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Cucina in esperanto: parole, verbi di cottura e ricetta

Da kuirejo a kuiraĵo: le parole della cucina, i verbi di cottura e le misure che servono per seguire, e scrivere, una ricetta.

Aggiornato: 6 min di lettura

La cucina è kuirejo, da kuiri «cucinare, cuocere» e -ej- «luogo». I verbi di cottura principali sono kuiri «cuocere, cucinare», boli «bollire», friti «friggere», baki «cuocere al forno» e rosti «arrostire». Molti utensili prendono il nome da un verbo: tranĉi «tagliare» dà tranĉilo «coltello». Le parole del cibo sono nella pagina su cibo e bevande, il resto della casa in casa. Le guide alla pronuncia dividono le parole in sillabe, le scrivono come le leggerebbe un italiano (ts = c, c / ci = ĉ, g / gi = ĝ, gh = g dura davanti a e e i, sc / sci = ŝ e sh davanti a consonante, i = j, u = ŭ; h si aspira) e mostrano la sillaba accentata in maiuscolo.

La cucina e i suoi apparecchi

ItalianoEsperantoPronunciaNota
cucina (la stanza)kuirejoku-i-RE-ioUn luogo dove si cucina
forno (da cucina)bakfornobak-FOR-noUn forno per cuocere
forno, fornacefornoFOR-noPiù ampio: cuocere, fondere o scaldare
cucina (l’apparecchio), fornellifornelofor-NE-loForno più piastre o fuochi
forno (il vano)bakujoba-KU-iobaki + -uj-
frigoriferofridujofri-DU-ioIl ReVo definisce frida «freddo» un neologismo
congelatorefrostujofros-TU-ioIl cibo si conserva per mesi
bollitorebolkruĉobol-KRU-cioManico, coperchio e beccuccio

Pentole, padelle e utensili

ItalianoEsperantoPronunciaNota
pentolapotoPO-toAnche un vaso da fiori
casseruolakaseroloka-se-RO-loPiù profonda di una pato
padellapatoPA-toBassa, con il manico lungo; il ReVo elenca anche fritilo
coperchiokovriloko-VRI-lokovri «coprire»
setaccio, scolapastakribrilokri-BRI-lokribri «setacciare»
grattugiaraspiloras-PI-loraspi «grattugiare»
frusta (da cucina)kirlilokir-LI-loPer sbattere uova o panna
mestoloĉerpilocer-PI-loPer prendere il liquido
bilanciapesilope-SI-loPer pesare

Piatti e posate

ItalianoEsperantoPronunciaNota
piatto (in cui si mangia)telerote-LE-roPoco profondo, per mangiarci
piatto da portata, portatapladoPLA-doUn piatto da portata, o il cibo che contiene
ciotolabovloBOV-loUn recipiente senza collo
tazzatasoTA-soPer le bevande calde
bicchiereglasoGLA-soPiù alto che largo
coltellotranĉilotran-CI-lo
forchettaforkoFOR-ko
cucchiaiokuleroku-LE-ro
posatemanĝilaroman-gi-LA-romanĝi + -il- + -ar-

Verbi di cottura

Quasi tutti i verbi di cottura sono transitivi: prendono l’oggetto con -n (vedi l’accusativo).

ItalianoEsperantoPronunciaNota
cuocere, cucinarekuiriku-I-riIl verbo generale
lessare, bollire (il cibo)bolkuiribol-ku-I-riIn acqua bollente
friggerefritiFRI-tiIn olio o grasso caldo
cuocere al fornobakiBA-kiIn un forno o sotto la cenere
arrostirerostiROS-tiSenza aggiungere grasso né acqua
cuocere alla grigliakradrostikrad-ROS-tiSu una griglia sopra il fuoco
stufarestufiSTU-fiLentamente, in una pentola chiusa
cuocere a vaporevaporkuiriva-por-ku-I-rivaporo «vapore» + kuiri

Preparare il cibo

ItalianoEsperantoPronunciaNota
tagliaretranĉiTRAN-ci
spaccare, tagliare a pezzihakiHA-kiColpire per dividere
sbucciaresenŝeligisen-sce-LI-ghiReVo: senŝeligi terpomon «sbucciare una patata»
mescolaremiksiMIK-si
rimestare, sbatterekirliKIR-liUn rapido movimento rotatorio
impastareknediKNE-diFarina e acqua in un impasto
versareverŝiVER-sciUn liquido
versare, rovesciareŝutiSCIU-tiGranuli, sabbia, farina
aggiungerealdonial-DO-ni
spalmare, ungereŝmiriSHMI-riUn sottile strato di grasso
salare / condire con speziesali / spiciSA-li / SPI-tsiAggiungere sale / aggiungere spezie
assaggiaregustumigus-TU-miDi proposito

Gusti è un verbo diverso e non prende oggetto: La supo bongustas. «La zuppa ha un buon sapore.» Confronta Mi gustumas la supon. «Assaggio la zuppa.»

