Esperantopedia

Grammatica

Comparativo e superlativo in esperanto: pli, plej, ol

Con pli, plej e ol confronti qualsiasi aggettivo, e nessuna forma è irregolare: niente «migliore», «peggiore» o «maggiore».

Aggiornato: 7 min di lettura

L’esperanto confronta con piccole parole separate, non con desinenze. Pli significa «più», plej «il più», malpli «meno», malplej «il meno», ol «di, che» nei paragoni e kiel «come». Quindi «più grande di» è pli granda ol e «il più grande» è la plej granda. Dentro l’aggettivo non cambia nulla e nessuna forma è irregolare: «migliore» è pli bona e «il migliore» è la plej bona.

Gli schemi in sintesi

SignificatoSchemaEsempioTraduzione
più … dipli … olLa elefanto estas pli granda ol la muso.«L’elefante è più grande del topo.»
meno … dimalpli … olTiu libro estas malpli malfacila ol ĉi tiu.«Quel libro è meno difficile di questo.»
il piùla plej … elŜi estas la plej saĝa el miaj amikoj.«È la più saggia tra i miei amici.»
così … cometiel … kielMi estas tiel alta kiel mia patro.«Sono alto come mio padre.»
più … piùju pli …, des pli …Ju pli frue, des pli bone.«Prima è, meglio è.»

Comparativo: pli … ol

Metti pli subito prima dell’aggettivo o dell’avverbio e ol prima di ciò con cui confronti. Pli non cambia mai, ma l’aggettivo conserva i suoi soliti -j e -n (sostantivi e aggettivi). Come l’italiano «più» davanti a ogni aggettivo (più grande, più bello), l’esperanto usa pli sempre, qualunque sia la parola, e senza forme speciali.

Parola baseComparativoSuperlativo
bona «buono»pli bona «migliore»la plej bona «il migliore»
malbona «cattivo»pli malbona «peggiore»la plej malbona «il peggiore»
granda «grande»pli granda «più grande, maggiore»la plej granda «il più grande, il maggiore»
bone «bene»pli bone «meglio»plej bone «meglio di tutti»
rapide «velocemente»pli rapide «più velocemente»plej rapide «più velocemente di tutti»
  • Mia frato estas pli juna ol mi. – «Mio fratello è più giovane di me.»
  • Mi vidis pli grandajn domojn. – «Ho visto case più grandi.»
  • Ŝi kantas pli bone ol mi. – «Canta meglio di me.» Gli avverbi si confrontano allo stesso modo (avverbi).

Che cosa segue ol

Dopo ol una parola prende la forma che avrebbe nella frase completa (PMEG). Un soggetto non ha desinenza, un oggetto prende -n (accusativo). Per verificare, completa mentalmente la frase.

FraseSignificato
Mi amas vin pli ol li.«Ti amo più di quanto ami lui.» (ol li amas vin)
Mi amas vin pli ol lin.«Ti amo più di quanto amo lui.» (ol mi amas lin)
Mi ŝatas kafon pli ol teon.«Mi piace il caffè più del tè.»

L’italiano «ti amo più di lui» è ambiguo; l’esperanto lo scioglie con la desinenza: ol li contro ol lin. Davanti a un numero, pli ol e malpli ol significano «più di» e «meno di», e il sostantivo prende la desinenza che serve all’intera espressione: Mi havas pli ol dek librojn. – «Ho più di dieci libri.»

Superlativo: la plej … el

Plej sta prima dell’aggettivo, di solito con la, perché il superlativo indica normalmente una cosa unica. Il gruppo a cui appartiene segue el – «tra, di». Funzionano anche parole di luogo come en.

  • Ŝi estas la plej saĝa el miaj amikoj. – «È la più saggia tra i miei amici.»
  • Ŝi kuras plej rapide. – «Corre più veloce di tutti.» (senza la con un avverbio)
  • Tio estas la dua plej alta turo en la urbo. – «Quella è la seconda torre più alta della città.»

Per esattamente due cose è naturale la pli, e el la du si può omettere: Li estas la pli juna el la du fratoj. – «È il più giovane dei due fratelli.»

