Grammatica
Errori comuni in esperanto: 43 sbagli e come correggerli
Ogni riga mostra una frase sbagliata, quella giusta e il motivo, divise per tipo di errore.
Gli errori più comuni in esperanto sono una -n dell’accusativo che manca, un aggettivo che non copia il suo sostantivo, -ig- e -iĝ- scambiati, lia dove serve sia e kiel dove va ol. Le righe seguenti sono scritte pensando a chi parla italiano: ognuna dà la forma sbagliata, quella giusta e il motivo. Alcune frasi «sbagliate» sono grammaticali ma dicono altro da ciò che si voleva; la colonna «Perché» lo segnala. Alcune righe riguardano proprio gli errori tipici degli italiani: plaĉi come «piacere», da e de, il pronome soggetto, la pronuncia di c, g e h.
Desinenze
Regole complete: l’accusativo e sostantivi e aggettivi.
| Sbagliato | Giusto | Perché |
|---|---|---|
| Mi vidas la hundo. | Mi vidas la hundon. – «Vedo il cane.» | L’oggetto diretto prende -n; l’ordine delle parole non lo segna, come invece fa di solito l’italiano. |
| Mi estas instruiston. | Mi estas instruisto. – «Sono un insegnante.» | Dopo esti la parola descrive il soggetto e non è un oggetto, quindi niente -n. |
| belaj domo, grandan domoj | bela domo, grandajn domojn – «una bella casa», «grandi case» | Un aggettivo copia il numero (-j) e la -n del suo sostantivo. Non copia invece il genere: bela domo, bela viro. |
| katonj | katojn – «gatti» (oggetto) | -j viene sempre prima di -n. |
| Mi havas du kato. | Mi havas du katojn. – «Ho due gatti.» | Più di una cosa vuole un sostantivo al plurale. |
| Mi iras al la urbon. | Mi iras al la urbo. – «Vado in città.» | Al mostra già la direzione; la -n di direzione si usa con en, sur, sub (PMEG). |
| La birdo flugis en la ĉambro. | La birdo flugis en la ĉambron. – «L’uccello è volato nella stanza.» | Entrambe sono corrette, ma senza -n l’uccello era già dentro. L’italiano «in» serve sia per stare sia per andare; l’esperanto distingue con -n. |
Verbi
Vedi -ig- e -iĝ-, verbi e participi.
| Sbagliato | Giusto | Perché |
|---|---|---|
| La filmo komencas. | La filmo komenciĝas. – «Il film comincia.» | Komenci vuole un oggetto (Mi komencas la filmon). Ciò che comincia da sé prende -iĝ-, anche se l’italiano «cominciare» fa entrambe le cose. |
| Mi dormas la bebon. | Mi dormigas la bebon. – «Faccio addormentare il bebè.» | Un verbo intransitivo riceve un oggetto solo con -ig- («far dormire»). |
| Mi volas lernas. | Mi volas lerni. – «Voglio imparare.» | Dopo voli, povi e devi il secondo verbo resta all’infinito -i, come in italiano. |
| Li diris, ke li venus. | Li diris, ke li venos. – «Ha detto che sarebbe venuto.» | Si mantiene il tempo delle parole dette («verrò» → venos). Spostarlo, come fa l’italiano con «sarebbe venuto», è un errore (PMEG). |
| Estas varma hodiaŭ. | Estas varme hodiaŭ. – «Oggi fa caldo.» | Una frase senza soggetto prende un avverbio. |
| La ĉambro estas varme. | La ĉambro estas varma. – «La stanza è calda.» | Con un vero soggetto esti prende un aggettivo. |
| La pordo estas fermata. | La pordo estas fermita. – «La porta è chiusa.» | -at- indica un’azione ancora in corso («viene chiusa»), -it- un’azione finita («è chiusa»). |
| Mi ĵetadis la pilkon unu fojon. | Mi ĵetis la pilkon unu fojon. – «Ho lanciato la palla una volta.» | -ad- indica un’azione che continua o si ripete (PMEG); un solo atto vuole il verbo semplice. Vedi suffissi. |
| Mi plaĉas la libron. | La libro plaĉas al mi. oppure Mi ŝatas la libron. – «Mi piace il libro.» | Plaĉi funziona come il «piacere» italiano: la cosa che piace è il soggetto e chi prova piacere sta con al. Se vuoi chi apprezza come soggetto, usa ŝati (PMEG). |
Pronomi e correlativi
Vedi pronomi, proposizioni relative e domande e negazione.
