Sull’esperanto
Esperantisti famosi: chi parlava davvero esperanto?
Gli elenchi di «esperantisti famosi» mescolano parlanti reali e leggende. Qui ogni nome ha il tipo di legame e le prove.
Diverse persone note ebbero un legame documentato con l’esperanto, ma poche lo parlavano con fluidità. Daniel Bovet, premio Nobel per la medicina nel 1957, crebbe con questa lingua. L’economista Reinhard Selten (Nobel 1994) la parlava correntemente e vi scrisse un libro. Lev Tolstoj imparò a leggerla e la sostenne pubblicamente, J. R. R. Tolkien la imparò da adolescente e la appoggiò nel 1932, e papa Giovanni Paolo II fece gli auguri in esperanto. Molti altri nomi degli elenchi popolari – Tito, Ho Chi Minh, Einstein – sono esagerati o non provati.
Distinguiamo cinque tipi di legame: madrelingua (appreso dalla nascita), fluente (l’ha usato attivamente), appreso (l’ha studiato, con una certa capacità), scrisse (pubblicò in esperanto) e sostenitore (si espresse a favore senza conoscerlo davvero).
Quali persone famose hanno parlato esperanto?
| Persona | Nota come | Legame | Prove |
|---|---|---|---|
| Daniel Bovet (1907–1992) | Premio Nobel per la fisiologia o la medicina, 1957 | Madrelingua | Cresciuto con l’esperanto dal padre, lo psicologo Pierre Bovet |
| Reinhard Selten (1930–2016) | Premio Nobel per l’economia, 1994 | Fluente, scrisse | Esperantista dal 1959; coautore di Enkonduko en la Teorion de Lingvaj Ludoj (1995); cofondatore dell’Accademia Internazionale delle Scienze di San Marino |
| Lev Tolstoj (1828–1910) | Romanziere russo | Appreso (lettura), sostenitore | Disse di saper leggere l’esperanto dopo poche ore di studio; una lettera del 1894 a suo favore fu molto diffusa |
| J. R. R. Tolkien (1892–1973) | Autore del Signore degli Anelli | Appreso, sostenitore | L’imparò da adolescente; nel 1932 scrisse «A Philologist on Esperanto» per The British Esperantist |
| Papa Giovanni Paolo II (1920–2005) | Capo della Chiesa cattolica | Usò formule fisse | Auguri di Pasqua e di Natale in esperanto dal 1994 |
| George Soros (nato nel 1930) | Investitore e filantropo | Appreso da bambino | Cresciuto con la lingua dal padre, lo scrittore esperantista Tivadar Soros; lo status di madrelingua è controverso |
| Rudolf Carnap (1891–1970) | Filosofo | Appreso, usato | L’imparò da autodidatta a 14 anni; partecipò ai Congressi universali del 1908 e del 1924 |
| Judit e Susan Polgár | Grandi maestre di scacchi | Apprese da bambine | Istruite a casa dal padre László Polgár, soprattutto negli scacchi, con l’esperanto tra le loro lingue |
| Ba Jin (1904–2005) | Romanziere cinese | Imparò, scrisse | L’imparò negli anni Venti; scrisse opere originali in esperanto; vicepresidente della Lega esperantista cinese |
| Kenji Miyazawa (1896–1933) | Poeta giapponese | Appreso | Lo studiò dal 1926 e tradusse alcune sue poesie |
| Vasili Eroshenko (1890–1952) | Scrittore russo cieco | Fluente, scrisse, insegnò | Scrisse in esperanto e in giapponese; insegnò esperanto a Pechino nel 1921–23 |
| Josip Broz Tito (1892–1980) | Leader jugoslavo | Appreso brevemente | Disse di averlo studiato in prigione; sapeva leggerlo ma non conversare; patrono del Congresso universale del 1973 |
| William Shatner (nato nel 1931) | Attore | Solo le battute | Imparò a memoria foneticamente le battute del film Incubus (1966) |
Tolstoj parlava esperanto?
Sapeva leggerlo. In una lettera del 1894, poi pubblicata da riviste esperantiste e giornali di Odessa, Tolstoj scrisse che, ricevuti una grammatica e un dizionario di esperanto, riuscì a leggere liberamente la lingua dopo non più di circa due ore di studio (un’altra versione dice da tre a quattro). Definì l’impegno per diffondere l’esperanto una causa cristiana.
Il suo sostegno ebbe un prezzo. Nel 1895 la rivista La Esperantisto pubblicò un suo saggio in esperanto e la censura russa la vietò – vedi la storia dell’esperanto.
Tolkien sostenne l’esperanto?