Caldo e freddo

ItalianoEsperantoPronunciaNota
scaldare, riscaldarevarmigivar-MI-ghi
raffreddaremalvarmigimal-var-MI-ghi
sciogliere, fonderefandiFAN-difandiĝi «sciogliersi da solo»
scongelarsidegelide-GHE-liIntransitivo
congelare, rendere gelidofrostigifros-TI-ghiRendere freddissimo come il ghiaccio
essere freddo, tenere al frescofridiFRI-diL’esempio del ReVo è un frigorifero

Bollire, sciogliere, cuocere: -ig- e -iĝ- in cucina

Per «l’acqua bolle» e «faccio bollire l’acqua» l’italiano usa lo stesso verbo («bollire», con «far» nel secondo caso); l’esperanto ne usa due. Boli è ciò che fa il liquido, boligi ciò che fai tu. Altri verbi vanno nell’altra direzione: kuiri è ciò che fai al cibo, kuiriĝi ciò che fa il cibo. La regola è nella pagina su -ig- e -iĝ-.

VerbiDa soloQualcuno lo fa
boli → boligiLa lakto bolas. «Il latte bolle.»Mi boligas la lakton. «Faccio bollire il latte.»
kuiriĝi ← kuiriLa supo kuiriĝas. «La zuppa cuoce.»Mi kuiras la supon. «Cucino la zuppa.»
fandiĝi ← fandiLa butero fandiĝas. «Il burro si scioglie.»Mi fandas la buteron. «Sciolgo il burro.»

Misure

ItalianoEsperantoPronunciaNota
chilogrammo / grammokilogramo / gramoki-lo-GRA-mo / GRA-mo
litrolitroLI-tro
decilitrodecilitrode-tsi-LI-troUn decimo di litro
tazzatasoTA-soReVo: circa 150 ml in cucina
cucchiaiosupkulerosup-ku-LE-roCirca 15 ml
cucchiainotekulerote-ku-LE-roCirca 5 ml
pezzo / fettapeco / tranĉaĵoPE-tso / tran-CIA-ĵo
metà / quartoduono / kvaronodu-O-no / kva-RO-noduono de la kuko «metà della torta»

La cosa misurata segue da e non prende -n: du tasoj da faruno «due tazze di farina». La misura è l’oggetto: Mi aldonas du tasojn da faruno. Altre regole su da sono nella pagina su cibo e bevande.

Una ricetta: krespoj (crespelle)

Una ricetta è una recepto e un ingrediente un ingredienco. Il ReVo definisce krespo come una sottile frittella di farina, latte e uova (una crêpe), detta anche patkuko.

Ingrediencoj – ingredienti: 150 gramoj da faruno (150 g di farina), 3 decilitroj da lakto (3 dl di latte), 2 ovoj (2 uova), iom da salo (un po’ di sale), 1 supkulero da oleo (1 cucchiaio di olio), sukero kaj citrono (zucchero e limone).

Kiel prepari – come preparare:

  1. Metu la farunon en grandan bovlon. – Metti la farina in una ciotola grande.
  2. Rompu la ovojn en la bovlon kaj aldonu la lakton kaj iom da salo. – Rompi le uova nella ciotola e aggiungi il latte e un po’ di sale.
  3. Kirlu la miksaĵon per forko, ĝis ĝi fariĝos glata. – Mescola il composto con una forchetta finché è liscio.
  4. Lasu la miksaĵon ripozi dek minutojn. – Lascia riposare il composto per dieci minuti.
  5. Varmigu la paton kaj ŝmiru ĝin per iom da oleo. – Scalda la padella e ungila con un po’ d’olio.
  6. Verŝu en la paton iom de la miksaĵo. – Versa nella padella un po’ di composto.
  7. Fritu la krespon du minutojn, turnu ĝin kaj fritu ĝin ankoraŭ unu minuton. – Friggi la crespella per due minuti, girala e friggila ancora un minuto.
  8. Ripetu, ĝis la miksaĵo finiĝos. – Ripeti finché il composto è finito.
  9. Servu la krespojn kun sukero kaj citrono. – Servi le crespelle con zucchero e limone.

I passaggi sono comandi in -u (vedi i verbi); aggiungi ni per dire «facciamo»: Ni kuiru! Una durata prende -n senza preposizione: du minutojn. E da non sta mai davanti a la: iom da salo, ma iom de la miksaĵo «un po’ del composto».

