Sull’esperanto
Unua Libro (1887): il primo libro dell’esperanto spiegato
Un opuscolo di circa 40 pagine in russo, firmato con uno pseudonimo, diede il via a tutto il movimento esperantista – ecco che cosa conteneva.
L’Unua Libro («Primo libro») è l’opuscolo con cui L. L. Zamenhof presentò per la prima volta l’esperanto. Uscì a Varsavia in russo il 26 luglio 1887 con lo pseudonimo Doktoro Esperanto e contava circa 40 pagine. Conteneva una lunga prefazione, otto cedole di promessa, una grammatica di 16 regole e un dizionario di 917 radici. Zamenhof rinunciò a ogni diritto personale sulla lingua, quindi sia il libro sia la lingua sono stati fin dall’inizio patrimonio di tutti.
Dati essenziali
| Titolo russo | Международный язык. Предисловие и полный учебник – «Lingua internazionale. Prefazione e manuale completo» |
| Autore | Ludwik Lejzer Zamenhof, come Doktoro Esperanto («dottor Speranzoso») |
| Stampatore ed editore | Chaim Kelter, Varsavia |
| Data | 26 luglio 1887 (14 luglio nel calendario giuliano, allora in uso in Russia) |
| Lunghezza | 42 pagine secondo il conteggio di Korĵenkov (l’UEA dice 40); le pagine 41 e 42 contengono solo il permesso di traduzione e l’indirizzo dell’autore |
| Contenuto | Prefazione, 8 cedole di promessa, alfabeto e 16 regole, un dizionario di 917 radici |
| Prezzo | 15 copechi, secondo Wikipedia in esperanto e in polacco |
| Pagato con | La dote della fidanzata di Zamenhof, su consiglio del padre di lei |
Il nome Unua Libro fu dato più tardi, dopo che nel 1888 Zamenhof pubblicò il Dua Libro («Secondo libro»). La parola Esperanto divenne il nome della lingua verso il 1889, quando i lettori cominciarono a usare per essa lo pseudonimo dell’autore. Nel 1887 la lingua era semplicemente «la lingua internazionale» (lingvo internacia).
Per chi parla italiano il nome è quasi trasparente. Esperanto si scompone in esper·ant·o: la radice esper- è di origine romanza, della stessa famiglia dell’italiano «sperare» e «speranza»; -ant- è il suffisso del participio presente attivo, come in «sperante»; -o segna il sostantivo. Doktoro Esperanto si legge quindi quasi alla lettera «dottore, colui che spera». Vedi i participi.
Come nacque la pubblicazione del libro?
Zamenhof aveva pronta la lingua nella primavera del 1885 e passò due anni a cercare un editore. Il padre della sua fidanzata Klara Silbernik suggerì di pagare la stampa con la dote di lei, e lo stampatore varsaviano Chaim Kelter accettò. La coppia si fidanzò il 30 marzo e si sposò il 9 agosto 1887.
La censura russa approvò il testo una prima volta il 2 giugno 1887 e lo approvò di nuovo il 26 luglio (14 luglio nel calendario giuliano). Questa seconda data si festeggia come il compleanno dell’esperanto – vedi il Giorno di Zamenhof e il Giorno dell’esperanto. Per la storia prima e dopo il libro leggi la storia dell’esperanto e la vita di L. L. Zamenhof.
Che cosa c’era nell’Unua Libro?
Secondo la biografia di riferimento di Aleksander Korĵenkov, l’edizione russa era organizzata così:
| Pagine | Parte |
|---|---|
| 3–30 | Prefazione (Antaŭparolo), la parte più lunga, con i testi di esempio |
| 31–34 | Otto cedole di promessa staccabili |
| 35–40 | Il «manuale completo»: l’alfabeto e 16 regole, otto sulle parti del discorso e otto generali |
| 41 | Il permesso di tradurre l’opuscolo in altre lingue |
| 42 | L’indirizzo dell’autore |
| Foglio sciolto | Un grande foglio ripiegato con un dizionario di 917 radici, stampato su entrambi i lati |
La prefazione: perché una lingua internazionale?
Zamenhof sosteneva che il mondo avesse bisogno di una seconda lingua neutrale per attenuare i conflitti tra i popoli. Indicava tre ostacoli che progetti precedenti come il volapük non avevano superato: la lingua doveva essere così facile da potersi imparare quasi per gioco, doveva poter essere usata subito con chiunque, e andava trovato il modo di vincere l’indifferenza delle persone perché molti la imparassero insieme. Il terzo ostacolo portò alla promessa.