Sì, per un periodo. Tolkien imparò l’esperanto prima del 1909; un quaderno di quell’anno circa contiene brevi testi in esperanto. Nel maggio 1932 The British Esperantist pubblicò la sua lettera «A Philologist on Esperanto», in cui ammetteva di non saperlo né scrivere né parlare bene, ma che si chiudeva con il consiglio «Back Esperanto loyally» («Sostenete lealmente l’esperanto»). Fu anche consulente onorario del comitato per l’istruzione della British Esperanto Association.
In seguito divenne scettico. In una lettera del 1956 definì volapük, esperanto, ido e novial «morti», perché nessuno aveva dato loro leggende. Si noti che il nevbosh, una lingua che Tolkien inventò con i cugini, non ha nulla a che vedere con l’esperanto.
Papa Giovanni Paolo II parlava esperanto?
Lo usò in pubblico, ma non ci sono prove che lo parlasse con fluidità. Nel 1991, alla Giornata mondiale della gioventù di Częstochowa, salutò i pellegrini in esperanto. Dalla Pasqua del 1994 incluse l’esperanto tra le lingue delle sue benedizioni Urbi et Orbi di Pasqua e di Natale, e Benedetto XVI proseguì l’usanza.
Il legame tra la Chiesa e l’esperanto ha radici italiane. Secondo la storia del movimento italiano, già nel 1910 l’arcivescovo di Bologna – il futuro papa Benedetto XV – si dichiarò favorevole all’esperanto; nello stesso anno papa Pio X benedisse il primo congresso degli esperantisti cattolici. Radio Vaticana ha avviato trasmissioni regolari in esperanto nel 1977.
Albert Einstein sostenne l’esperanto?
Solo in modo marginale e onorario. Einstein accettò di essere presidente onorario di un congresso del 1923 della SAT, l’associazione operaia esperantista, secondo gli archivi della SAT. La frase spesso citata «Per la comunicazione internazionale l’esperanto è la soluzione migliore» è attribuita erroneamente: appartiene a Leopold Einstein, un pioniere tedesco dell’esperanto degli anni Ottanta dell’Ottocento.
Quali nomi famosi sono leggende?
Alcune affermazioni popolari non reggono alla verifica:
- Ho Chi Minh – fonti esperantiste dicono che l’imparò a Londra intorno al 1914–17, ma non si sono trovate prove primarie affidabili.
- Josip Broz Tito – la storia che parlasse esperanto con il presidente austriaco Franz Jonas è una leggenda; lo stesso Tito disse di averlo studiato solo brevemente.
- Stalin – l’affermazione che studiasse l’esperanto si fonda soltanto su un’osservazione di Trockij.
- Kim Il-sung, Che Guevara, Liu Shaoqi – nessuna prova di conoscenza dell’esperanto.
- Jules Verne – iniziò un romanzo, Voyage d’études (1903), in cui un personaggio insegna l’esperanto, ma non ci sono prove che lo parlasse. Suo figlio eliminò i riferimenti all’esperanto quando terminò il libro.
Chi sono gli esperantisti famosi italiani?
Gli italiani documentati da fonti affidabili sono per lo più studiosi e dirigenti del movimento:
| Persona | Chi era | Legame con l’esperanto |
|---|---|---|
| Daniel Bovet (1907–1992) | Farmacologo svizzero naturalizzato italiano, Nobel 1957 | Madrelingua; visse e morì a Roma |
| Clarence Bicknell (1842–1918) | Inglese residente a Bordighera, noto come botanico | Si avvicinò all’esperanto nel 1897; fondò il gruppo di Bordighera (1910) e con Rosa Junck quello di Milano (1906) |
| Giorgio Canuto (1897–1960) | Professore di medicina legale a Torino | Vicepresidente della FEI dal 1928; presidente dell’UEA dal 1956 alla morte, nel 1960; la Fondazione Canuto dell’UEA porta il suo nome |
| Bruno Migliorini | Linguista, presidente dell’Accademia della Crusca | Socio onorario della Cattedra italiana di esperanto (1932) |
| Carlo Minnaja (nato nel 1940) | Matematico e lessicografo | Madrelingua; autore del dizionario italiano-esperanto (1996); membro dell’Accademia di Esperanto dal 1973 |
| Renato Corsetti (1941–2025) | Linguista, professore a Roma | Presidente dell’UEA dal 2001 al 2007 e poi della FEI; membro dell’Accademia di Esperanto dal 1998 |
| Giorgio Silfer (Valerio Ari, nato nel 1949) | Scrittore e organizzatore, nato a Milano | Cofondatore di Literatura Foiro (1970) e coautore del Manifesto di Raŭmo (1980) |
| Federico Gobbo (nato nel 1974) | Linguista, vive ad Amsterdam | Dal 2014 titolare della cattedra di Interlinguistica ed Esperanto all’Università di Amsterdam; membro dell’Accademia di Esperanto |
Non tutti gli italiani illustri erano favorevoli: nel 1954, nella delegazione italiana all’UNESCO che votò la risoluzione di Montevideo, il poeta Giuseppe Ungaretti era contrario all’esperanto, mentre Vittorino Veronese era a favore. Nel 2016, però, la FEI ha pubblicato una traduzione in esperanto di opere di Ungaretti (Vivo de Homo). Per altre figure del movimento italiano vedi dove si parla l’esperanto e le organizzazioni esperantiste.