Come si formano le parole della cucina

ElementoSignificatoEsempi
-ej-luogokuirejo cucina, bakejo panetteria
-il-utensile, apparecchiotranĉilo coltello, raspilo grattugia, rostilo attrezzo per arrostire
-uj-contenitorefridujo frigorifero, piprujo pepiera, salujo saliera
-aĵ-una cosa concretakuiraĵo un piatto cucinato, fritaĵo un fritto, bakaĵo prodotti da forno
-ist-persona con un mestierekuiristo cuoco, bakisto fornaio
-ar-insiememanĝilaro posate, vazaro stoviglie

Il PMEG dice che le parole in -il- derivano normalmente da verbi, quindi un verbo di cottura ti dà il suo utensile: rosti → rostilo, miksi → miksilo. Non tutte queste parole si usano: il ReVo segna bolilo come «da evitare» e preferisce bolkruĉo. Vedi i suffissi e la formazione delle parole. Kuirilo è qualsiasi utensile o apparecchio da cucina.

Per chi parla italiano: verbi, falsi amici e misure

I verbi di cottura corrispondono quasi uno a uno. «Friggere» è friti, «cuocere al forno» baki, «arrostire» rosti, «cuocere alla griglia» kradrosti, «stufare» stufi, «lessare» bolkuiri. L’italiano distingue «cucinare» (preparare un pasto) e «cuocere» (esporre al calore); l’esperanto ha kuiri per tutti e due: Mi kuiras vespermanĝon. – «Preparo la cena.»

«Versare» sono due verbi. L’italiano dice «versare» sia per l’acqua sia per la farina; l’esperanto distingue verŝi per i liquidi e ŝuti per le sostanze in granuli (ReVo). Anche per «scongelare» ci sono due forme: degeli è ciò che fa da sola la neve, il ghiaccio o il cibo congelato (in italiano «scongelarsi», «sciogliersi»), degeligi ciò che fai tu (ReVo: degeligi neĝon).

Parole che riconosci al volo. Kaserolo «casseruola», fornelo «fornello», fridujo «frigo», stufi «stufare», litro, gramo, kilogramo. Nelle radici esperanto però non ci sono consonanti doppie: si scrive kaserolo con una s e fornelo con una l, e si pronuncia una consonante semplice.

Parole che ingannano.

  • Glaso è il «bicchiere». Non la «glassa» dei dolci, che è glazuro (vedi i falsi amici).
  • Telero e plado. L’italiano «piatto» ha due volti: telero è il piatto in cui mangi, plado quello da portata e anche il cibo che contiene.
  • Gusti non è «gustare». Gusti è «avere il sapore di» (La kafo gustas amare – «Il caffè ha un sapore amaro»); «assaggiare» è gustumi.
  • Kirlilo e vipo. La «frusta» da cucina è kirlilo; vipo è la frusta per animali (ReVo).
  • Raspilo è la «grattugia». Ma ricorda anche la «raspa» del falegname: il ReVo usa la parola per entrambi gli attrezzi.
  • Spici non è «condire». Spici è «aggiungere spezie»; per il sale c’è sali.

Misure. Le ricette italiane usano grammi, chili e litri, e in esperanto restano gramo, kilogramo e litro. Per un «etto» si dice semplicemente cent gramoj. Dove la ricetta scrive «sale q.b.» (quanto basta), in esperanto si dice iom da salo «un po’ di sale» o laŭ gusto «secondo il gusto». Il «cucchiaio» è supkulero (alla lettera «cucchiaio da zuppa», circa 15 ml) e il «cucchiaino» tekulero («cucchiaino da tè», circa 5 ml). Se una ricetta americana chiede «cups», attenzione: il ReVo dà per la taso circa 150 ml, mentre la cup americana è di circa 240 ml.

Pronuncia. In tranĉilo e ĉerpilo la ĉ suona come la c di «cena»; in peco, decilitro e recepto la c vale invece «ts» (PE-tso). La k è sempre dura: kirli si legge KIR-li, senza nessun suono «ch».

Domande frequenti

Come si dice «cucina» in esperanto?

Kuirejo, da kuiri «cucinare» e -ej- «luogo». L’apparecchio con i fornelli è invece fornelo o kuirforno.

Come si dice «cucinare» o «cuocere» in esperanto?

Kuiri: Mi kuiras vespermanĝon. «Preparo la cena.» Più specifici sono friti, baki, rosti e bolkuiri.

Qual è la differenza tra boli e boligi?

Boli è ciò che fa un liquido: La akvo bolas. Boligi è ciò che gli fai: Mi boligas akvon. Per il cibo in acqua bollente si dice bolkuiri: Mi bolkuiras terpomojn.

Come si indicano le quantità in una ricetta in esperanto?

Si nomina la misura e poi da: taso da lakto «una tazza di latte», supkulero da oleo «un cucchiaio di olio».

Fonti

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