La grammatica e il dizionario
Le 16 regole sono le stesse che definiscono ancora oggi la lingua: un solo articolo, sostantivi in -o, aggettivi in -a, desinenze verbali per tempo, il plurale -j e la desinenza dell’oggetto -n. Per chi parla italiano, che ha una decina di forme di articolo (il, lo, la, l’, i, gli, le…), l’articolo unico la è già un bel risparmio. Nel 1905 le regole furono incluse nel Fundamento de Esperanto, che la Dichiarazione di Boulogne rese immutabile. Leggile in italiano semplice nelle 16 regole della grammatica dell’esperanto.
Il dizionario aveva 917 radici nell’edizione russa (Korĵenkov; UEA). Alcune fonti ne contano 947 aggiungendo le parole usate nei testi di esempio. Un patrimonio così piccolo funzionava perché gli affissi lo moltiplicavano – vedi la formazione delle parole.
I testi di esempio
La prefazione mostrava la lingua in uso con sei brevi testi:
- Patro nia – il Padre nostro.
- Un brano della Bibbia, i primi versetti di Genesi 1.
- Una lettera modello, scritta a un amico interamente in esperanto tranne il foglio di dizionario allegato, per verificare se si capiva.
- Mia penso – una poesia originale di Zamenhof.
- El Heine' – una poesia tradotta da Heinrich Heine, che comincia En sonĝo princinon mi vidis – «In sogno vidi una principessa».
- Ho, mia kor' – una seconda poesia originale, che comincia Ho, mia kor', ne batu maltrankvile – «Oh, cuore mio, non battere così inquieto».
Puoi leggere il Patro nia con la grafia del 1887 e una spiegazione nella pagina dei nostri testi di esempio. Nei testi di esempio le parti di ogni parola erano separate da virgole, perché un lettore che non sapeva nulla potesse cercare ogni parte nel foglio del dizionario.
Un dettaglio mostra quanto poco sia cambiato dal 1887. Nel libro le parole interrogative di tempo terminavano in -an: kian e tian, oggi kiam «quando» e tiam «allora». Zamenhof le cambiò in un supplemento al Dua Libro nel giugno 1888 – vedi i correlativi.
Qual era la promessa dell’Unua Libro?
Le otto cedole staccabili chiedevano ai lettori di firmare una promessa: Mi, subskribita, promesas ellerni la proponitan de d-ro Esperanto lingvon internacian, se estos montrita, ke dek milionoj personoj donis publike tian saman promeson. – «Io sottoscritto prometto di imparare la lingua internazionale proposta dal dott. Esperanto, se sarà dimostrato che dieci milioni di persone hanno fatto pubblicamente la stessa promessa.»
Zamenhof vedeva il problema che nessuno vuole imparare una lingua che nessuno parla, e provò a risolverlo con un voto collettivo. Promise di pubblicare i nomi dei dieci milioni in un libro a parte. L’obiettivo non fu mai raggiunto. Nel 1889 avevano firmato circa 1.000 persone, lo 0,01% della meta. Molti scrissero Senkondiĉe («senza condizioni») sulla loro cedola, intendendo che avrebbero imparato la lingua comunque. Zamenhof pubblicò i nomi di chi aveva firmato in diversi elenchi, l’ultimo nel 1909; un articolo dell’UEA conta in tutto 21.915 promesse.
Che cosa successe dopo l’Unua Libro?
- Traduzioni nel 1887. Kelter stampò edizioni in polacco, francese e tedesco prima della fine dell’anno, ciascuna per i propri lettori. Le fonti non concordano sulle date esatte, perciò indichiamo solo l’anno.
- Altre traduzioni. Le versioni inglesi uscirono nel 1888 e nel 1889; quella di Richard Geoghegan del 17 gennaio 1889 divenne lo standard. Seguirono ebraico, yiddish, svedese e lituano nel 1889, poi danese, bulgaro, italiano, spagnolo e ceco nel 1890.
- In Italia, 1890. Secondo Korĵenkov, nel 1890 uscì la traduzione italiana dell’Unua Libro; nel marzo dello stesso anno, a Crema, Daniele Marignoni pubblicò il primo manuale per italiani. La Federazione Esperantista Italiana nacque poi a Firenze, nel 1910 – vedi la storia dell’esperanto.
- Il Dua Libro, gennaio 1888. Il «Secondo libro» offrì ai lettori testi nella lingua stessa, in risposta alle centinaia di lettere ricevute da Zamenhof. È il primo libro scritto interamente in esperanto.
