Esperantopedia

Grammatica

Interiezioni in esperanto: ho, ve, hura, nu e onomatopee

Soltanto nove interiezioni sono ufficiali; il resto, da aha a tik tak, sono parole libere che chiunque può coniare.

Aggiornato: 7 min di lettura

L’esperanto ha nove interiezioni ufficiali: adiaŭ, bis, fi, ha, he, ho, hura, nu e ve. Un’interiezione è una parola breve che esprime un sentimento o richiama l’attenzione. Sta fuori dalla grammatica ordinaria: non ha desinenza, non prende il caso, non si lega alle altre parole della frase, ma spesso forma da sola un’intera espressione (PMEG). Tutte le altre – aha, hej, oj, hm e le parole che imitano animali e rumori – non sono ufficiali, e il PMEG dice che chi parla può crearne liberamente.

Formule come Saluton! e Dankon! sembrano simili ma non sono interiezioni: sono sostantivi all’accusativo, spiegati più avanti.

Le nove interiezioni ufficiali

Sei erano già nel Fundamento del 1905 (nell’Universala Vortaro o nell’Ekzercaro). Tre furono aggiunte più tardi dal Comitato linguistico e dall’Accademia di Esperanto: he (1909), hura (1921) e bis (1929).

ParolaEsprimeStatoEsempio
adiaŭaddio, soprattutto per una lunga separazioneFundamento 1905Mi diris adiaŭ al la malnova domo. – «Ho detto addio alla vecchia casa.»
bis«bis!»: richiesta di ripetere un’esibizione4ª Aggiunta Ufficiale, 1929“Bis!” kriis la publiko. – «“Bis!” gridò il pubblico.»
fidisprezzo, disgustoFundamento 1905Fi, kiel abomene! – «Puah, che schifo!»
hameraviglia, sorpresaFundamento 1905Ha, kiel bele! – «Ah, che bello!»
herichiamo dell’attenzione1ª Aggiunta Ufficiale, 1909He, Petro, atendu min! – «Ehi, Pietro, aspettami!»
hoqualunque sentimento intenso; anche davanti a un’invocazioneFundamento 1905Ho, Dio! kion vi faras! – «Oh Dio, che cosa fai!»
huragioia, approvazione, entusiasmo3ª Aggiunta Ufficiale, 1921Hura! Ni gajnis! – «Urrà! Abbiamo vinto!»
nu«su, dai, beh»: segue qualcosa di notevoleFundamento 1905Nu, iru pli rapide! – «Dai, vai più veloce!»
vedolore o rimpianto; anche minacciaFundamento 1905Ve, mi perdis la ŝlosilon! – «Ahimè, ho perso la chiave!»

Gli esempi di fi, ha, ho e nu vengono dall’Ekzercaro di Zamenhof (§ 26). Stato e date seguono l’Akademia Vortaro dell’Accademia.

Nu: la parola per tutti gli usi

Nu annuncia che segue qualcosa che merita attenzione. Il PMEG elenca molti usi, tra cui:

  • impazienza: Nu, iru pli rapide! – «Dai, vai più veloce!»
  • consenso: Nu, bone, mi venos. – «Beh, va bene, verrò.»
  • esitazione: Nu... mi ne scias. – «Mah... non so.»
  • rassegnazione: Nu, tia estas la vivo. – «Eh, così è la vita.»
  • consolazione: Nu, nu, ĉio estos bone. – «Su, su, andrà tutto bene.»

Il ReVo aggiunge che nu ha anche un senso di congiunzione; un «!» o dei puntini «...» subito dopo segnalano l’interiezione.

Ho, ha, he e ve

Ho è la più generale. È frequente davanti a un’invocazione (ho, Dio!) e in combinazioni come ho ve e he ho. Ha è più vicina alla meraviglia; raddoppiata, ha ha imita la risata. He richiama l’attenzione di qualcuno. Ve esprime dolore e può essere un avvertimento: Ve al vi, se vi tion faros! – «Guai a te, se lo farai!»

