Esperantopedia

Frasi

Slang esperanto: krokodili, kabei, mojosa e altre parole

Le parole informali, gli scherzi e le abbreviazioni che gli esperantisti usano e che i corsi per principianti tralasciano.

Aggiornato: 4 min di lettura

Lo slang esperanto è il vocabolario informale che i parlanti si sono creati da soli: krokodili «parlare un’altra lingua tra esperantisti», kabei «lasciare il movimento», samideano «compagno esperantista» e mojosa «figo». I corsi raramente insegnano queste parole, ma le incontrerai ai congressi, nei gruppi e in chat. La maggior parte è formata da elementi di parola regolari come -ul-, -ism- e -aĵ- (vedi i suffissi), quindi spesso si indovinano. Le guide alla pronuncia, tra parentesi, sono scritte come le leggerebbe un italiano (ts = c, c / ci = ĉ, g / gi = ĝ, sc / sci = ŝ, i = j, u = ŭ; ĵ come il francese «jour»; vedi l’alfabeto) e mostrano la sillaba accentata in maiuscolo.

Parole della comunità

EsperantoSignificatoOrigine / nota
Esperantujo (es-pe-ran-TU-io)la «terra» dell’esperanto: la comunità e ogni luogo in cui si incontra, dai congressi ai gruppi onlineEsperanto + -ujo, come nei nomi dei paesi (Francujo). Si scrive anche Esperantio. Non ha un territorio.
samideano (sa-mi-de-A-no)compagno esperantista; un modo cordiale di rivolgersi a uno di lorosama «stesso» + ideo «idea» + -ano «membro». Zamenhof lo usò nei discorsi ai congressi.
esperantisto (es-pe-ran-TIS-to)chi conosce e usa l’esperantoAlcuni preferiscono esperantoparolanto «parlante di esperanto», perché -isto può far pensare a una professione o a un’ideologia.
verdulo (ver-DU-lo)un esperantista convintoverda «verde» + -ulo «persona»; il verde è il colore del movimento. Significa anche un membro di un partito dei Verdi.
denaskulo (de-nas-KU-lo)madrelingua: chi ha imparato l’esperanto da bambino in famigliadenaska «dalla nascita» + -ulo. Vedi i madrelingua.
interna ideo (in-TER-na i-DE-o)«idea interiore»: la speranza che l’esperanto avvicini i popoli come fratelliEspressione di Zamenhof, usata nei discorsi, per esempio al congresso di Cracovia del 1912.

Parole sull’uso della lingua

EsperantoSignificatoOrigine / nota
krokodili (kro-ko-DI-li)parlare una lingua diversa dall’esperanto tra esperantisti, di solito la lingua madre comunekrokodilo «coccodrillo» + -i. L’origine è incerta; una storia parla di un coccodrillo di legno nelle lezioni di Andreo Cseh.
aligatori, kajmani, gavialicugini più rari. Aligatori: un’altra lingua che solo alcuni dei presenti parlano come madrelingua. Kajmani: una che nessuno dei presenti parla come madrelingua. Gaviali: usare l’esperanto dove un’altra lingua sarebbe più adattaAltri rettili, sul modello di krokodili. Le definizioni esatte variano.
kabei (ka-BE-i)lasciare il movimento esperantista dopo esserne stato attivoDallo pseudonimo Kabe di Kazimierz Bein; vedi sotto.
volapukaĵo (vo-la-pu-KA-ĵo)insensatezza; qualcosa che non si capisceVolapuko + -aĵo «cosa». Una battuta su Volapük, una lingua pianificata precedente (1879) che faceva concorrenza all’esperanto.
bonantagulo (bo-nan-ta-GU-lo)parola scherzosa per chi conosce dell’esperanto solo qualche salutobonan tagon + -ulo. Può suonare poco gentile, quindi usala con cautela.
mojosa (mo-IO-sa)figo, forte, alla moda; si sente soprattutto dai parlanti più giovaniInventata nel 2003 a un seminario giovanile in Ungheria dalle prime lettere di modern-jun-stil «moderno-giovane-stile»: M, J, S, lette mo-jo-so. Anche mojosega «molto figo».

Parole sugli obiettivi del movimento

EsperantoSignificatoOrigine / nota
fina venko (FI-na VEN-ko)«vittoria finale»: la speranza che un giorno la maggior parte delle persone parli l’esperanto come seconda linguaSpesso scritto Fina Venko.
finvenkismo, finvenkisto (fin-ven-KIS-mo, fin-ven-KIS-to)lavorare per quell’obiettivo; chi ha questo scopofina venko + -ismo «dottrina» o -isto.
raŭmismo (rau-MIS-mo)l’idea che l’esperanto abbia valore già oggi, come lingua viva e comunità culturale, e non solo come futura lingua mondialeDal Manifesto di Rauma, scritto nel 1980 a Rauma, in Finlandia. Spesso contrapposto a finvenkismo; vedi le critiche.
zamenhofa (za-men-HO-fa)di Zamenhof; in linea con il suo uso e i suoi esempiIl PMEG chiama zamenhofaj gli esempi che trae dai suoi testi.

