- 16regole di grammatica di base, senza verbi irregolari
Come funziona l’esperanto
Ogni parola indica la propria funzione con la desinenza. Impara queste poche desinenze e saprai leggere la struttura di qualsiasi frase.
sostantivo · hundo – «cane»
aggettivo · granda – «grande»
avverbio · rapide – «velocemente»
verbo · kuri – «correre»
presente, passato, futuro · kuras, kuris, kuros – «corre, ha corso, correrà»
plurale e complemento oggetto · Mi vidas grandajn hundojn. – «Vedo dei cani grandi.»
L’esperanto in cifre
Grafici interattivi tratti dai nostri dati, con le fonti: quante parole ti servono, come da una radice nasce una famiglia di parole e come è cresciuto il vocabolario ufficiale.
Quante parole ti servono?
55,2%
delle parole nelle frasi quotidiane, se conosci le 100 più frequenti
Calcolato su 822.296 frasi (5.831.657 parole) di Tatoeba (CC BY 2.0 FR). Elenco di parole: Esperantopedia, CC BY-SA 4.0.
Una radice, decine di parole
Dalla sola radice san-, Reta Vortaro registra 23 parole. Guarda come prefissi, suffissi e composti fanno di una radice un’intera famiglia.Esplora le famiglie di paroleCome è cresciuto il vocabolario ufficiale
5328 radici segnate come ufficiali nel Reta Vortaro: 2756 vengono dal Fundamento del 1905; le altre sono state aggiunte in seguito, fino al 2023.Tutte le radici ufficialiSei lettere speciali
L’esperanto si scrive con l’alfabeto latino più sei lettere con segni diacritici. Ognuna rappresenta un solo suono, sempre lo stesso, e tre di questi li conosci già dall’italiano.
- ĉ[tʃ]come ci in «ciao»
- ĝ[dʒ]come gi in «giorno»
- ĥ[x]come la ch tedesca di «Bach»
- ĵ[ʒ]come la j francese di «jour»
- ŝ[ʃ]come sc in «scena»
- ŭ[w]come u in «causa»
Scopri l’esperanto
Imparare
L’esperanto ha 28 lettere con un suono ciascuna, 16 regole di base e nessun verbo irregolare. Un percorso in cinque passi, dall’alfabeto al dialogo.
Grammatica
La grammatica dell’esperanto sta su una scheda: 11 desinenze per sostantivi, aggettivi, tempi, plurale e oggetto. Nessun verbo irregolare.
Frasi
Le 20 frasi esperanto più utili con pronuncia per italiani, da Saluton! (ciao) a Mi ne komprenas (non capisco), più frasari per argomento.
Dizionario
Dizionario esperanto-italiano e italiano-esperanto gratuito: 15.024 parole con significato in italiano, pronuncia IPA, struttura ed esempi.
Strumenti
Strumenti gratuiti per l’esperanto: flashcard delle 1.000 parole più comuni, qualsiasi numero scritto in lettere e il tuo nome in esperanto.
Sull’esperanto
L’esperanto fu pubblicato da L. L. Zamenhof a Varsavia nel 1887. Oggi lo parlano da 60.000 a 2 milioni di persone, con congressi e libri propri.
Domande frequenti
L’esperanto è morto? Quanti lo parlano? È difficile, eurocentrico, su Duolingo? 33 domande frequenti, anche sull’Italia, con risposte brevi e fonti.
Che cos’è l’esperanto?
L’esperanto è una lingua pianificata (detta anche artificiale o costruita) pensata per la comunicazione internazionale. Il lessico viene soprattutto dalle lingue romanze, germaniche e slave, e la grammatica è regolare: i sostantivi finiscono in -o, gli aggettivi in -a e i verbi cambiano in base al tempo e al modo, mai in base alla persona e al numero. Leggi l’introduzione completa oppure comincia dall’alfabeto.