| Sbagliato | Giusto | Perché |
|---|---|---|
| Petro amas lian edzinon. | Petro amas sian edzinon. – «Pietro ama la propria moglie.» | Sia rimanda al soggetto. Lian indica la moglie di un altro uomo; l’italiano «sua moglie» non distingue. |
| Petro kaj sia edzino venis. | Petro kaj lia edzino venis. oppure Petro kun sia edzino venis. – «Pietro e sua moglie sono venuti.» | Sia non può far parte del soggetto ed è solo di terza persona: Mi venis kun mia frato, non kun sia frato. |
| La libro, ke mi legis | La libro, kiun mi legis – «il libro che ho letto» | Per descrivere un sostantivo si usa kiu, con -n se è l’oggetto. Ke apre soltanto un’affermazione: il «che» italiano fa entrambe le cose, l’esperanto le separa. |
| Mi pensas, kiu vi pravas. | Mi pensas, ke vi pravas. – «Penso che tu abbia ragione.» | Un’affermazione dopo un verbo di pensiero o di parola vuole ke. |
| Mi estas dudek jaroj. | Mi havas dudek jarojn. oppure Mi estas dudekjara. – «Ho vent’anni.» | L’età si «ha» (havi … jarojn), come in italiano, oppure è un aggettivo in -jara; non si «è» anni. Vedi ore e date. |
| Mi ne vidis neniun. | Mi vidis neniun. – «Non ho visto nessuno.» | Una sola negazione per proposizione. Due si annullano, quindi la frase sbagliata significa «ho visto qualcuno». L’italiano richiede la doppia negazione («non … nessuno»); l’esperanto no. |
| Mi ne scias, se li venos. | Mi ne scias, ĉu li venos. – «Non so se verrà.» | Le domande sì/no dentro una frase iniziano con ĉu; se significa «se» condizionale. L’italiano «se» fa entrambe le cose, l’esperanto le separa e mantiene l’ordine delle parole dell’affermazione. |
| Parolas Esperanton. | Mi parolas Esperanton. – «Parlo esperanto.» | I verbi esperanto non hanno desinenze di persona, quindi il pronome soggetto è obbligatorio, a differenza dell’italiano. Solo pochi verbi, come pluvas, fanno senza soggetto (PMEG). |
Scelta delle parole
Vedi comparativi e superlativi, preposizioni e l’articolo.
| Sbagliato | Giusto | Perché |
|---|---|---|
| Li estas pli alta kiel mi. | Li estas pli alta ol mi. – «È più alto di me.» | Dopo un comparativo il «di» è ol. Kiel significa «come». |
| Mi volas glason de akvo. | Mi volas glason da akvo. – «Voglio un bicchiere d’acqua.» | Da indica una quantità. Glaso de akvo è un bicchiere legato all’acqua, per esempio uno che conteneva acqua (PMEG). Il «di» italiano copre entrambi i casi, l’esperanto no. |
| multe de homoj | multe da homoj – «molte persone» | Le parole di quantità si collegano a ciò che contano con da, e dopo da non c’è -n: Mi vidis multe da homoj. |
| Mi venos en la oka. | Mi venos je la oka. – «Verrò alle otto.» | Le ore dell’orologio vogliono je. I giorni prendono -n: lundon – «lunedì». |
| Tiu ŝtofo kostas dek eŭrojn po metro. | Tiu ŝtofo kostas po dek eŭrojn por metro. – «Quella stoffa costa dieci euro al metro.» | Po va davanti alla quantità che si ripete, e «per ogni» si rende con por (PMEG). |
| Mi parolas anglan. | Mi parolas la anglan. – «Parlo inglese.» | Una lingua indicata con un aggettivo vuole la: la angla. L’italiano dice «parlo inglese» senza articolo. |
| Mi lernas la Esperanton. | Mi lernas Esperanton. – «Imparo l’esperanto.» | I nomi di lingua in -o (Esperanto, Ido, Volapuko) sono nomi propri e non prendono la, a differenza dell’italiano «imparo l’esperanto». |
| La letero estis skribita da Petro. | La letero estis skribita de Petro. – «La lettera è stata scritta da Pietro.» | L’agente di un passivo si introduce con de; da serve solo dopo una quantità (PMEG). Il «da» italiano non si traduce con da. |
Falsi amici
Molti di questi tranelli nascono dall’inglese, e per chi parla italiano tre di essi sono in realtà amici veri: «attuale», «eventuale» e «simpatico» hanno in esperanto lo stesso senso che hanno in italiano. Parole che sembrano note ma dicono altro (controllate nel ReVo):
| Sbagliato | Giusto | Perché |
|---|---|---|
| La aktuala kaŭzo estis la neĝo. | La reala kaŭzo estis la neĝo. – «La causa reale era la neve.» | Aktuala significa «attuale, d’attualità», come in italiano. «Reale, effettivo» (in inglese «actual») è reala, vera o fakta. |
| Eventuale mi komprenis. | Finfine mi komprenis. – «Alla fine ho capito.» | Eventuale significa «eventualmente, se necessario», come in italiano: Eventuale mi venos morgaŭ – «Potrei venire domani.» |
| Ŝi estis tre simpatia, kiam mi malsanis. | Ŝi estis tre kompatema, kiam mi malsanis. – «È stata molto comprensiva quando ero malato.» | Simpatia significa «simpatico, piacevole», come in italiano. Per la compassione si usa kompatema. |
| Eraroj estas humanaj. | Eraroj estas homaj. – «Errare è umano.» | Humana significa «umano» nel senso di «benevolo, gentile». «Umano» nel senso di «dell’uomo» è homa. L’italiano «umano» copre entrambi i sensi, l’esperanto li separa. |
Pronuncia e ortografia
Questi errori nascono dalle abitudini dell’italiano. Vedi la pagina sull’alfabeto.
