Esperantopedia

Grammatica

Congiunzioni in esperanto: kaj, sed, aŭ, ke, se, ĉar

Sei parole uniscono elementi di pari grado, dieci aprono una proposizione subordinata – e ke, la più importante, non ha un significato proprio.

Aggiornato: 7 min di lettura

L’esperanto ha 16 congiunzioni negli elenchi del PMEG: sei coordinanti, che uniscono elementi di pari grado (kaj, aŭ, sed, nek, plus, minus), e dieci che aprono una proposizione subordinata (ke, ĉu, se, ĉar, kvankam, dum, ĝis, kvazaŭ, apenaŭ, ol). Quattordici vengono dal Fundamento (1905); plus e minus furono aggiunte nel 1974. Non cambiano mai forma e stanno subito prima di ciò che uniscono o introducono.

Tutte le congiunzioni dell’esperanto

ParolaSignificatoTipoStatoEsempio
kajecoordinanteFundamentopano kaj butero – «pane e burro»
aŭo, oppurecoordinanteFundamentoteo aŭ kafo – «tè o caffè»
sedmacoordinanteFundamentomalgranda, sed forta – «piccolo ma forte»
nekné, e noncoordinanteFundamentonek mi, nek vi – «né io né tu»
pluspiùcoordinanteOA 8 (1974)du plus tri – «due più tre»
minusmenocoordinanteOA 8 (1974)kvin minus du – «cinque meno due»
kechesubordinanteFundamentoMi scias, ke vi venos. – «So che verrai.»
ĉuse (dubitativo)subordinanteFundamentoMi ne scias, ĉu li venos. – «Non so se verrà.»
sese (condizionale)subordinanteFundamentoSe pluvos, mi restos. – «Se pioverà, resterò.»
ĉarperché, poichésubordinanteFundamentoMi restas, ĉar mi malsanas. – «Resto perché sono malato.»
kvankambenché, sebbenesubordinanteFundamentoKvankam li malsanas, li laboras. – «Benché sia malato, lavora.»
dummentresubordinanteFundamentoDum mi kuiras, vi legas. – «Mentre io cucino, tu leggi.»
ĝisfinché, fino a quandosubordinanteFundamentoAtendu, ĝis mi revenos. – «Aspetta finché non torno.»
kvazaŭcome sesubordinanteFundamentoŜi ridas, kvazaŭ ŝi scius. – «Ride come se sapesse.»
apenaŭappenasubordinanteFundamentoApenaŭ mi alvenis, ŝi foriris. – «Appena sono arrivato, lei è andata via.»
oldi, che (nei paragoni)subordinanteFundamentopli alta ol mi – «più alta di me»

Stato: Fundamento = la grammatica e l’Universala Vortaro resi vincolanti nel 1905; OA 8 = l’Ottava Aggiunta Ufficiale (Oficiala Aldono) dell’Accademia. Dum e ĝis sono anche preposizioni. Tamen «tuttavia» e tial «perciò» collegano idee ma sono avverbi (avverbi, correlativi); a differenza di sed, possono spostarsi all’interno della loro proposizione.

Unire elementi di pari grado: kaj, aŭ, sed, nek

  • Kaj unisce parole, sintagmi o proposizioni dello stesso tipo, mai una principale con una subordinata (PMEG). In un elenco le virgole sostituiscono kaj, tranne prima dell’ultimo elemento: supon, salaton kaj fromaĝon – «una zuppa, un’insalata e del formaggio».
  • Aŭ offre alternative, di solito «l’una o l’altra», a volte «o entrambe». Il PMEG sconsiglia kaj/aŭ. Dopo una negazione aŭ funziona come nek: Li neniam fumas aŭ drinkas. – «Non fuma né beve mai.»
  • Sed segna un contrasto e, dopo una parte negata, dà la verità al suo posto: Mi ne trinkas kafon, sed teon. – «Non bevo caffè, ma tè.» Può aprire una frase: Sed kio okazis poste? – «Ma che cosa è successo dopo?»
  • Nek significa «e anche non» e segue una proposizione che ha già ne o una parola in neni-: Mi ne vidis lin, nek ŝin. – «Non ho visto lui, né lei.» Significa soltanto «e anche non», mai «nemmeno» (per quello c’è eĉ ne, PMEG).
  • Plus e minus sono soprattutto aritmetiche. Plus può anche sostituire kaj nelle somme: dek eŭrojn plus kvindek cendojn – «dieci euro più cinquanta centesimi».

