Grammatica
Pronomi in esperanto: mi, vi, li, ŝi, si e altri
Nove parole brevi e due desinenze danno ogni pronome personale e possessivo della lingua.
I pronomi personali dell’esperanto sono mi – «io», vi – «tu, voi, Lei», li – «lui», ŝi – «lei», ĝi – «esso», ni – «noi», ili – «loro», oni – «si impersonale, la gente» e il riflessivo si. Aggiungi -n per l’oggetto (min – «me, mi») e -a per il possessivo (mia – «mio»). Non ci sono altre forme da imparare.
Questi nove pronomi sono elencati nella regola 5 delle 16 regole. Un decimo, ci, esiste solo nel dizionario del Fundamento e non si usa quasi mai.
Tutti i pronomi personali
mi + -n = min
| Pronome | Italiano | Oggetto (-n) | Possessivo (-a) |
|---|---|---|---|
| mi | io | min – me, mi | mia – mio, mia |
| vi | tu, voi, Lei | vin – te, ti, voi, vi, Lei | via – tuo, vostro, Suo |
| li | lui | lin – lui, lo | lia – suo (di lui) |
| ŝi | lei | ŝin – lei, la | ŝia – suo (di lei) |
| ĝi | esso, essa | ĝin – esso, lo, la | ĝia – suo (di esso) |
| ni | noi | nin – noi, ci | nia – nostro |
| ili | loro, essi | ilin – loro, li, le | ilia – loro, il loro |
| oni | si (impersonale), la gente | onin (raro) | onia – di una persona qualsiasi (raro) |
| si | (riflessivo) | sin – sé, si | sia – proprio, suo (di lui, lei, loro stessi) |
- vi è singolare e plurale, formale e informale. Una sola parola copre «tu», «voi» e il «Lei» di cortesia.
- ĝi vale per le cose, gli animali e i neonati.
- ili vale per qualsiasi gruppo di persone o cose, senza genere.
- oni indica le persone in generale: Oni diras, ke… – «Si dice che…». Spesso corrisponde a un passivo o al «si» impersonale italiano: Oni parolas Esperanton tie. – «Lì si parla esperanto.» Onin e onia sono regolari, ma servono di rado.
La forma dell’oggetto segue le regole dell’accusativo: Ŝi amas lin. – «Lei lo ama.» Ĉu vi vidis min? – «Mi hai visto?»
Pronomi esperanto e pronomi italiani
Molte parole sembrano italiane, ma non lo sono. E il pronome soggetto va sempre espresso: i verbi esperanto non hanno desinenze di persona, quindi non si può dire solo parolas come in italiano «parlo». Serve mi parolas.
| Esperanto | Non è | È |
|---|---|---|
| mi | il «mi» atono (a me, mi) | «io» (soggetto) |
| vi | il «vi» atono (a voi) | «tu», «voi» e «Lei» |
| li | il «li» atono (loro, maschile) o «lì» | «lui» |
| ni | – | «noi» |
| si | «sì» (affermazione) o il «si» impersonale | il riflessivo di terza persona («sé») |
| ci | il «ci» (noi, qui) | un antico «tu», quasi mai usato |
Dopo le preposizioni l’italiano usa forme speciali (con me, per te, a lui); l’esperanto no, e conserva la forma base: kun mi, por vi, al li. Vedi preposizioni.
I possessivi concordano come aggettivi
I possessivi sono aggettivi, quindi prendono -j e -n dal loro sostantivo:
| Singolare | Plurale | |
|---|---|---|
| Soggetto | mia libro | miaj libroj |
| Oggetto | mian libron | miajn librojn |
Il possessivo rende già determinato il sostantivo, quindi non si combina mai con la davanti a un sostantivo: mia libro, non la mia libro. In italiano invece si dice «il mio libro»: è l’errore più frequente di chi parla italiano. Da solo, la mia significa «il mio»: Tiu ĉambro estas la mia. – «Quella stanza è la mia.» Vedi l’articolo.
Si, sin, sia: il riflessivo
Si rimanda al soggetto della propria proposizione, e solo quando quel soggetto è di terza persona: li, ŝi, ĝi, ili, oni o un sostantivo.
| Frase | Significato |
|---|---|
| Petro lavas sin. | «Pietro si lava.» |
| Petro lavas lin. | «Pietro lava lui» (un altro uomo). |
| Ŝi vizitis sian patrinon. | «Ha visitato la propria madre.» |
| Ŝi vizitis ŝian patrinon. | «Ha visitato la madre di lei» (un’altra donna). |
L’italiano «sua madre» è ambiguo; l’esperanto distingue sian («la propria») da ŝian («di lei, di un’altra»). L’equivalente italiano di sia è «proprio» (la propria madre).