| Sbagliato | Giusto | Perché |
|---|---|---|
| te-LE-fo-no, MU-zi-ko, fa-MI-lio | te-le-FO-no, mu-ZI-ko, fa-mi-LI-o | L’accento cade sulla penultima vocale, come in es-pe-RAN-to. L’italiano ha molte parole con l’accento sulla terzultima («tèlefono», «mùsica»). i davanti a o conta come vocale. |
| centro detto «CEN-tro» (come «cena») | centro detto «TSEN-tro» | c è sempre «ts» (PMEG). Il suono di «ciao» e «cena» si scrive ĉ: ĉielo – «cielo». |
| geografio detto «gio-gra-FI-o» | geografio detto «ghe-o-gra-FI-o», con la g dura | g è sempre dura, come in «gatto», anche davanti a e e i. Il suono di «gelato» si scrive ĝ. |
| hundo detto «UN-do» | hundo detto «HUN-do», con la h aspirata | In esperanto la h si pronuncia sempre; non è muta come l’h italiana. |
| Bonan appetiton! | Bonan apetiton! – «Buon appetito!» | In esperanto si scrive quello che si pronuncia, senza le doppie dell’italiano: il ReVo ha apetito e komerco (non «appetito» e «commercio»). |
| Mi scias, ke si venos. | Mi scias, ke ŝi venos. – «So che lei verrà.» | Si senza il circonflesso è il pronome riflessivo, un’altra parola (e non il «sì» italiano, che è jes). Non riesci a scrivere ŝ? Usa il sistema x. |
| Mi lernas esperanton. | Mi lernas Esperanton. – «Imparo l’esperanto.» | L’italiano scrive «esperanto» con la minuscola, ma in esperanto Esperanto è un nome proprio. Gli aggettivi angla, franca e quasi tutti i nomi di nazionalità (anglo, usonano) restano minuscoli; solo i nomi in -o come Esperanto e Ido hanno la maiuscola (PMEG). |
Domande frequenti
Quali errori in esperanto cambiano il significato di una frase?
Parecchi: lian al posto di sian (la moglie di un altro, non la propria), -ata al posto di -ita («viene chiusa» invece di «è chiusa»), una -n di direzione che manca (dentro la stanza invece che nella stanza) e una doppia negazione (la frase diventa positiva).
Perché chi parla italiano confonde -ig- e -iĝ-?
Perché l’italiano usa lo stesso verbo nei due modi, «il film comincia» e «comincio il film», e per altri verbi si appoggia al «si» («la porta si apre»). L’esperanto ha La pordo malfermiĝis e Mi malfermis la pordon. Le coppie sono elencate in -ig- e -iĝ-.
I nomi delle lingue in esperanto si scrivono con la maiuscola?
Solo i nomi che finiscono in -o, come Esperanto, Ido e Latino. Le forme aggettivali come angla e franca e la maggior parte dei nomi di nazionalità (anglo, usonano) di norma sono minuscole.
Come posso controllare il mio esperanto?
Controlla in ogni frase la -n su ogni oggetto, -j e -n su ogni aggettivo, la forma -ig-/-iĝ- giusta, sia solo per il soggetto, ol, ke e ĉu al posto giusto e il pronome soggetto davanti a ogni verbo. Poi leggi ad alta voce per verificare l’accento.
Fonti
- PMEG: N – regole di base, N per l’oggetto, N per la direzione, A-vortoj, Singolare e plurale
- PMEG: Verbi con -iĝ-, Modo neutro (infinito), Tempo nel discorso indiretto, E-vortoj, Participi come A-vortoj, Suffisso -ad-
- PMEG: Verbi di significato simile (ŝati, plaĉi), Verbi senza soggetto, Pasivo – regole di base (de + agente), Da – regole di base
- PMEG: Si nelle frasi semplici, Kiu, Domande come proposizioni subordinate, Negazione, Esclamazioni
- PMEG: Kiel e ol, Da, Je, Po, La davanti ai nomi di lingua, Lettere maiuscole, Pronuncia
- Reta Vortaro (ReVo): aktuala, eventuala, simpatio, humana, kompati, fino, apetito, komerco
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