Chi sono i personaggi famosi del mondo esperantista?
Nella comunità i nomi più noti sono scrittori e organizzatori più che celebrità:
- L. L. Zamenhof – ideatore della lingua; vedi la sua biografia.
- Hector Hodler (1887–1920) – giornalista svizzero che fondò l’Associazione Universale Esperanto nel 1908.
- Ivo Lapenna (1909–1987) – avvocato, presidente dell’UEA nel 1964–74, figura chiave dietro la risoluzione UNESCO del 1954.
- Claude Piron (1931–2008) – traduttore dell’ONU, psicologo e autore del romanzo per studenti Gerda malaperis!
- William Auld (1924–2006) – poeta scozzese, a quanto si dice candidato al Premio Nobel per la letteratura; vedi la letteratura in esperanto.
- Lidia Zamenhof (1904–1942) – figlia di Zamenhof, insegnante di esperanto, uccisa a Treblinka.
- Chuck Smith – esperantista americano che fondò Wikipedia in esperanto nel 2001 e guidò con altri la squadra del primo corso di esperanto su Duolingo.
Per chi imparò l’esperanto dalla nascita vedi i madrelingua dell’esperanto; per le organizzazioni costruite da queste persone vedi le organizzazioni esperantiste.
Domande frequenti
J. R. R. Tolkien parlava esperanto?
Non con fluidità. L’imparò da adolescente e sapeva leggerlo, e nel 1932 invitò pubblicamente a sostenere l’esperanto, ma scrisse di non saperlo né scrivere né parlare bene.
Quali premi Nobel hanno parlato esperanto?
Daniel Bovet (medicina, 1957) crebbe con l’esperanto, e Reinhard Selten (economia, 1994) fu un esperantista attivo e fluente che vi scrisse un libro insieme ad altri.
William Shatner parla esperanto?
No. Imparò foneticamente le battute in esperanto per il film Incubus del 1966, senza imparare la lingua.
George Soros parlava esperanto?
Sì, da bambino. Il padre Tivadar Soros, scrittore esperantista, lo crebbe con la lingua, e George partecipò al Congresso universale del 1947 a Berna. Se sia da considerare madrelingua è controverso.
Einstein parlava esperanto?
Non ci sono prove. Accettò un ruolo onorario a un congresso operaio esperantista del 1923, e la celebre citazione di Einstein sull’esperanto appartiene a Leopold Einstein, un’altra persona.
Ci sono esperantisti italiani famosi?
Sì: il Nobel Daniel Bovet, che crebbe con l’esperanto e visse a Roma; i presidenti dell’UEA Giorgio Canuto (1956–1960) e Renato Corsetti (2001–2007); il matematico e lessicografo Carlo Minnaja e il linguista Federico Gobbo. Il botanico inglese Clarence Bicknell, che viveva a Bordighera, promosse la lingua in Liguria e a Milano.
Fonti
- Wikipedia, Daniel Bovet, Reinhard Selten e Rudolf Carnap; Nobel Prize, Reinhard Selten – facts
- Vikipedio, Lev Tolstoj; Wikipedia, La Esperantisto
- Tolkien Library, «The Educational Value of Esperanto» – Tolkien in The British Esperantist; Tolkien and Esperanto; Wikipedia, J. R. R. Tolkien
- Vikipedio, Johano Paŭlo la 2-a; Wikipedia, International Union of Catholic Esperantists
- Wikipedia, George Soros e Tivadar Soros
- Vikipedio, Josip Broz Tito; La Ondo de Esperanto, su Tito e l’esperanto
- SAT-Amikaro, Albert Einstein, Esperanto kaj SAT; Vikipedio, Albert Einstein
- Wikipedia, László Polgár, Ba Jin, Kenji Miyazawa, Vasili Eroshenko, The Barsac Mission, Incubus (1966 film)
- Wikipedia, List of Esperanto speakers
- Vikipedio, Giorgio Canuto, Renato Corsetti, Carlo Minnaja, Giorgio Silfer e Federico Gobbo; Wikipedia (it), Clarence Bicknell, Daniel Bovet e Movimento esperantista italiano
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