Quattro parole esistono anche in coppia. Un nek doppio non richiede un altro ne (regola 12 delle 16 regole: una sola negazione per proposizione).

CoppiaSignificatoEsempio
kaj … kajsia … sia, e … eKaj Petro kaj Anna laboras. – «Sia Pietro sia Anna lavorano.»
aŭ … aŭo … o, nient’altroAŭ vi helpas, aŭ vi foriras. – «O aiuti, o te ne vai.»
nek … nekné … néNek mi nek vi scias. – «Né io né tu lo sappiamo.»
ĉu … ĉuche … o no, non importaĈu pluvas, ĉu ne, ni iros. – «Che piova o no, andremo.»

Congiunzioni subordinanti

  • Ke segna soltanto l’inizio di una proposizione (PMEG), che non prende mai -n. Dopo i verbi di volontà, richiesta, ordine e consiglio il verbo esce in -u: Mi volas, ke vi helpu. – «Voglio che tu aiuti.» I fatti usano i tempi normali: Mi scias, ke vi helpas.
  • Le parole in ki- (kiu, kie, kiam, kiel, kial…) aprono relative e interrogative indirette: Mi ne scias, kiam li venos. – «Non so quando verrà.»
  • Se con -as/-is/-os indica una possibilità reale, con -us una immaginata: Se mi havas tempon, mi helpos. / Se mi havus tempon, mi helpus. – «Se ho tempo, aiuterò.» / «Se avessi tempo, aiuterei.»
  • Kvankam: quando la sua proposizione viene per prima, la principale aggiunge spesso tamen: Kvankam mi estas laca, mi tamen laboras. – «Benché io sia stanco, lavoro comunque.»
  • Dum serve per due azioni che durano insieme, kiam per «quando» in generale.
  • Ĝis vuole una proposizione che indichi un momento: Mi restis, ĝis li ekdormis. – «Sono rimasto finché non si è addormentato.»
  • Kvazaŭ paragona con qualcosa di immaginato, perciò il suo verbo è di solito in -us. Le proposizioni con apenaŭ stanno prima della principale.

Combinazioni con ke e ol

Soltanto cinque preposizioni sono generalmente accettate direttamente davanti a ke: por, sen, anstataŭ, malgraŭ e krom (PMEG). Con le altre si aggiunge tio: pri tio, ke; per «perché» e «prima» vedi sotto.

CombinazioneSignificatoEsempio
por keaffinché, perché (scopo)Mi skribas klare, por ke ĉiuj komprenu. – «Scrivo con chiarezza perché tutti capiscano.»
sen kesenza cheOni ne povas malfermi ĝin, sen ke ĝi rompiĝus. – «Non si può aprirlo senza che si rompa.»
anstataŭ keinvece di (fare)Anstataŭ ke ŝi respondas, ŝi ridas. – «Invece di rispondere, ride.»
malgraŭ kenonostante, anche se (più forte di kvankam)Ni iris, malgraŭ ke pluvis. – «Siamo andati nonostante piovesse.»
krom ketranne cheĜi estas bona, krom ke ĝi kostas multe. – «È buono, tranne che costa molto.»
antaŭ olprima che, prima diLavu la manojn, antaŭ ol vi manĝos. – «Lavati le mani prima di mangiare.»
post kiamdopo chePost kiam ni manĝis, ni promenis. – «Dopo che abbiamo mangiato, abbiamo fatto una passeggiata.»
eĉ seanche se, pure seMi venos, eĉ se pluvos. – «Verrò anche se pioverà.»
ju … despiù … piùJu pli vi legas, des pli vi lernas. – «Più leggi, più impari.»