Adiaŭ e bis nella pratica

Il PMEG osserva che adiaŭ si usa poco nella pratica. Di solito si dice ĝis (la) revido! o ĝis!, che presuppongono un nuovo incontro; vedi i saluti. Bis è limitato all’ambito artistico e musicale ed è anch’esso raro; si preferisce dire pli, plian o denove.

Interiezioni non ufficiali

Il PMEG ne elenca più di quaranta come esempi e aggiunge che forme e significati cambiano secondo chi parla e la situazione, perciò le spiegazioni non vanno prese troppo alla lettera. Non ufficiale non significa sbagliato: sono parole normali nel parlato e nello scritto.

ParolaEsprimeEsempio
loun richiamo, usato solo nella chiamata telefonica ha loHa lo, ĉu vi aŭdas min? – «Pronto, mi senti?»
holaun richiamoHola! Ĉu iu estas hejme? – «Ehilà! C’è qualcuno in casa?»
hojun richiamo da lontanoHoj! Ni estas ĉi tie! – «Ehilà! Siamo qui!»
hejincoraggiamento, invito a divertirsiHej, ni dancu! – «Su, balliamo!»
hopinvito a saltareHop! Super la barilon! – «Hop! Oltre la recinzione!»
stop«alt!»Stop! Ne iru plu! – «Stop! Non andare oltre!»
ahaaccorgersi di qualcosa di atteso o sospettatoAha, tial vi ne venis! – «Aha, ecco perché non sei venuto!»
ehecomprensione improvvisaEhe, nun mi komprenas! – «Ah, ora ho capito!»
ohosorpresaOho, kiom da homoj! – «Oho, quanta gente!»
aĥforte sorpresa o rammaricoAĥ, kia domaĝo! – «Ah, che peccato!»
aj, aŭdoloreAj, mia piedo! – «Ahi, il mio piede!»
ojamaro rammarico o doloreOj, mi perdis ĉion! – «Oh povero me, ho perso tutto!»
ba, bafnoncurante rifiutoBa, tio ne gravas. – «Bah, non importa.»
beconfusione (anche il belato di una pecora)Be... mi ne komprenas. – «Ehm... non capisco.»
hmuna pausa per pensare, dubbio, disaccordo, un finto colpo di tosseHm, mi devas pripensi. – «Hm, devo pensarci.»
ufsollievo dopo uno sforzo (fu: lo stesso, o una risata soffocata)Uf, finfine finite! – «Uff, finalmente finito!»
hupaura improvvisaHu! Kio estis tio? – «Uh! Che cos’era?»
hu hagrande eccitazione–
o kejassenso, «okay»O kej, ni iru. – «Okay, andiamo.»
amen, haleluja, hosanaesclamazioni religiose dell’ebraismo e del cristianesimo–

Aŭ «ahi» si scrive come la congiunzione aŭ «o»; il contesto le distingue. Hej nell’elenco del PMEG non è un saluto: per «ciao» si dice Saluton!.

Versi di animali e parole onomatopeiche

Le onomatopee sono la parte più libera della lingua. Il PMEG dice che le regole grammaticali non valgono per loro e che possono infrangere le solite regole sui suoni: sss ha tre consonanti identiche e nessuna vocale.

ParolaImita o si usa per
ŭail pianto di un neonato; l’abbaiare di un cane
hot, hotoincitare un cavallo o allontanare una mucca
huŝ, tjuscacciare gli animali
gik gakun’anatra
hu huun gufo
kluk klukuna gallina; anche, come glu glu, l’acqua che esce da una bottiglia
kŭaks, brekekekeksun rospo
kva, kvakuna rana
kvivitun uccellino che cinguetta
glu glu gluun tacchino
puf, pumil tonfo di una caduta
sssun sibilo
tik takun orologio meccanico
  • Puf! La libro falis de la breto. – «Tonf! Il libro è caduto dallo scaffale.»
  • La anaso diras “gik gak”, kaj la rano diras “kva”. – «L’anatra fa “gik gak” e la rana fa “kva”.»