Meno e il meno: malpli, malplej

Malpli e malplej sono pli e plej rovesciati da mal-: Teo estas malpli forta ol kafo. – «Il tè è meno forte del caffè.» Ma malpli e pli mal- non sono sempre intercambiabili. La coppia del PMEG: Li estas malpli bela ol vi – «È meno bello di te» – è un complimento a te, mentre Li estas pli malbela ol vi – «È più brutto di te» – è un insulto a lui. L’italiano fa la stessa distinzione.

Uguaglianza: tiel … kiel, same … kiel

SchemaEsempioTraduzione
tiel … kiel – così … comeMia fratino estas tiel forta kiel mi.«Mia sorella è forte come me.»
ne tiel … kiel – non così … comeTeo ne estas tiel forta kiel kafo.«Il tè non è forte come il caffè.»
same … kiel – altrettanto … quantoŜi parolas same bone kiel mi.«Parla bene quanto me.»
sama … kiel – lo stesso … cheMi aĉetis la saman libron kiel vi.«Ho comprato lo stesso libro che hai comprato tu.»
tiom da … kiom – tanto … quantoNi havas tiom da tempo, kiom ni bezonas.«Abbiamo tanto tempo quanto ci serve.»

Tiel si omette spesso davanti a kiel: Ŝi kantas kiel birdo. – «Canta come un uccello.» Zamenhof scriveva tiel same kiel; oggi la forma più breve same kiel è normale, e samkiel è una forma abbreviata accettata (PMEG). Tiel e kiel indicano il grado, tiom e kiom la quantità, come «così… come» e «tanto… quanto» in italiano. Una parola dopo kiel segue la stessa regola del ruolo che dopo ol.

Confrontare quantità: pli da, malpli da

Per «più di qualcosa» collega la cosa contata con da (preposizioni). Il sostantivo dopo da non prende -n, nemmeno come oggetto; un plurale mantiene il suo -j. In italiano si dice «più caffè» senza preposizione, mentre in esperanto serve da.

  • Mi volas pli da kafo. – «Voglio più caffè.»
  • Mi havas pli da libroj ol vi. – «Ho più libri di te.»
  • Ŝi havas malpli da tempo ol mi. – «Ha meno tempo di me.»

Pli da libroj confronta quantità. Pli ol dek libroj confronta con un numero.

Più forte e più debole

ParolaSignificatoEsempioTraduzione
multe plimolto piùŜi estas multe pli alta ol mi.«È molto più alta di me.»
ankoraŭ pli, eĉ pliancora piùHodiaŭ estas ankoraŭ pli varme.«Oggi fa ancora più caldo.»
tremoltotre granda«molto grande»
trotroppotro granda«troppo grande»

Rafforza pli con multe, non con tre: multe pli granda (PMEG), come l’italiano «molto più grande». Plej non significa mai «molto»; quello è tre. Attenzione: plej è il «più» del superlativo relativo («il più bello»), non il superlativo assoluto in «-issimo»: «bellissimo» si dice tre bela o belega, non plej bela.

Il suffisso -eg- ingrandisce il significato dentro la parola, come «-issimo»: varma – «caldo» → varmega – «caldissimo», bona → bonega – «ottimo», bone → bonege. Non è un comparativo: bonega non significa «migliore».

Di quanto: differenze e multipli

Una misura della differenza prende -n: Mia fratino estas tri jarojn pli aĝa ol mi. – «Mia sorella ha tre anni più di me.» L’italiano usa la preposizione («più grande di tre anni»), l’esperanto la desinenza -n senza preposizione. Per i multipli si usa fojojn: Ĝi estas dek fojojn pli rapida ol la malnova. – «È dieci volte più veloce di quello vecchio.»

Più … più: ju … des

Ju apre la prima parte e des la seconda, ciascuna con pli o malpli (congiunzioni). L’italiano ripete «più… più»; l’esperanto non ripete la stessa parola, perciò non calcare «più… più» con pli … pli.

  • Ju pli mi lernas, des pli mi ŝatas la lingvon. – «Più imparo, più mi piace la lingua.»
  • Ju pli mi pensas pri tio, des malpli mi komprenas. – «Più ci penso, meno capisco.»