Con lo stesso soggetto, antaŭ ol regge l’infinito: antaŭ ol manĝi. In ju … des, ju sta nella prima parte e des nella seconda, ciascuno con pli o malpli.

Ĉar e pro tio ke

Il PMEG definisce ĉar come «pro tio ke», quindi il significato è lo stesso; tial ke è un terzo equivalente. Ĉar è la forma più breve, e una proposizione con ĉar può anche stare da sola per spiegare la frase precedente. Quando viene per prima, la principale può cominciare con tial: Ĉar pluvis, tial ni restis hejme. – «Poiché pioveva, siamo rimasti a casa.» Davanti a un sostantivo si usa la preposizione pro: pro la pluvo – «a causa della pioggia». Tial significa «per questo motivo», non «perché».

Ke, ĉu e se

Ke introduce un’affermazione: Mi scias, ke li venos. Ĉu introduce dentro una frase una domanda a cui si risponde sì o no e significa «se»: Mi ne scias, ĉu li venos. Per una domanda su un dettaglio si usa una parola in ki-. Vedi domande e negazione.

L’italiano «se» copre sia «se (dubitativo)» sia «a condizione che»; l’esperanto li separa. Li diros, ĉu li venos – «Dirà se verrà.» Li diros, se li venos – «Se verrà, ce lo dirà.»

Nel discorso indiretto il verbo conserva il tempo delle parole originali: Li diris: «Mi estas laca» diventa Li diris, ke li estas laca (PMEG). Vedi verbi.

Ordine delle parole e virgole

Una congiunzione sta subito prima di ciò che unisce. Una subordinata può seguire la principale, precederla o inserirsi al suo interno: Mi restas hejme, se pluvas. = Se pluvas, mi restas hejme. Anche una proposizione con ke può aprire la frase: Ke ŝi pravas, mi ne dubas. – «Che lei abbia ragione, non lo metto in dubbio.» Dentro la proposizione l’ordine è libero come altrove, ma una parola in ki- o ĉu viene per prima (ordine delle parole).

L’esperanto non ha regole vincolanti sulla virgola (PMEG). Chi scrive la mette dove cade una pausa naturale, di solito prima di una subordinata e tra principali unite: Ili manĝis, sed ili ne satiĝis. – «Hanno mangiato, ma non si sono saziati.»

Che cosa cambia per chi parla italiano

Molte congiunzioni italiane hanno un equivalente diretto, ma alcune si dividono in più parole, e l’esperanto non ha il congiuntivo: usa l’indicativo, il modo volitivo in -u e il condizionale in -us.

In italianoIn esperantoAttenzione
«se» (dubitativo): «Non so se viene»ĉu: Mi ne scias, ĉu li venas.Se esiste soltanto per la condizione: tradurre «Non so se viene» con se è un errore
«perché» (causa, domanda, scopo)ĉar (causa), kial (domanda), por ke (scopo)Tre parole per una: Kial vi restas? Ĉar mi malsanas. – «Perché resti? Perché sono malato.»
«finché non torno»ĝis mi revenosNiente ne: la negazione italiana pleonastica non si traduce
«prima che / prima di»antaŭ olMai antaŭ ke: Lavu la manojn, antaŭ ol vi manĝos.
«più alto di / che»olUna sola parola, davanti a sostantivo, pronome o proposizione: pli alta ol mi
«Voglio che tu venga» (congiuntivo)Mi volas, ke vi venu (-u)Il modo volitivo -u sostituisce il congiuntivo dopo verbi di volontà, richiesta e ordine
«Benché sia malato» (congiuntivo)Kvankam li malsanasDopo kvankam il verbo resta all’indicativo
«Se avessi tempo, ti aiuterei»Se mi havus tempon, mi helpus.Una sola forma in -us nelle due parti, dove l’italiano ne ha due

Altre due abitudini italiane vanno corrette. L’italiano permette di tacere che dopo verbi d’opinione («Penso sia giusto»), mentre in esperanto ke resta: Mi pensas, ke vi pravas. E di norma non si mette la virgola davanti a che completivo («So che vieni»), mentre in esperanto la si scrive quasi sempre prima di ke.

