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Città, indicazioni e trasporti in esperanto

Dai un nome a luoghi e mezzi, scegli fra iri e veturi, e aggiungi -n per trasformare «dove sei» in «dove vai».

Aggiornato: 5 min di lettura

Una città è urbo, una strada strato, e ci si sposta con iri «andare» o veturi «viaggiare con un mezzo». Le direzioni sono avverbi: dekstre significa «a destra» e dekstren «verso destra», perché la desinenza -n indica il moto. Questa pagina aggiunge il vocabolario della città e le direzioni alla tabella «Spostarsi» delle frasi per viaggiare, che copre biglietti, stazioni e le prime frasi per chiedere la strada. Le guide alla pronuncia dividono le parole in sillabe, le scrivono come le leggerebbe un italiano (ts = c, c / ci = ĉ, g / gi = ĝ, gh = g dura davanti a e e i, sc / sci = ŝ e sh davanti a consonante, i = j, u = ŭ; h si aspira: vedi l’alfabeto) e mostrano la sillaba accentata in maiuscolo.

Luoghi della città

ItalianoEsperantoPronunciaNota
cittàurboUR-bocome in «urbano»
cittadinaurbetour-BE-to-et- «piccolo»
villaggiovilaĝovi-LA-gio
capitaleĉefurboce-FUR-boĉef- «principale»
centro (città)urbocentro, centrour-bo-TSEN-tro, TSEN-tro
quartierekvartalokvar-TA-lo
stradastratoSTRA-to
piazzaplacoPLA-tso
pontepontoPON-to
incrociovojkruciĝovoi-kru-TSI-gio
semaforosemaforose-ma-FO-roil ReVo riporta anche trafiklumo
parcoparkoPAR-ko
bancabankoBAN-ko
ufficio postalepoŝtoficejoposh-to-fi-TSE-io
chiesa, luogo di cultopreĝejopre-GE-iopreĝi «pregare»
museomuzeomu-ZE-o
ospedalehospitalohos-pi-TA-lo
farmaciaapotekoa-po-TE-ko
supermercatosuperbazarosu-per-ba-ZA-rosuper- + bazaro «mercato»

Molti nomi usano -ej- «luogo»: preĝi dà preĝejo, halti «fermarsi» dà haltejo, e buso + haltejo dà bushaltejo «fermata dell’autobus». Flug- «volo» + haveno «porto» è flughaveno, «aeroporto». Vedi la formazione delle parole.

Una nota di pronuncia per chi parla italiano: in placo, centro, vojkruciĝo, stacidomo e biciklo la c si legge sempre «ts», come nella z di «pizza»: non è la c di «casa» né quella di «cena».

Mezzi e trasporti pubblici

ItalianoEsperantoPronunciaNota
automobileaŭtoAU-toabbreviazione di aŭtomobilo
autobusbusoBU-soabbreviazione di aŭtobuso
trenotrajnoTRAI-no
tramtramoTRA-mo
metropolitanametroome-TRO-o
biciclettabiciklobi-TSI-klobiciklisto «ciclista»
taxitaksiotak-SI-o
aereoaviadiloa-vi-a-DI-loaviado «aviazione» + -il- «strumento»
naveŝipoSCI-po
stazione ferroviariastacidomosta-tsi-DO-mo

Aŭtobuso, aviadilo e taksio vengono dalle Aggiunte Ufficiali dell’Accademia, non dall’elenco originale di parole del Fundamento.

Verbi di movimento

ItalianoEsperantoPronunciaEsempio
andareiriI-riMi iras al la parko. – Vado al parco.
viaggiare con un mezzoveturive-TU-riNi veturas per trajno. – Viaggiamo in treno.
andare a piedipiediripi-e-DI-riMi iras piede. – Vado a piedi.
volareflugiFLU-ghiMia fratino flugas al Romo. – Mia sorella vola a Roma.
arrivarealvenial-VE-niNi alvenos en Parizo je la deka. – Arriveremo a Parigi alle dieci.
partire, andarseneforirifo-RI-riLa buso foriras de la stacidomo. – L’autobus parte dalla stazione.
attraversaretransiritran-SI-riNi transiras la ponton. – Attraversiamo il ponte.
entrare, uscireeniri, elirie-NI-ri, e-LI-riŜi eniras en la muzeon. – Entra nel museo.