Eventi e luoghi

EsperantoSignificatoOrigine / nota
gufujo (gu-FU-io)un caffè notturno tranquillo agli eventi esperantisti: candele, tè al posto dell’alcol, niente fumo, musica o letturegufo «gufo» (stessa forma e stesso senso dell’italiano), per i nottambuli, + -ujo. Il primo si tenne alla fine del 1995 a un seminario giovanile di Capodanno in Germania.
UK (u-KO)il Congresso mondiale di esperanto, Universala KongresoVedi il Congresso universale. L’Italia ne ha ospitati quattro, l’ultimo a Torino nel 2023.
IJKil Congresso internazionale dei giovani, Internacia Junulara KongresoOrganizzato dalla TEJO; il primo si tenne nel 1938 a Groet, nei Paesi Bassi.
Pasporta Servo (pas-POR-ta SER-vo)«Servizio Passaporto»: un elenco di ospiti che offrono un letto gratuito ai viaggiatori che parlano esperantoDal 1974, con 40 ospiti all’inizio. Vedi Pasporta Servo.

Abbreviazioni nella scrittura e in chat

EsperantoSignificatoOrigine / nota
ktp, k.t.p.«eccetera»kaj tiel plu. Come «ecc.» in italiano; il PMEG lo scrive con i punti.
ekz.«per esempio»ekzemple. Come «es.» in italiano.
k.a., k.s.«e altri», «e simili»kaj aliaj, kaj similaj.
t.e.«cioè»tio estas.
bv, bv.«per favore»bonvolu, nei messaggi e in chat.
s-ro, s-ino, d-ro«sig.», «sig.ra», «dott.»sinjoro, sinjorino, doktoro.

I saluti informali come Sal!, Ĉaŭ! e Ĝis! sono nella pagina dei saluti; Ĉaŭ! viene proprio dal nostro «ciao». Le tastiere senza ĉ ĝ ĥ ĵ ŝ ŭ sono il motivo per cui nelle chat si scrive spesso cx, gx e così via; vedi il sistema x.

Chi era Kabe, e perché il suo nome è diventato un verbo?

Kabe era lo pseudonimo di Kazimierz Bein (1872–1959), oculista polacco e uno dei primi grandi traduttori e stilisti dell’esperanto. Il nome è la pronuncia polacca delle sue iniziali, K.B. Si avvicinò alla lingua nel 1903, diventò famoso nel 1904 per la traduzione del romanzo di Sieroszewski La fundo de l’ mizero e dal 1906 fu vicepresidente dell’Accademia di Esperanto. La sua traduzione del Faraone di Prus, La Faraono, seguì nel 1907.

Nel 1911 lasciò il movimento all’improvviso, senza spiegarne il motivo. In un’intervista del 1931 disse che la mancanza di progressi della lingua gli faceva ritenere che non fosse più la risposta. Gli esperantisti trassero kabei dal suo nome, e già nel 1935 il poeta Kálmán Kalocsay scrisse, nella Enciklopedio de Esperanto, che era diventato un simbolo di apostasia.

Lo slang nelle frasi

EsperantoItaliano
Ni krokodilis la tutan vesperon.Abbiamo parlato la nostra lingua per tutta la sera.
La koncerto estis mojosega!Il concerto era davvero figo!
Tiu instrukcio estas por mi volapukaĵo.Per me quelle istruzioni sono arabo.
Ni renkontiĝu en la gufujo post la koncerto.Troviamoci al gufujo dopo il concerto.
Ĝis, samideanoj!Ciao, compagni esperantisti!

Quando usare questo slang?

  • Tra amici, agli eventi e in chat. Nella scrittura formale preferisci le parole standard e le frasi di base.
  • Spiega la parola se hai dubbi. Molti parlanti più anziani non hanno mai incontrato mojosa.
  • Non fare il correttore. Vikipedio osserva che rimproverare i principianti con Ne krokodilu! può allontanarli. Passare brevemente a un’altra lingua per spiegare un punto di grammatica a un principiante è più accettato.
  • In Italia. La Federazione Esperantista Italiana (Itala Esperanto-Federacio, FEI) è l’associazione nazionale: un punto di partenza per incontrare altri esperantisti.

Domande frequenti

Che cosa significa krokodili in esperanto?

Significa parlare una lingua diversa dall’esperanto tra esperantisti, di solito la lingua madre comune. I parlanti lo sconsigliano perché gli eventi sono un’occasione rara per esercitarsi, e può escludere gli altri e dare agli estranei una cattiva impressione.

Che cosa significa kabei?

Kabei significa lasciare il movimento esperantista dopo esserne stato un membro attivo. Deriva da Kabe, lo pseudonimo di Kazimierz Bein, un traduttore di primo piano che lo lasciò nel 1911.

Che cosa significa mojosa?

Mojosa significa «figo». Fu coniata nel 2003 dalle prime lettere di modernjunstila «moderno-giovane-stile» ed è oggi registrata nel dizionario online ReVo.

Che cos’è un gufujo?

Un gufujo è un caffè notturno tranquillo, a lume di candela, agli eventi esperantisti, con tè al posto dell’alcol. Il primo si tenne alla fine del 1995; gufo significa «gufo», come in italiano.

Che cos’è Esperantujo?

Esperantujo è il nome informale del mondo di lingua esperanto, della sua comunità e dei suoi luoghi di incontro, trattati come se fossero un paese. Si dice anche Esperantio.

Fonti

Se Esperantopedia ti è stata utile, puoi sostenerla.