Errori frequenti

ErroreMeglioPerché
Mi pensas vi pravas.Mi pensas, ke vi pravas.Tieni ke; il PMEG nota che cade solo a volte, quasi solo nel discorso indiretto.
Li diris, ke li estis laca. (disse «sono stanco»)Li diris, ke li estas laca.Il discorso indiretto conserva la forma verbale originale.
Li demandis, se mi venos.Li demandis, ĉu mi venos.Se è «se» condizionale, ĉu è «se» dubitativo.
pro ke, antaŭ ke, post keĉar; antaŭ ol; post kiamSolo cinque preposizioni sono generalmente accettate davanti a ke.
Ju pli rapide, ju pli bone.Ju pli rapide, des pli bone.La seconda parte vuole des.
Kvankam mi estas laca, sed mi laboras.Kvankam mi estas laca, mi tamen laboras.Niente sed dopo kvankam.
Mi restis, ĝis li dormis.Mi restis, ĝis li ekdormis.Ĝis vuole un momento, e niente ne.

Esempi in frasi

  • Mi trinkas kafon, kaj mia edzino trinkas teon. – «Io bevo caffè e mia moglie beve tè.»
  • Ĉu vi volas teon aŭ kafon? – «Vuoi tè o caffè?»
  • Li estas juna, sed tre sperta. – «Lui è giovane, ma molto esperto.»
  • Mi havas nek tempon nek monon. – «Non ho né tempo né denaro.»
  • Mi scias, ke vi pravas. – «So che hai ragione.»
  • Ŝi demandis, ĉu ni venos. – «Ha chiesto se saremmo venuti.»
  • Se morgaŭ pluvos, ni restos hejme. – «Se domani pioverà, resteremo a casa.»
  • Ni ne iris al la plaĝo, ĉar estis malvarme. – «Non siamo andati in spiaggia perché faceva freddo.»
  • Kvankam li estis laca, li daŭre laboris. – «Benché fosse stanco, ha continuato a lavorare.»
  • Mi skribas al vi, por ke vi sciu, ke ĉio estas en ordo. – «Ti scrivo perché tu sappia che va tutto bene.»

Domande frequenti

Quante congiunzioni ha l’esperanto?

Sedici negli elenchi del PMEG: sei coordinanti e dieci che aprono subordinate. Quattordici sono nel Fundamento; plus e minus risalgono al 1974.

Qual è la differenza tra ĉar e pro tio ke?

Nessuna nel significato: il PMEG definisce ĉar come «pro tio ke». Ĉar è più breve, e la sua proposizione può anche stare da sola come spiegazione.

Qual è la differenza tra ke e ĉu?

Ke introduce un’affermazione (Mi scias, ke li venos). Ĉu introduce dentro una frase una domanda a cui si risponde sì o no (Mi ne scias, ĉu li venos).

«Se» in esperanto è se o ĉu?

Se è il «se» di una condizione; ĉu è il «se» di una domanda indiretta. Scambiarli cambia il significato.

Come si dice «perché» in esperanto?

Dipende dal senso: ĉar per la causa («perché piove»), kial per la domanda («perché piove?») e por ke per lo scopo («perché tutti capiscano»).

In esperanto c’è la virgola prima di ke?

Di solito sì, perché la virgola segna la pausa naturale prima di una subordinata. Il PMEG precisa che non ci sono regole vincolanti.

Fonti

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