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Homaranismo: l’idea di Zamenhof di un umanesimo neutrale

La filosofia che Zamenhof chiamò l’oggetto di tutta la sua vita e che tenne volutamente separata dall’esperanto.

Aggiornato: 7 min di lettura

Homaranismo (in inglese «Humanitism», in italiano lo si potrebbe rendere con «umanitarismo») è la filosofia di L. L. Zamenhof fondata sull’uguaglianza dei popoli, su una lingua neutrale e su un’unica regola comune: tratta gli altri come vorresti essere trattato. Nacque dall’Hilelismo («hillelismo»), pubblicato nel 1901 con lo pseudonimo Homo sum, e ricevette il suo nome nel 1906. Zamenhof la chiamò l’oggetto di tutta la sua vita, ma la tenne separata dall’esperanto, e il movimento esperantista, neutrale fin dalla Dichiarazione di Boulogne (1905), non la adottò mai. Non nacque alcun movimento e il congresso che aveva progettato per essa non si tenne mai.

Che cosa significa homaranismo?

La parola è hom·ar·an·ism·o: homaro «umanità», -an- «membro», -ism- «dottrina» – vedi i suffissi. Un homarano è un membro del genere umano e, nel senso di Zamenhof, un seguace della dottrina. Si legge ho-ma-ra-NIS-mo, con la h aspirata. Il Reta Vortaro definisce homaranismo il progetto di Zamenhof di una religione neutrale, che continua l’Hilelismo.

L’«umanitarismo» italiano ha però un altro uso comune, quello dell’azione umanitaria e dei soccorsi: l’homaranismo è invece una dottrina sull’uguaglianza dei popoli e sull’etica, non un’attività di aiuto.

EsperantoPronunciaSignificato
homaroho-MA-roumanità, genere umano
homaranoho-ma-RA-nomembro dell’umanità; seguace della dottrina
homaranismoho-ma-ra-NIS-mola dottrina di Zamenhof
Hilelismohi-le-LIS-moil precursore del 1901, dal saggio Hilelo (Hillel)

Da dove nacque l’homaranismo?

Nel 1901 Zamenhof pubblicò un libro in russo, Hilelismo («Hillelismo: un progetto per risolvere la questione ebraica»), firmato Homo sum, in latino «sono un essere umano». Hillel era un saggio dell’epoca di re Erode che riassunse la Legge così: non fare agli altri ciò che è odioso per te. Secondo il biografo Aleksander Korĵenkov, Zamenhof proponeva una piccola comunità ebraica con una religione purificata, libera da norme etniche, che usasse l’esperanto per l’insegnamento e per il culto. Tra gli ebrei russi suscitò poco entusiasmo.

Il primo Congresso universale di esperanto cambiò i suoi piani. Nell’agosto 1905 688 persone provenienti da circa 20 Paesi trascorsero una settimana parlando soltanto esperanto, e Zamenhof concluse che l’idea poteva funzionare per tutti. I disordini in Russia lo spinsero poi a pubblicare prima del congresso successivo.

DataChe cosa accadde
gennaio 1906Dogmoj de Hilelismo («Dogmi dell’hillelismo»), dodici punti, stampati in forma anonima su Ruslanda Esperantisto
1906 (marzo, secondo Korĵenkov)L’opuscolo Homaranismo, anonimo, San Pietroburgo: quasi lo stesso testo, con nuovo nome e nuova prefazione
1912All’ottavo Congresso universale, a Cracovia, Zamenhof rinuncia a ogni incarico ufficiale nel movimento
maggio 1913Deklaracio pri Homaranismo, dieci punti, con il suo nome
inizio 1917Un’ultima versione va a un traduttore in Germania; Zamenhof muore il 14 aprile

Zamenhof si rese conto che Hilelismo suonava troppo ebraico e che la sua prefazione era troppo legata alla Russia. L’opuscolo del 1906 dice che l’hillelismo riguardava un solo gruppo, mentre l’homaranismo riguardava tutti i popoli e tutte le religioni, e lo definisce celado al pura homeco kaj al absoluta intergenta justeco kaj egaleco – «aspirazione a una pura umanità e a una giustizia e un’uguaglianza assolute tra i popoli».