Qualsiasi radice può perdere la desinenza e diventare un’esclamazione o un suono. Il PMEG porta halt! (da halti), ek! «via!», eks! «via quella cosa!» e help!. I verbi danno suoni perdendo la desinenza, a volte con modifiche: kraki → krak!, plaŭdi → plaŭ!, boji → boj!, tinti → tin tin!, pafi → pif, paf!. Il PMEG consiglia di farlo con parsimonia e solo con radici di una vocale, perché un semplice rapid! lascerebbe incerto l’accento.

Parole derivate dalle interiezioni

Un’interiezione ufficiale non ha desinenza, ma alcune hanno parole derivate con desinenze normali (vedi formazione delle parole). Queste forme sono confermate dal PMEG o dal ReVo:

InteriezioneParole derivateSignificato
adiaŭadiaŭi, adiaŭo, adiaŭadire addio; un addio; d’addio (aggettivo)
bisbisigridare «bis!», chiedere una ripetizione
fifiaspregevole; fi- è anche un prefisso: fihomo «un individuo vile»
hurahurao, huraiun grido di gioia; gridare «urrà» (ReVo)
veveo, vei (anche veadi), vea, hejmveoun grido di dolore; lamentarsi; doloroso; nostalgia di casa
stopstopifermare
hophopisaltellare su un piede
  • Ni adiaŭis niajn amikojn en la stacidomo. – «Abbiamo salutato i nostri amici in stazione.»
  • La infanoj huraas. – «I bambini gridano “urrà”.»

Il PMEG e il ReVo non riportano derivati di he, ho e nu, perciò non inventarli.

Saluton e Dankon non sono interiezioni

Saluton! «Salve!» e Dankon! «Grazie!» sembrano esclamazioni, ma sono sostantivi con la desinenza dell’accusativo. Il PMEG li tratta come frasi abbreviate: Saluton! = (Mi donas al vi) saluton «(Ti do) un saluto» e Dankon! = (Mi donas al vi) dankon «(Ti do) un ringraziamento». Lo stesso vale per Bonan matenon! – «(Ti auguro) un buon mattino!». La -n segna l’oggetto di un verbo che non si pronuncia più. Per le risposte vedi le formule di cortesia.

Altre espressioni che sembrano interiezioni ma non lo sono:

  • Jes, ne, jen sono particelle simili ad avverbi (avverbi).
  • Pardonu!, Bonvolu!, Helpu! sono imperativi in -u.
  • Kia bela tago! è costruita con un correlativo; il PMEG mette Kia ĝoja festo! tra le frasi abbreviate, non tra le interiezioni.

Per chi parla italiano: interiezioni a confronto

Molte interiezioni esperanto somigliano a quelle italiane, ma l’ortografia gioca brutti scherzi. L’elenco che segue è un nostro confronto approssimativo, non un’equivalenza ufficiale.

EsperantoPiù vicino in italianoAttenzione
ha, he, ho«ah», «ehi», «oh»In italiano la h è muta e sta in fondo (ah, eh, oh); in esperanto sta all’inizio ed è un soffio che si pronuncia
aj«ahi»Stessa funzione, stesso suono: dolore
ve«ahimè»Dolore o rimpianto, ma anche minaccia: «guai a…»
hura«urrà», «evviva»L’italiano «urrà» ha l’accento sull’ultima sillaba, come la pronuncia diffusa hu-RA
bis«bis»È la stessa parola: richiesta di replica a un concerto o a uno spettacolo
adiaŭ«addio»Ambedue indicano un congedo lungo o definitivo; per un saluto quotidiano si dice ĝis
nu«su», «dai», «beh»Una sola parola per più usi italiani
fi«puah»Disprezzo e disgusto
uf«uff», «uffa»Sollievo dopo lo sforzo, per l’esperanto; in italiano anche fastidio

Attenzione a un falso amico di scrittura: ha e ho non sono i verbi italiani «ha» e «ho» (da «avere»), ma interiezioni, con la h ben pronunciata.

