Corso Saluton
Lezione 5 di esperanto: l’accusativo -n, cibo e bevande
Una lettera, -n, mostra chi fa che cosa a chi – e ti permette di mettere le parole in quasi qualsiasi ordine.
Una cosa alla volta: il dialogo riga per riga, le parole nuove con audio e immagini, un esercizio per schermata.
29 parole21 esercizi~18 min
In questa lezione impari la desinenza più famosa dell’esperanto: -n. Segna il complemento oggetto – la cosa che qualcuno vede, mangia, beve, vuole o cucina: Mi vidas la katon – «Vedo il gatto». Poiché -n mostra l’oggetto, l’ordine delle parole può cambiare senza cambiare il senso. Per strada impari una ventina di parole di cibo e bevande.
Dialogo
Una videochiamata all’ora di cena a Cracovia – e di pranzo a San Paolo.
| Esperanto | Italiano |
|---|---|
| Ana: Saluton, Tomo! Kion vi faras? | Ciao, Tomo! Che cosa stai facendo? |
| Tomo: Mi kuiras la vespermanĝon. Kaj vi? | Sto preparando la cena. E tu? |
| Ana: Mi manĝas mian tagmanĝon: rizon, fazeolojn kaj salaton. | Sto mangiando il mio pranzo: riso, fagioli e insalata. |
| Tomo: Mmm, bongusta tagmanĝo! Mi kuiras fungan supon, kiel mia avino. | Mmm, che buon pranzo! Io preparo una zuppa di funghi, come mia nonna. |
| Tomo: Ho, mi vidas la katon! Saluton, Kafo! | Oh, vedo il gatto! Ciao, Kafo! |
| Ana: Jes. Kafo ŝatas rizon, sed ne fazeolojn! | Sì. A Kafo piace il riso, ma non i fagioli! |
| Tomo: Kaj kion vi trinkas? | E tu che cosa bevi? |
| Ana: Mi trinkas kafon. | Bevo caffè. |
| Tomo: Kafon aŭ Kafon? | Il caffè o Kafo? |
| Ana: Ha ha! La trinkaĵon, kompreneble, ne la katon! | Ah ah! La bevanda, naturalmente, non il gatto! |
| Tomo: Mi trinkas teon kun citrono. | Io bevo tè con limone. |
| Ana: Kaj la supon vi manĝas kun pano? | E la zuppa la mangi con il pane? |
| Tomo: Kompreneble! Supon sen pano mi ne manĝas! | Certo! La zuppa senza pane non la mangio! |
| Ana: Nun mi volas supon! | Adesso ho voglia di zuppa! |
| Tomo: Do vi devas veni al Krakovo! | Allora devi venire a Cracovia! |
Nota la battuta: kafon «caffè» e Kafon «Kafo (il gatto)» suonano uguali. Entrambi prendono -n perché sono complementi oggetto di trinkas.
Parole nuove
| Esperanto | Italiano | Note |
|---|---|---|
| vidi | vedere | |
| manĝi | mangiare | manĝo «pasto» |
| trinki | bere | trinkaĵo «bevanda» |
| veni | venire | |
| tagmanĝo | pranzo | tago «giorno» + manĝo «pasto» |
| vespermanĝo | cena | vespero + manĝo |
| matenmanĝo | colazione | mateno + manĝo |
| rizo | riso | |
| fazeolo | fagiolo | di solito al plurale: fazeoloj |
| salato | insalata | |
| supo | zuppa | |
| fungo | fungo | funga supo «zuppa di funghi» |
| pano | pane | |
| fromaĝo | formaggio | |
| pomo | mela | terpomo «patata» («mela di terra») |
| kafo | caffè | |
| teo | tè | |
| akvo | acqua | |
| lakto | latte | |
| citrono | limone | |
| bongusta | gustoso, buonissimo | bona + gusto «gusto» |
| kun | con | |
| sen | senza | |
| aŭ | o | |
| kompreneble | naturalmente, certo |
Grammatica
Che cosa fa -n
La desinenza -n segna il complemento oggetto: la persona o la cosa su cui cade l’azione. Il soggetto – chi compie l’azione – non ha -n. Le regole complete sono nella pagina sull’accusativo.
| Esperanto | Italiano |
|---|---|
| Tomo vidas la katon. | Tomo vede il gatto. |
| La kato vidas Tomon. | Il gatto vede Tomo. |
| Ana trinkas kafon. | Ana beve caffè. |
| Mi volas supon. | Voglio la zuppa. |
Anche i pronomi prendono -n: min «me, mi», vin «ti, vi, La», lin «lo (lui)», ŝin «la (lei)», ĝin «lo, la (cosa o animale)», nin «ci», ilin «li, le». La kato vidas min – «Il gatto mi vede». Anche le parole interrogative lo prendono: Kion vi trinkas? – «Che cosa bevi?» A differenza dell’italiano, che mette «mi, ti, lo, la…» davanti al verbo, in esperanto il pronome oggetto sta dopo il verbo come qualsiasi altro oggetto: «Il gatto mi vede» è La kato vidas min. Attenzione: vin non è il «vi» italiano come soggetto; «voi» è vi.