Quali sono i principi principali dell’homaranismo?

L’esposizione breve più completa è la Deklaracio pri Homaranismo del 1913, con un modulo di risposta per i lettori che volevano figurare come homaranoj. In sintesi:

PuntoIdea
IL’umanità è una sola famiglia; la sua divisione in popoli ostili e in comunità etnico-religiose è tra le sue più grandi disgrazie.
IILe persone vanno giudicate solo in base al valore personale e alle azioni; perseguitare qualcuno per etnia, lingua, religione o classe sociale è barbarie.
III–IVUn Paese appartiene in egual misura a tutti i suoi abitanti, e gli Stati dovrebbero avere nomi geograficamente neutri, non etnici.
VNella vita privata si usi qualsiasi lingua e religione; tra le comunità si usino una lingua e un’etica neutrali.
VI–VIIIAlla domanda «a quale popolo appartieni?» si risponde Mi estas Homarano – «Sono un homarano». Il patriottismo è servire tutti i propri concittadini, mai odiare gli estranei.
IXLa lingua è un mezzo, non un oggetto sacro. Oltre alla propria lingua, bisogna conoscerne una neutrale.
XLa religione dev’essere sincera, non ereditata. «Dio» è la Forza suprema e incomprensibile, che ognuno può interpretare liberamente; la regola fondamentale è trattare gli altri come si vorrebbe che trattassero noi.

Due frasi racchiudono il nucleo. Mi estas homo, kaj la tutan homaron mi rigardas kiel unu familion. – «Sono un essere umano e considero tutta l’umanità una sola famiglia.» E: Mi vidas en ĉiu homo nur homon. – «In ogni persona vedo soltanto una persona.»

Il testo del 1906 era più lungo: dodici punti, «templi homaranisti» dove si sarebbero incontrate persone di religioni diverse, nomi come Peterburgio per la Russia, e l’esperanto indicato come lingua neutrale. Nel 1913 Zamenhof eliminò i templi e l’elenco dei nomi di Paesi, aggiunse le comunità di liberi pensatori (liberkredaj, che non credono in alcuna religione rivelata esistente) e non nominò più l’esperanto.

L’homaranismo era la stessa cosa dell’esperanto?

No, e Zamenhof insistette su questa differenza. La Dichiarazione di Boulogne, accettata il 9 agosto 1905, dice: Ĉiu alia ideo aŭ espero, kiun tiu aŭ alia esperantisto ligas kun la Esperantismo, estos lia afero pure privata. – «Ogni altra idea o speranza che questo o quell’esperantista colleghi all’esperantismo sarà una sua questione puramente privata.» Le opinioni del creatore non vincolano nessuno; vincola soltanto il Fundamento. Aveva già rinunciato a ogni diritto personale sulla lingua nell’Unua Libro del 1887.

La sua prefazione del 1913 lo ripete. L’esperanto significa piena neutralità, e la sua «idea interna» è soltanto un vago sentimento di fratellanza, mentre l’homaranismo è un programma politico e religioso definito, mian kredon pure privatan – «la mia credenza puramente privata». Previde che i nemici dell’esperanto l’avrebbero usato come arma.

Come reagirono gli esperantisti?

Male. Korĵenkov riferisce che i non ebrei non gradivano il nome talmudico, gli atei trovavano il testo troppo religioso, i credenti lo giudicavano eretico e chi era assorbito dalla lotta di classe lo riteneva politicamente sbagliato. Louis de Beaufront lo attaccò su L’Espérantiste. Zamenhof rispose alla critica di un sacerdote scrivendo che gli homaranoj non volevano una nuova religione, ma solo un ponte tra quelle esistenti.

Due stretti sostenitori francesi, Émile Javal e Hippolyte Sebert, gli consigliarono di nascondere la propria paternità e, prima del congresso di Ginevra del 1906, lo convinsero a tagliare dal discorso la parte che legava l’«idea interna» all’homaranismo (Korĵenkov). Per un certo periodo parlò soltanto dell’«idea interna».

