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Grammatica

Proposizioni relative in esperanto: kiu, kiun, kio, kies

L’esperanto non ha un «che» per tutto: kiu descrive un nome, ke enuncia un fatto e -n dipende dal ruolo di kiu nella sua proposizione.

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Una proposizione relativa esperanto comincia con una parola in ki-, di solito kiu, che sta al posto del nome descritto: La libro, kiun mi legas, estas bona. – «Il libro che sto leggendo è bello.» Kiu significa «che», «chi» e «il quale» in una parola sola. Prende -j quando il nome è plurale e -n quando è l’oggetto dentro la sua stessa proposizione. Il PMEG le chiama rilataj subfrazoj.

La proposizione sta subito dopo il suo nome. Come in italiano, e a differenza dell’inglese, la parola relativa non si omette mai: «il libro che ho letto» è la libro, kiun mi legis.

Quale parola relativa usare

Il nome che descriviSi usaEsempio
una persona o una cosa, soggetto della relativakiu, kiujLa viro, kiu loĝas tie, estas mia onklo. – «L’uomo che abita lì è mio zio.»
una persona o una cosa, oggetto della relativakiun, kiujnLa libroj, kiujn mi legas, estas bonaj. – «I libri che sto leggendo sono belli.»
una persona o una cosa dopo una preposizionepreposizione + kiula amiko, kun kiu mi parolis – «l’amico con cui ho parlato»
un possessorekiesla knabino, kies patro estas kuracisto – «la ragazza il cui padre è medico»
tio, ĉio, io, nenio o un’intera ideakio, kionĉio, kion vi diris – «tutto ciò che hai detto»
un luogo o un tempokie, kien, kiamla urbo, kie mi naskiĝis – «la città dove sono nato»
un modo, un tipo o una quantitàkiel, kia, kiomtiom da tempo, kiom vi bezonas – «tanto tempo quanto ti serve»

Dall’italiano all’esperanto: «che», «cui», «il quale», «chi»

L’italiano «che» è invariabile e fa da soggetto e da oggetto («l’uomo che vive qui», «il libro che leggo»); «cui» compare dopo una preposizione e come «il cui». L’esperanto distribuisce questi compiti in modo diverso.

ItalianoEsperantoEsempio
che (soggetto)kiu, kiujl’uomo che vive qui → la viro, kiu loĝas tie
che (oggetto)kiun, kiujnil libro che leggo → la libro, kiun mi legas
preposizione + cui, il qualepreposizione + kiul’amico con cui parlo → la amiko, kun kiu mi parolas
il cui, la cuikiesla ragazza il cui padre è medico → la knabino, kies patro estas kuracisto
ciò che, quello che, tutto ciò chetio, kio; ĉio, kiontutto ciò che hai detto → ĉio, kion vi diris
dovekiela città dove vivo → la urbo, kie mi loĝas
quandokiamil giorno in cui ci siamo incontrati → la tago, kiam ni renkontiĝis
chi (= colui che)kiuchi cerca trova → Kiu serĉas, trovas.
che (dopo «credo», «so»…)kecredo che tu abbia ragione → Mi pensas, ke vi pravas.

Due differenze contano più delle altre. Primo, kiu concorda in numero (kiuj al plurale) e prende -n quando è oggetto, mentre il «che» italiano non cambia mai. Secondo, «che» introduce anche un’affermazione («so che vieni»), e in esperanto questo è un altro compito, quello di ke (vedi più sotto).

Kiu, kiuj, kiun, kiujn

Kiu concorda in numero con il nome che sostituisce, come un aggettivo. Il suo -n (vedi l’accusativo) dipende solo dal suo compito nella relativa, mai dal compito del nome nella frase principale.

Compito di kiu nella sua proposizioneSingolarePlurale
soggettokiukiuj
oggettokiunkiujn
dopo una preposizionekun kiukun kiuj

Per scegliere la forma, trasforma la relativa in una frase a sé e guarda che cosa sostituisce kiu: da Mi legas la libron si ottiene la libro, kiun mi legas (oggetto, quindi -n); da La viro loĝas tie si ottiene la viro, kiu loĝas tie (soggetto, niente -n).

  • Mi vidis la knabon, kiu kantis. – «Ho visto il ragazzo che cantava.» Knabon è l’oggetto di vidis, ma kiu è il soggetto di kantis, perciò non ha -n.
  • La knabo, kiun mi vidis, kantis. – «Il ragazzo che ho visto cantava.» Ora knabo è il soggetto e kiun l’oggetto.

Preposizioni davanti a kiu

La preposizione sta direttamente prima di kiu, e la coppia apre la proposizione. L’inglese può lasciare la preposizione in fondo; l’esperanto no (PMEG), proprio come l’italiano.