Iri è il verbo generale. Il ReVo lo definisce come muoversi con gli arti o con un veicolo, e veturi come andare senza camminare, portati da qualche mezzo. Perciò Li iros per buso «Andrà in autobus» è corretto, e veturi sottolinea il tragitto: ricorda la «vettura». L’italiano ha un solo «andare» per tutti e due i casi; in esperanto scegli iri per il caso generale e veturi quando conta il mezzo. Il mezzo si indica con per: per buso, per trajno, per biciklo. Il prefisso al- dà l’arrivo e for- la partenza; vedi i prefissi.

A sinistra, a destra e dritto

ItalianoEsperantoPronunciaNota
a destradekstreDEKS-treLuogo: La banko estas dekstre. – La banca è a destra.
verso destradekstrenDEKS-trenMoto: Iru dekstren. – Vada a destra.
a sinistramaldekstremal-DEKS-tremal- dà il contrario
verso sinistramaldekstrenmal-DEKS-tren
drittorekteREK-teSenza -n: Iru rekte. – Vada dritto.
avanti, indietroantaŭen, malantaŭenan-TAU-en, ma-lan-TAU-enrekte antaŭen «sempre dritto»
indietro (per la strada fatta)reenRE-entien kaj reen «andata e ritorno»; returne ha lo stesso senso
su, giùsupren, malsuprenSU-pren, mal-SU-pren
vicino, lontanoproksime, malproksimeprok-SI-me, mal-prok-SI-meproksime de la parko «vicino al parco»

Gli aggettivi sono dekstra e maldekstra: sur la dekstra flanko «sul lato destro». In reen la -n non si può togliere, perché ree significa «di nuovo». La stessa coppia, una forma per il luogo e una per la direzione, vale per tie e tien, kie e kien, hejme e hejmen; vedi gli avverbi e i correlativi.

Per chi parla italiano ci sono due punti da ricordare. «Sinistra» non ha una parola propria: è maldekstra, alla lettera «non-destra». E l’italiano «dove» serve sia per il luogo sia per il moto («Dove sei?», «Dove vai?»), mentre l’esperanto distingue: Kie vi estas? ma Kien vi iras?.

Nord, sud, est e ovest

ItalianoSostantivoPronunciaIn, a (-e)Verso (-en)
nordnordoNOR-donordenorden
sudsudoSU-dosudesuden
estorientoo-ri-EN-toorienteorienten
ovestokcidentook-tsi-DEN-tookcidenteokcidenten

Usa norde de per «a nord di»: La parko estas norde de la centro. – «Il parco è a nord del centro.» Usa -en per il moto: Ni veturas norden. – «Viaggiamo verso nord.» I sostantivi indicano le regioni: en la nordo de la lando «nel nord del Paese». «Est» e «ovest» sono oriento e okcidento, cioè «oriente» e «occidente».

Accanto, di fronte, dietro

EsperantoItalianoPronunciaEsempio
apudaccanto aA-pudapud la parko «accanto al parco»
kontraŭdi fronte a (anche «contro»)KON-traukontraŭ la banko «di fronte alla banca»
antaŭdavanti aAN-tauantaŭ la muzeo «davanti al museo»
malantaŭdietroma-LAN-taumalantaŭ la preĝejo «dietro la chiesa»
interfra, traIN-terinter la ponto kaj la placo «fra il ponte e la piazza»
ĉepresso, aCEĉe la semaforo «al semaforo»
ĝisfino aGISĝis la ponto «fino al ponte»

Altro sulle preposizioni.

Chiedere la strada

In italiano a uno sconosciuto si dà del «Lei»; in esperanto vi va sempre bene, perciò le traduzioni qui sotto usano la forma di cortesia.