Che cos’era il congresso progettato da Zamenhof?

Voleva un incontro su una religione umana neutrale per chi aveva lasciato le fedi ereditate, dapprima in occasione del decimo Congresso universale di Parigi, nell’agosto 1914. Gli organizzatori parigini temevano la stampa nazionalista francese e rifiutarono. Poi la guerra annullò il congresso di Parigi.

Il 9 settembre 1914 chiese all’esperantista svizzero Friedrich Uhlmann di organizzare in Svizzera, nel 1915, un congresso per tutti coloro che aspiravano all’unità dell’umanità (Korĵenkov). Secondo Edmond Privat, la circolare per una riunione preparatoria più piccola indicava dicembre 1916, poi agosto 1917 e infine «dopo la fine della guerra». Non si tenne nulla; Zamenhof morì il 14 aprile 1917.

Che cosa accadde all’homaranismo dopo Zamenhof?

Non divenne un movimento. Pochi lettori firmarono il modulo di adesione, osserva Privat; secondo la Wikipedia in esperanto, molti pacifisti ne erano simpatizzanti. La più giovane dei suoi figli, Lidia Zamenhof (1904–1942), promosse l’homaranismo accanto all’esperanto e, dal 1925 circa, la fede baha’i; per il suo destino vedi Zamenhof. Gli storici studiano ancora la dottrina, in particolare Korĵenkov (Homarano, 2009) e Christer Kiselman. Altri legami tra esperanto e fede, come quello tra l’esperanto e lo spiritismo in Brasile, si svilupparono in modo indipendente.

Perché l’homaranismo è criticato?

  • Troppa attenzione a lingua e religione. Korĵenkov dice che Zamenhof, cresciuto nella Russia multilingue, trascurò il fatto che l’Europa occidentale era in gran parte monolingue e soppesò appena i fattori politici, economici e psicologici.
  • Classe. Ernest Drezen (1929) sostenne, da un punto di vista marxista, che l’homaranismo ignorava il conflitto di classe; «o classe sociale» fu aggiunto al testo solo entro il 1913.
  • Dettagli poco pratici. Privat dice che lo stesso Zamenhof abbandonò i Paesi rinominati perché inattuabili.
  • Tensione negli scopi. In una relazione scritta nel 1910 per il Congresso universale delle razze del 1911, Zamenhof sostenne che l’odio tra i popoli sarebbe scomparso solo quando l’umanità avesse condiviso una lingua e una religione, mentre i popoli avrebbero conservato le proprie in casa. Kiselman interpreta i suoi dubbi come un conflitto tra salvare gli ebrei e unire l’umanità.
  • Rischio per l’esperanto. Javal e Sebert temevano una scissione del movimento. Per le critiche alla lingua stessa vedi le critiche all’esperanto; per la storia più ampia, la storia dell’esperanto.

Domande frequenti

Che cos’è l’homaranismo?

La filosofia etica e religiosa di Zamenhof sull’unità dell’umanità: tutti i popoli uguali, persone giudicate dalle azioni, una lingua neutrale tra le comunità. Si sviluppò dall’Hilelismo (1901) tra il 1906 e il 1917.

L’homaranismo è una religione?

Zamenhof lo chiamò un programma politico e religioso, e il Reta Vortaro un progetto di religione neutrale. Negò di voler sostituire le religioni esistenti: ognuno doveva tenere la propria e aggiungere un’etica neutrale.

L’homaranismo coincide con l’«idea interna» dell’esperanto?

No. L’«idea interna» è una vaga speranza di fratellanza che molti esperantisti sentono. Nel 1913 Zamenhof scrisse che l’homaranismo è un programma preciso e privato, non una parte dell’esperanto.

Il congresso del 1915 si tenne?

No. Zamenhof lo chiese nel settembre 1914, ma la guerra lo rese impossibile. I piani successivi slittarono al 1916 e al 1917, ed egli morì nell’aprile 1917.

Esistono homaranoj oggi?

Oggi non esiste un movimento organizzato, anche se gli scritti di Zamenhof sull’argomento sono ancora studiati.

Fonti

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