ItalianoEsperanto
l’amico con cui ho parlatola amiko, kun kiu mi parolis
la stanza in cui dormiamola ĉambro, en kiu ni dormas
la stanza in cui sono entratola ĉambro, en kiun mi iris

Dopo una preposizione kiu non prende -n, tranne per il moto: en kiu è «in cui» (stato in luogo), en kiun è «dentro cui» (direzione).

Kio: dopo tio, ĉio, io e nenio

Quando il nome descritto è un correlativo in -o, si usa kio (oggetto: kion), non kiu:

  • Tio, kio okazis, estis stranga. – «Ciò che è successo era strano.»
  • Mi komprenis ĉion, kion vi diris. – «Ho capito tutto ciò che hai detto.»
  • Ŝi havas nenion, kion ŝi volas kaŝi. – «Non ha niente che voglia nascondere.»

Kio segue anche un aggettivo usato da solo come «la cosa»: la unua, kion mi lernis – «la prima cosa che ho imparato»; con un nome si torna a kiu: la unua vorto, kiun mi lernis. E kio può riprendere un’intera proposizione: Ŝi gajnis la konkurson, kio ĝojigis ĉiujn. – «Ha vinto il concorso, il che ha reso felici tutti.»

Kies: «il cui»

Kies corrisponde a «il cui, la cui». Non prende mai -j o -n; li prende il nome che lo segue:

  • La knabino, kies patro estas kuracisto, loĝas apud mi. – «La ragazza il cui padre è medico abita vicino a me.»
  • Jen la viro, kies hundon mi trovis. – «Ecco l’uomo il cui cane ho trovato.»

L’italiano «il cui» ha l’articolo e concorda con la cosa posseduta («i cui figli»); kies è sempre uguale e, a differenza di «il cui», non porta con sé l’articolo: kies infanoj. Kies indica soprattutto possesso e appartenenza. Per una parte presa da un gruppo si usa el kiuj: Mi havas tri katojn, el kiuj unu estas nigra. – «Ho tre gatti, uno dei quali è nero.»

Kie, kiam, kiel e le coppie tiu … kiu

Una parola in ki- risponde spesso a una parola in ti- dello stesso gruppo nella principale: per questo i correlativi formano una tabella.

PrincipaleRelativaEsempio
tiukiuTiu, kiu venis, estas mia frato. – «Colui che è venuto è mio fratello.»
tiokioMi aŭdis tion, kion vi diris. – «Ho sentito quello che hai detto.»
tiakiaMi serĉas tian ĉambron, kian vi priskribis. – «Cerco una stanza come quella che hai descritto.»
tie, tienkie, kienMi restos tie, kie vi estas. – «Resterò dove sei tu.»
tiamkiamVenu tiam, kiam vi povas. – «Vieni quando puoi.»
tielkielSkribu tiel, kiel vi parolas. – «Scrivi come parli.»

La parola in ti- si può omettere quando avrebbe la stessa forma di quella in ki-: Kiu serĉas, trovas. – «Chi cerca trova.» Se le forme sono diverse, deve restare: Mi konas tiun, kiu telefonis. – «Conosco quello che ha telefonato.» In questo senso non si può dire Mi konas, kiu telefonis, perché tiun prenderebbe -n e kiu no.

Dopo un nome, kie e kiam funzionano allo stesso modo: la tago, kiam ni renkontiĝis – «il giorno in cui ci siamo incontrati». Kie sostituisce spesso «in cui»: la ĝardeno, kie ni ludis = la ĝardeno, en kiu ni ludis («il giardino dove giocavamo»). Come parola relativa kial è raro: scrivi la kaŭzo, pro kiu ili foriris – «il motivo per cui se ne sono andati».

Ke o kiu?

L’italiano «che» fa tre lavori: descrive un nome («il libro che ho letto»), apre un’affermazione («so che hai ragione») e significa «che cosa?» nelle domande («che fai?»). L’esperanto li separa: kiu o kiun per il nome, ke per l’affermazione, kio per «che cosa». Ke non ha un significato proprio e segna soltanto l’inizio di una proposizione (PMEG). Vedi congiunzioni.

ItalianoEsperantoPerché
il libro che ho lettola libro, kiun mi legisIl libro è l’oggetto di «ho letto».
so che hai ragioneMi scias, ke vi pravas.Un’affermazione dopo un verbo di conoscenza.
la notizia che mi ha dato Annala novaĵo, kiun Anna rakontis al miLa notizia è l’oggetto di «ha raccontato».
la notizia che Anna vienela novaĵo, ke Anna venosLa proposizione spiega che cosa dice la notizia.

Per capire quale usare, rimetti il nome nella proposizione. Mi legis la libron funziona, quindi si usa kiun. Anna venos è già completo senza «notizia», quindi si usa ke.