Il più possibile: kiel eble plej

Kiel eble plej chiede il grado più alto possibile, come «il più… possibile»: Venu kiel eble plej baldaŭ. – «Vieni il prima possibile.» Esiste anche la forma in una sola parola plejeble. Il più morbido kiom eble significa «per quanto possibile»: Mi kiom eble evitas sukeron. – «Evito lo zucchero per quanto posso.»

Per chi parla italiano: che cosa cambia

  • Una sola parola per «di» e «che». L’italiano sceglie tra «più alto di me» e «più bello che intelligente»; l’esperanto usa sempre ol: pli alta ol mi, pli bela ol inteligenta.
  • Nessuna forma irregolare. «Migliore», «peggiore», «maggiore», «minore», «meglio» e «peggio» sono pli bona, pli malbona, pli granda, pli malgranda, pli bone e pli malbone.
  • «Più» corrisponde a tre parole. Pli indica il grado (più alto), plu la continuazione («non lavora più» = Li ne laboras plu) e plus l’addizione («due più tre» = du plus tri).
  • «-issimo» non è plej. «Bellissimo» si dice tre bela o belega; la plej bela è «il più bello».
  • Il pronome resta com’è. Dopo «di» e «come» l’italiano usa «me», «te», «lui» («alto come me»); in esperanto la forma dipende dal ruolo nella frase completa: kiel mi, ol mi, senza -n.

Errori comuni

SbagliatoGiustoPerché
bonpli, bona plipli bonaPli è una parola separata davanti all’aggettivo.
pli bona kiel mi, pli bona ke mipli bona ol mi«Di, che» è ol; kiel serve per l’uguaglianza.
Petro estas pli alta ol min.Petro estas pli alta ol mi.Dopo ol la parola ha il ruolo che avrebbe nella frase completa: un soggetto, quindi niente -n.
Mi ŝatas kafon pli ol teo.Mi ŝatas kafon pli ol teon.L’oggetto confrontato mantiene -n.
tre pli grandamulte pli grandaTre non rafforza pli.
Mi havas pli da librojn.Mi havas pli da libroj.Niente -n dopo da.

Esempi in frasi

  • Mia nova telefono estas pli malpeza ol la malnova. – «Il mio nuovo telefono è più leggero di quello vecchio.»
  • Ĉi tiu estas la plej bona kafo en la urbo. – «Questo è il miglior caffè della città.»
  • Julio estas la plej varma monato de la jaro. – «Luglio è il mese più caldo dell’anno.»
  • Mia filino legas pli multe ol mi. – «Mia figlia legge più di me.»
  • Hodiaŭ estas malpli varme ol hieraŭ. – «Oggi fa meno caldo di ieri.»
  • Ŝia aŭto estas same rapida kiel la mia. – «La sua macchina è veloce quanto la mia.»
  • Ju pli longe mi atendas, des pli nervoza mi iĝas. – «Più a lungo aspetto, più divento nervoso.»
  • En la klaso estas pli da knabinoj ol da knaboj. – «In classe ci sono più ragazze che ragazzi.»

Domande frequenti

Come si dicono «migliore» e «il migliore» in esperanto?

Pli bona è «migliore» e la plej bona è «il migliore». Per gli avverbi: pli bone «meglio», plej bone «meglio di tutti». «Peggiore» e «il peggiore» sono pli malbona e la plej malbona. Non ci sono forme irregolari.

Si dice pli … ol o pli … kiel?

Pli … ol. Ol significa «di» o «che» dopo pli e malpli. Kiel si usa per l’uguaglianza: tiel … kiel, same … kiel.

Come si dice «più … più …» in esperanto?

Usa ju pli … des pli …: Ju pli frue, des pli bone. – «Prima è, meglio è.» Ju … ju non è corretto.

Qual è la differenza tra pli e plu?

Pli indica grado o quantità: Li laboras pli ol mi. – «Lavora più di me.» Plu indica continuazione: Li ne laboras plu. – «Non lavora più.» Zamenhof spiegò così la coppia (ReVo). L’italiano «più» le copre entrambe.

Fonti

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