- Supplemento, giugno 1888. Zamenhof aveva chiesto critiche e promesso una «forma definitiva» dopo un anno. Per un periodo si fece perfino da parte, sperando che un congresso internazionale decidesse la forma della lingua. Il congresso previsto non ebbe mai luogo.
- Rivista e club. Il club linguistico di Norimberga lasciò il volapük per l’esperanto nel dicembre 1888 e la prima rivista, La Esperantisto, seguì nel 1889.
- Fundamento, 1905. Il primo Congresso universale di esperanto a Boulogne-sur-Mer fece del Fundamento la base vincolante della lingua, riprendendo gran parte dell’Unua Libro.
Dove si può leggere l’Unua Libro?
Il libro è di pubblico dominio e scansioni e trascrizioni sono liberamente disponibili online.
- Prima edizione originale in russo – scansione su Internet Archive, con download in PDF ed EPUB.
- Edizioni in polacco, francese e tedesco – scansioni su Internet Archive.
- Inglese – la traduzione di Richard Geoghegan del 1889, Dr. Esperanto's International Language, su Wikisource in inglese; esiste una lettura audio gratuita su LibriVox.
- Testo russo – su Wikisource in russo.
- Solo i passi in esperanto – il Tekstaro de Esperanto, una raccolta di testi, contiene tutti gli esempi in esperanto, con le vecchie parole di tempo in -an modernizzate.
Chi legge in italiano: cercando nelle scansioni di Internet Archive (ottobre 2026) non abbiamo trovato l’edizione italiana del 1890. Tra le edizioni online, quella in una lingua più vicina all’italiano è la francese, Langue internationale. Préface et manuel complet.
Se vuoi imparare l’esperanto invece di leggere la sua storia, non cominciare da questo opuscolo. Usa il nostro corso gratuito di 12 lezioni: l’Unua Libro è un documento storico.
Domande frequenti
Quando fu pubblicato l’Unua Libro?
Il 26 luglio 1887 a Varsavia (14 luglio nel calendario giuliano). La censura russa aveva approvato il testo una prima volta il 2 giugno 1887.
Chi scrisse l’Unua Libro e perché «Doktoro Esperanto»?
L. L. Zamenhof, un oculista. Firmò con lo pseudonimo Doktoro Esperanto, «dottor Speranzoso», cioè «colui che spera». Verso il 1889 i lettori cominciarono a chiamare la lingua Esperanto dal nome dell’autore.
Quante parole aveva l’Unua Libro?
Il suo dizionario conteneva 917 radici, secondo Korĵenkov e l’UEA. Alcune fonti ne contano 947 includendo le parole dei testi di esempio. Gli affissi trasformano poche centinaia di radici in migliaia di parole.
Esiste l’Unua Libro in italiano?
Secondo Korĵenkov una traduzione italiana uscì nel 1890. Nelle scansioni di Internet Archive (ottobre 2026) non l’abbiamo trovata; il testo è però leggibile online in russo, polacco, francese, tedesco e inglese, e i passi in esperanto sono nel Tekstaro de Esperanto.
L’Unua Libro è ancora esperanto corretto?
Quasi del tutto. Le 16 regole sono ancora valide. La differenza principale è che le parole interrogative di tempo terminavano in -an nel 1887 e furono cambiate in -am nel 1888.
Che cos’era la cedola di promessa?
Un biglietto nel libro su cui i lettori promettevano di imparare l’esperanto se altri dieci milioni avessero promesso lo stesso. Zamenhof non raccolse mai dieci milioni di nomi, ma le cedole portarono i primi studenti.
Fonti
- A. Korĵenkov, Zamenhof: The Life, Works and Ideas of the Author of Esperanto, Esperantic Studies Foundation (struttura del libro, promessa, edizioni)
- Wikipedia (en): Unua Libro; Vikipedio: Unua Libro; Wikipedia (pl): Unua Libro; Wikipedia (it): Unua libro; Wikidata: Unua Libro
- Zamenhof.info: Cronologia biografica (censura, edizioni, Dua Libro)
- UEA, La Unua Libro e Promes-slipoj
- Wikipedia (en), Dua Libro
- Tekstaro de Esperanto, Unua Libro (passi in esperanto)
- Internet Archive: prima edizione russa, polacca, francese, tedesca
- Wikisource: Dr. Esperanto's International Language (inglese) e Международный язык (russo); audio LibriVox
- Vikipedio, Esperanto-movado en Italio (primo manuale per italiani, Crema, 1890)
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