Domande dentro una frase

Una domanda dentro una frase si apre con ĉu (sì o no) o con una parola in ki- e non prende il punto interrogativo; vedi domande e negazione.

  • Mi ne scias, ĉu ŝi venos. – «Non so se verrà.»
  • Mi ne scias, kiu venos. – «Non so chi verrà.»

Non usare se per il «se» del dubbio: l’italiano «se» copre sia la condizione sia il dubbio, l’esperanto li separa, con se per la condizione e ĉu per il dubbio. La stessa proposizione in ki- può essere una domanda o una relativa con tion omesso: Mi scias, kion vi diris significa «So che cosa hai detto» oppure «So la cosa che hai detto», con poca differenza (PMEG).

Le virgole

Il PMEG non fissa regole vincolanti per le virgole; una virgola va dove cade una pausa naturale, per esempio prima di una subordinata: Mi vidis katon, kiu dormis sur la tablo. – «Ho visto un gatto che dormiva sul tavolo.» Una proposizione in mezzo prende una virgola per lato: La viro, kiu loĝas tie, estas mia onklo. Si possono sempre mettere le virgole, anche intorno a una relativa che identifica il nome (PMEG). In italiano la relativa limitativa («l’uomo che abita lì») di norma non vuole la virgola, ma in esperanto non occorre toglierla.

La virgola va prima della preposizione, non prima di kiu: la amiko, kun kiu mi parolis, mai la amiko kun, kiu mi parolis.

Errori comuni

SbagliatoMeglioPerché
La libro, kiu mi legasLa libro, kiun mi legasKiu è l’oggetto di legas; il «che» italiano non cambia, kiu sì.
Mi vidis la viron, kiun kantis.Mi vidis la viron, kiu kantis.Kiu è il soggetto di kantis; il -n di viron non si copia.
La libro mi legasLa libro, kiun mi legasLa parola relativa non si può omettere.
La amiko, mi parolis kunLa amiko, kun kiu mi parolisLa preposizione va prima di kiu.
ĉio, kiu mi dirisĉio, kion mi dirisDopo ĉio si usa kio.
Mi pensas, kiu vi pravas.Mi pensas, ke vi pravas.Un’affermazione vuole ke.
Mi ne scias, se ŝi venos.Mi ne scias, ĉu ŝi venos.Ĉu è il «se» del dubbio, se è il «se» della condizione.

Esempi in frasi

  • La filmo, kiun ni vidis hieraŭ, estis tre amuza. – «Il film che abbiamo visto ieri era molto divertente.»
  • Mi havas amikon, kiu parolas kvin lingvojn. – «Ho un amico che parla cinque lingue.»
  • La urbo, en kiu mi naskiĝis, estas malgranda. – «La città in cui sono nato è piccola.»
  • La homoj, kun kiuj mi laboras, estas tre afablaj. – «Le persone con cui lavoro sono molto gentili.»
  • Jen la instruisto, kies lecionojn mi ŝatas. – «Ecco l’insegnante le cui lezioni mi piacciono.»
  • Ĉio, kion vi bezonas, estas en la sako. – «Tutto ciò di cui hai bisogno è nella borsa.»
  • Mi memoras la tagon, kiam ni unue renkontiĝis. – «Ricordo il giorno in cui ci siamo incontrati per la prima volta.»
  • Ŝi loĝas en la domo, kie loĝis ŝiaj geavoj. – «Lei abita nella casa dove abitavano i suoi nonni.»

Domande frequenti

Come si dicono «che», «chi» e «il quale» in esperanto?

Usa kiu per persone e cose e kiuj per il plurale: la viro, kiu venis. Dopo tio, ĉio, io e nenio usa kio. Il «che» italiano davanti a un’affermazione è ke.

Si usa kiu o kiun?

Usa kiun quando la parola è l’oggetto dentro la sua proposizione (la libro, kiun mi legas) e kiu quando è il soggetto (la viro, kiu loĝas tie).

In esperanto si può omettere il pronome relativo?

No. «Il libro che ho letto» deve essere la libro, kiun mi legis, e «l’amico con cui ho parlato» deve essere la amiko, kun kiu mi parolis.

Che differenza c’è tra ke e kiu?

Kiu descrive un nome e lo sostituisce dentro la proposizione. Ke apre soltanto una proposizione che dà un’affermazione o il contenuto di un nome: Mi scias, ke vi pravas; la fakto, ke li venis.

C’è una virgola prima di kiu?

Di solito sì: Mi vidis la viron, kiu loĝas tie. Il PMEG non fissa regole vincolanti, ma la virgola prima di una subordinata è l’abitudine normale.

Fonti

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