Due regole evitano la maggior parte degli errori:
- Solo la terza persona. Per mi, vi, ni si usano le loro forme: Mi lavas min. – «Mi lavo.» Ni amas nian urbon. – «Amiamo la nostra città.» L’italiano usa «si» solo alla terza persona («mi lavo, ti lavi, si lava»), quindi qui il sistema è parallelo, ma il pronome resta una parola separata: mi lavas min, vi lavas vin, li lavas sin.
- Mai nel soggetto. Anna kaj ŝia fratino venis. – «Anna e sua sorella sono venute.» Sia qui è sbagliato, perché la locuzione è il soggetto stesso. Con kun diventa corretto: Anna kun sia fratino venis. – «Anna è venuta con la propria sorella.»
Non confondere si con il «si» impersonale italiano («si dice», «si parla»): per quello l’esperanto usa oni.
Ci: il vecchio «tu»
Il dizionario del Fundamento contiene ci, un «tu» singolare intimo, ma le 16 regole non lo citano. Il PMEG afferma che ci non è mai stato usato davvero nella pratica e che molti parlanti non lo capirebbero. L’esperanto normale usa sempre vi: niente differenza tra «tu» e «Lei» come in italiano.
Ri e pronomi neutri rispetto al genere
L’esperanto non ha un pronome ufficiale per una persona di genere sconosciuto o non specificato. Tradizionalmente si usava li, oggi sempre più criticato come sessista. Zamenhof ammetteva anche ĝi per persone di sesso ignoto, ma il PMEG avverte che usarlo per gli adulti può suonare oggettivante.
Il pronome non ufficiale ri (rin, ria) significa «lui o lei» per una sola persona, a prescindere dal genere. Il PMEG lo segna come non ufficiale e osserva che si è diffuso abbastanza, soprattutto tra i giovani. Secondo Wikipedia in inglese era la proposta neutra più popolare nel 2019; l’Akademio de Esperanto non l’ha adottata.
- Mia amiko diris, ke ri venos. – «Il mio amico (maschio o femmina) ha detto che verrà.»
I pronomi dopo le preposizioni
Dopo una preposizione i pronomi restano nella forma base: kun mi – «con me», por vi – «per te», al ŝi – «a lei». Chi riceve un’azione prende al: Donu al mi la libron. – «Dammi il libro.» Vedi preposizioni.
Esempi in frasi
- Mi amas vin. – «Ti amo.»
- Ni parolis pri vi hieraŭ. – «Ieri abbiamo parlato di te.»
- Ŝi donis al li sian libron. – «Lei gli ha dato il proprio libro.»
- Ŝi donis al li lian libron. – «Lei gli ha dato il libro di lui.»
- Ili vizitis siajn gepatrojn. – «Hanno fatto visita ai propri genitori.»
- Li lavas sin ĉiumatene. – «Lui si lava ogni mattina.»
- La hundo ludas kun sia pilko. – «Il cane gioca con la sua palla.»
- Ĉu tiu ombrelo estas via aŭ mia? – «Quell’ombrello è tuo o mio?»
- Oni diras, ke la vintro estos malvarma. – «Si dice che l’inverno sarà freddo.»
Domande frequenti
Come si dà del «Lei» in esperanto?
Si usa vi, per una persona o per molte, formale o informale. Per più cortesia si aggiunge un titolo come sinjoro – «signore» o sinjorino – «signora».
Qual è la differenza tra sia e lia?
Sia rimanda al soggetto della proposizione: Li legas sian libron – «Legge il proprio libro». Lia indica qualcun altro: Li legas lian libron – «Legge il libro di lui» (di un altro uomo).
L’esperanto ha un pronome neutro rispetto al genere?
Non ufficialmente. Il non ufficiale ri è l’opzione più usata; li e ĝi si usavano tradizionalmente per persone di sesso ignoto.
Ci si usa ancora in esperanto?
Quasi mai. Compare solo nel dizionario del Fundamento, e il PMEG raccomanda di usare sempre vi.
Come si dicono «il mio» e «il tuo»?
Si usa il possessivo con la: la mia – «il mio», la via – «il tuo». Concorda come un aggettivo: Viaj ŝuoj estas novaj, la miaj estas malnovaj. – «Le tue scarpe sono nuove, le mie sono vecchie.»
Come si traduce il «si» impersonale italiano?
Con oni: «Si dice che…» è Oni diras, ke…. Il pronome si esperanto è solo riflessivo.
Fonti
- Fundamento de Esperanto, regola 5 (inglese) – Akademio de Esperanto
- PMEG: Personaj pronomoj, Posedaj pronomoj, Dua persono (vi, ci), Tria persono (li, ŝi, ĝi, ri), Si en simplaj frazoj
- Esperanto grammar e Gender reform in Esperanto – Wikipedia (in inglese)
- Grammatica dell’esperanto – Wikipedia
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