Chi parla italiano riconosce molte radici a colpo d’occhio: amiko («amico»), familio («famiglia»), facila («facile»), ĉielo («cielo»), libro («libro»).
Chi ha creato l’esperanto?
Ludwik Lejzer Zamenhof, un oculista di Białystok, pubblicò la lingua il 26 luglio 1887 a Varsavia con lo pseudonimo Doktoro Esperanto – «Dottor Speranzoso». Lo pseudonimo divenne il nome della lingua. Leggi la sua biografia e la storia dell’esperanto.
Quante persone parlano l’esperanto?
Nessuno lo sa con precisione, perché solo pochi censimenti nazionali chiedono dell’esperanto. Le stime attendibili vanno da circa 60.000 (Nielsen, 2017) a circa 2 milioni (Culbert), e 1.000–2.000 persone sono madrelingua. A marzo 2020, 2,8 milioni di persone avevano iniziato i corsi di esperanto di Duolingo: studenti, non parlanti. Vedi tutte le stime e le relative fonti.
L’esperanto è facile da imparare?
L’esperanto è progettato per essere imparato in fretta: l’ortografia è fonetica, l’accento cade sempre sulla penultima sillaba e da una sola radice nasce un’intera famiglia di parole. I corsi brevi insegnano la grammatica di base in circa una dozzina di lezioni. Scopri quanto tempo ci vuole e segui il nostro piano passo dopo passo.
L’esperanto è facile per chi parla italiano?
Sì, soprattutto nella pronuncia: le cinque vocali (a, e, i, o, u) sono quelle dell’italiano, la r è vibrata e l’accento cade sulla penultima sillaba, come nella maggior parte delle parole italiane. Bastano però quattro attenzioni:
- ĉ, ĝ, ŝ suonano come ci di «ciao», gi di «giorno» e sc di «scena»: ĉokolado («cioccolato») si legge «ciocolado».
- La c semplice vale [ts], come la z di «pizza», anche davanti a e e i: cent («cento») si dice «tsent», non come «cena».
- La g è sempre dura, anche davanti a e e i: gepatroj («genitori») si legge «ghe-PA-troj», non «ge» come in «gente».
- La h si pronuncia, con un leggero soffio come nell’inglese «house», mentre in italiano è muta: hundo («cane») non è «undo».
Il resto della pronuncia è nella pagina sull’alfabeto.
Esiste una comunità esperantista in Italia?
Sì. La Federazione Esperantista Italiana (FEI, in esperanto Itala Esperanto-Federacio) riunisce gli esperantisti italiani dal 1910: fu fondata a Firenze il 21 marzo 1910 e oggi ha sede a Milano. È l’associazione nazionale italiana aderente all’Associazione Universale Esperanto (UEA), coordina i gruppi locali, organizza ogni anno il congresso nazionale e pubblica la rivista l’esperanto. Gruppi e corsi in presenza sono elencati sul sito della FEI.
L’Italia ha ospitato quattro Congressi universali di esperanto: Roma 1935 (1.442 partecipanti), Bologna 1955 (1.687), Firenze 2006 (2.209) e Torino 2023 (1.318). Trovi tutti i dati nella pagina sui Congressi Universali.
Anche due nomi italiani compaiono tra i madrelingua dell’esperanto: il farmacologo Daniel Bovet, di origine svizzera e poi cittadino italiano, premio Nobel per la medicina nel 1957, e il matematico e lessicografo Carlo Minnaja, membro dell’Accademia di Esperanto. Il linguista romano Renato Corsetti, della Sapienza Università di Roma, ha studiato le famiglie in cui i bambini crescono parlando esperanto fin dalla nascita: leggi i risultati nella pagina sui madrelingua dell’esperanto.
Da dove cominciare?
Parti dalle frasi più utili, scopri la grammatica in una pagina e cerca le parole nel dizionario. Come scrivere le lettere speciali è spiegato nella pagina sull’alfabeto.