-n con plurali e aggettivi
Quando l’oggetto è plurale, -n viene dopo -j: -ojn. Anche gli aggettivi e i possessivi che descrivono l’oggetto prendono -n.
| Forma del soggetto | Forma dell’oggetto |
|---|---|
| fazeoloj | fazeolojn |
| mia tagmanĝo | mian tagmanĝon |
| funga supo | fungan supon |
| ruĝaj pomoj | ruĝajn pomojn |
L’ordine delle parole è libero
Poiché -n segna l’oggetto, puoi spostarlo senza cambiare chi fa che cosa. L’ordine di norma è soggetto – verbo – oggetto, come in italiano. Mettere prima l’oggetto lo mette in risalto, come nel Supon sen pano mi ne manĝas! di Tomo, che in italiano si rende con «La zuppa senza pane non la mangio!» (con il «la» che riprende l’oggetto). Vedi ordine delle parole.
Nelle prime tre frasi qui sotto la freccia punta sempre alla parola con -n, ovunque si trovi: Tomo vede il gatto. La prima è l’ordine normale. Le altre due mettono la katon all’inizio: La katon vidas Tomo sottolinea che a vederlo è Tomo e non qualcun altro, mentre La katon Tomo vidas sottolinea che ciò che Tomo vede è il gatto e non qualcos’altro. Nell’ultima frase -n si è spostato su Tomon, quindi ora è il gatto a guardare Tomo.
Tomo soggetto vidas verbo la katon complemento oggetto
La katon complemento oggetto vidas verbo Tomo soggetto
La katon complemento oggetto Tomo soggetto vidas verbo
Tomo vede il gatto.
La kato soggetto vidas verbo Tomon complemento oggetto
Il gatto vede Tomo.
Quando non c’è -n
- Dopo esti. La kato estas Kafo – il gatto e Kafo sono la stessa cosa, quindi non c’è oggetto.
- Dopo una preposizione. kun pano «con il pane», sen fazeoloj «senza fagioli». Un’eccezione, per il moto, arriva nella lezione 9.
Perché saluton e bonan tagon finiscono in -n
Questi saluti sono complementi oggetto di un verbo che non si dice: (Mi deziras al vi) bonan tagon – «(Ti auguro) un buon giorno». Anche in italiano si omette lo stesso verbo: «(Ti auguro) buongiorno». Saluton è l’abbreviazione di (Mi donas al vi) saluton – «(Ti do) un saluto». Per questo bona diventa bonan, tago diventa tagon e saluto «un saluto» diventa saluton. Dankon «grazie» funziona allo stesso modo.
Esercizi
L’angolo della cultura
Chi parla esperanto condivide spesso i pasti a casa. Il Pasporta Servo, una rete di ospitalità gratuita gestita dall’organizzazione giovanile TEJO dal 1974, elenca più di 2.400 ospiti in 121 paesi. Gli ospiti dormono gratis e parlano esperanto con chi li accoglie – spesso a cena. Vedi dove si parla esperanto.
Domande frequenti
Perché l’esperanto ha l’accusativo?
Mostra chiaramente l’oggetto, così l’ordine delle parole può cambiare per dare enfasi senza cambiare chi fa che cosa. Il Fundamento (1905) lo definisce nella regola 2: l’accusativo si forma aggiungendo -n al nominativo.
Mi capiranno se dimentico la -n?
Di solito sì, dal contesto. Ma a volte -n cambia il senso: La hundo ĉasas la katon significa «Il cane insegue il gatto», mentre La hundon ĉasas la kato significa «Il gatto insegue il cane».
I nomi propri prendono -n?
I nomi che finiscono in -o, come Tomo o Kafo, prendono -n come qualsiasi sostantivo: Mi vidas Tomon. Secondo il PMEG, un nome che finisce con un’altra vocale può prendere -n direttamente – Mi vidas Anan – o restare senza quando il senso è chiaro.
Fonti
- Fundamento de Esperanto – grammatica in inglese (regole 2 e 8)
- PMEG: N-finaĵo – bazaj reguloj
- PMEG: N-finaĵo por objekto (l’oggetto)
- PMEG: Vortordo (ordine delle parole)
- PMEG: Mallongigitaj frazoj (saluti con -n)
- PMEG: Ne-esperantigitaj nomoj (nomi propri e desinenza -n)
- Pasporta Servo
- TEJO – informazioni su TEJO
Se Esperantopedia ti è stata utile, puoi sostenerla.