Anche i versi di animali e rumori cambiano da lingua a lingua. L’italiano e l’esperanto ne hanno di diversi per lo stesso suono:

SuonoEsperantoItaliano
anatragik gak«qua qua»
caneŭa«bau bau»
orologiotik tak«tic tac»
gattomjaŭ«miao»

Anche la classificazione differisce. La grammatica italiana conta tra le interiezioni improprie parole come «ciao», «buongiorno» e «arrivederci» (Treccani), mentre per l’esperanto il PMEG tratta Saluton! e Dankon! come frasi abbreviate, non come interiezioni.

Pronuncia e ortografia

Normalmente l’accento cade sulla penultima vocale (vedi l’alfabeto): HU-ra, A-ha, HO-la. Il PMEG osserva che le interiezioni hanno spesso un accento diverso da quello suggerito dalla scrittura. In tal caso consiglia di dividere o riscrivere la parola perché la grafia corrisponda al suono.

ParolaAccento secondo la regolaPronuncia comuneGrafia adatta
huraHU-rahu-RAhu ra
holaHO-laho-LAho la
aha, ehe, ohoA-ha, E-he, O-hoa-HA, e-HE, o-HOa ha, e he, o ho
o kejO-kejo-KEJo kej, non okej
miaŭMI-aŭmi-AŬmjaŭ

La chiamata telefonica è ha lo, sempre detta «ha-LO». Scritta halo, si leggerebbe come l’ordinario sostantivo halo, accentato HA-lo. La lettera ŭ segue normalmente a o e, ma nel 2023 l’Accademia l’ha accettata in altre posizioni nelle esclamazioni e nelle onomatopee, come in ŭa e kŭaks.

Uso e cultura

  • Molte citazioni del ReVo per ve, ho, nu e hura vengono dalle traduzioni di Zamenhof da Andersen, Schiller e dall’Antico Testamento. La sua Preĝo sub la Verda Standardo («Preghiera sotto la Bandiera Verde») usa ho nell’invocazione di un «potente Mistero incorporeo».
  • Il PMEG descrive ha lo come un richiamo usato soprattutto al telefono. Il ReVo, citando una guida all’uso, vi preferisce saluton.

Esempi in frasi

  • Ho, kia bela vespero! – «Oh, che bella serata!»
  • Ha, jen vi estas! – «Ah, eccoti!»
  • He, atendu min! – «Ehi, aspettami!»
  • Nu, kion ni faru nun? – «Beh, che cosa facciamo adesso?»
  • Ve, la lasta buso jam foriris! – «Ahimè, l’ultimo autobus è già partito!»
  • Fi, kia malpura ĉambro! – «Bleah, che stanza sporca!»
  • Hura, morgaŭ komenciĝas la ferioj! – «Evviva, domani iniziano le vacanze!»
  • Post la koncerto ĉiuj kriis: Bis! Bis! – «Dopo il concerto tutti gridavano: Bis! Bis!»
  • Adiaŭ, kara amiko! – «Addio, caro amico!»
  • Aj, mi tranĉis mian fingron! – «Ahi, mi sono tagliato il dito!»

Domande frequenti

Quante interiezioni ha l’esperanto?

Nove sono ufficiali: adiaŭ, bis, fi, ha, he, ho, hura, nu, ve. Molte altre non sono ufficiali, e chi parla può inventare liberamente parole onomatopeiche.

Saluton è un’interiezione?

No. È il sostantivo saluto «saluto» con la desinenza dell’accusativo -n, abbreviazione di Mi donas al vi saluton. Dankon funziona allo stesso modo.

Come si dice «ahi» in esperanto?

Si usa aj! o aŭ! per il dolore. Oj! esprime amaro rammarico o dolore.

Qual è la parola esperanto per «urrà» o «evviva»?

Hura! È un’interiezione ufficiale, aggiunta nel 1921. Gridare «urrà» si dice hurai: La infanoj huraas.

Le interiezioni possono prendere desinenze?

Alcune sì: veo, adiaŭi, bisi, fia, hurai. Altre, come ho e nu, non hanno forme derivate standard.

Dove cade l’accento in hura e aha?

Secondo la regola su HU-ra e A-ha. Molti dicono hu-RA e a-HA; il PMEG suggerisce allora di scrivere hu ra e a ha.

Fonti

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