EsperantoItaliano
Pardonu, kie estas la apoteko?Scusi, dov’è la farmacia?
Kiel mi iru al la muzeo?Come faccio ad arrivare al museo?
Ĉu la banko estas proksime?La banca è vicina?
Kien iras ĉi tiu tramo?Dove va questo tram?

Kiel mi iru? chiede alla lettera «Come dovrei andare?»: la desinenza -u esprime volontà, e il PMEG nota che una domanda come Ĉu ni iru…? funziona spesso come proposta cortese.

EsperantoItaliano
Iru rekte antaŭen ĝis la ponto.Vada sempre dritto fino al ponte.
Turniĝu dekstren ĉe la dua strato.Giri a destra alla seconda strada.
Ĉe la semaforo turniĝu maldekstren.Al semaforo giri a sinistra.
Transiru la straton kaj iru maldekstren.Attraversi la strada e vada a sinistra.
La muzeo estas apud la parko, kontraŭ la banko.Il museo è accanto al parco, di fronte alla banca.
Ĝi ne estas malproksime. Vi estos tie post kvin minutoj.Non è lontano. Sarà lì fra cinque minuti.

Dua «secondo» è un numero ordinale, formato da du con -a; vedi i numeri. Per «girare», cioè cambiare direzione, il ReVo dà turniĝi e sin turni «girarsi», mentre il semplice turni significa girare qualcosa, come una chiave.

Perché «en la urbon»? La direzione con -n

Luogo (senza -n)Direzione (-n)
Mi estas en la urbo. – Sono in città.Mi iras en la urbon. – Vado in città.
La infanoj kuras en la parko. – I bambini corrono nel parco.La infanoj kuras en la parkon. – I bambini entrano di corsa nel parco.
Li estas hejme. – È a casa.Li iras hejmen. – Va a casa.
Kie vi estas? – Dove sei?Kien vi iras? – Dove vai?

L’italiano usa la stessa preposizione per il luogo e per il moto («Sono in città», «Vado in città»): in esperanto la differenza sta tutta nella -n. Ci sono quattro modi per dire «Vado in città»:

EsperantoCome funziona
Mi iras al la urbo.La preposizione al significa già «a, verso», perciò niente -n. La scelta normale.
Mi iras en la urbon.Dentro la città: una preposizione di luogo più -n.
Mi iras urben.L’avverbio di luogo urbe «in città» più -n.
Mi veturos Parizon.Un nome più -n, come nel Fundamento. Il PMEG lo definisce raro e quasi arcaico; è normale al Parizo.

Non aggiungere mai -n dopo al, ĝis, el o de, che indicano già la direzione: ĝis la ponto, el la urbo. Con alveni il PMEG accetta sia alveni en Parizo sia alveni en Parizon. Le regole complete sono nella pagina sull’accusativo.

Domande frequenti

Come si dice «città» in esperanto?

Urbo. Una cittadina è un urbeto, la capitale è la ĉefurbo e un villaggio è un vilaĝo.

Qual è la differenza tra iri e veturi?

Iri è «andare» a piedi o con un mezzo. Veturi significa andare portati da un veicolo, come un’auto, un treno o una nave: veturi per trajno.

Come si dicono «destra» e «sinistra» in esperanto?

Maldekstre e dekstre dicono dove si trova qualcosa; maldekstren e dekstren dicono dove andare. Gli aggettivi sono maldekstra e dekstra.

Come si chiede la strada in esperanto?

Di’ Pardonu, kiel mi iru al…? – «Scusi, come faccio ad arrivare a…?» Poi aggiungi Ĉu ĝi estas malproksime? – «È lontano?»

Come si dicono «dove sei?» e «dove vai?» in esperanto?

Kie vi estas? chiede il luogo, Kien vi iras? il moto: la -n finale fa la differenza che in italiano non esiste, perché «dove» resta uguale.

Come si dicono nord, sud, est e ovest in esperanto?

Nordo, sudo, oriento e okcidento. Aggiungi -en per la direzione (norden «verso nord») e -e per la posizione (norde de la urbo «a nord della città»).

Fonti

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