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Corso Saluton

Lezione 11 di esperanto: imperativo e condizionale

Due altre desinenze verbali ti rendono educato in qualsiasi bar – e una tabella di 45 parole completa il tuo kit di grammatica.

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Inizia la lezione passo dopo passo

Una cosa alla volta: il dialogo riga per riga, le parole nuove con audio e immagini, un esercizio per schermata.

40 parole19 esercizi~19 min

In questa lezione impari a chiedere le cose con gentilezza. La desinenza -u forma comandi e desideri – Venu! «Vieni!», Ni iru! «Andiamo!» – e bonvolu più un infinito significa «per favore, fai…». La desinenza -us forma il condizionale: Mi ŝatus kafon «Vorrei un caffè», Se mi povus, mi restus «Se potessi, resterei». Infine vedi l’intera tabella dei correlativi, le 45 parole costruite con ki-, ti-, i-, ĉi- e neni-.

L’ultima sera del congresso. Ana, Tomo e Keiko cenano in un piccolo ristorante.

EsperantoItaliano
Kelnero: Bonan vesperon! Bonvolu sidiĝi. Kion vi deziras?Buonasera! Prego, accomodatevi. Che cosa desiderate?
Ana: Bonvolu doni al ni la menuon.Ci porti il menù, per favore.
Kelnero: Jen ĝi.Ecco qui.
Tomo: Mi ŝatus la legoman supon, mi petas.Vorrei la zuppa di verdure, per favore.
Keiko: Kaj por mi la fiŝon kun rizo.E per me il pesce con il riso.
Ana: Ĉu vi povus rekomendi ion bongustan?Potrebbe consigliarci qualcosa di buono?
Kelnero: Provu la lokan specialaĵon! Ĝi estas tre bongusta.Provi la specialità locale! È molto buona.
Ana: Bone, mi prenos ĝin. Kaj kafon, mi petas!Va bene, prendo quella. E un caffè, per favore!
Tomo: Kompreneble. Ana sen kafo ne estus Ana!Naturalmente. Ana senza caffè non sarebbe Ana!
Ana: Ha ha. Morgaŭ ni ĉiuj iros hejmen… Se mi povus, mi restus ĉi tie ankoraŭ unu semajnon.Ah ah. Domani torniamo tutti a casa… Se potessi, resterei qui ancora una settimana.
Keiko: Ankaŭ mi. Sed ni revidiĝos, ĉu ne?Anch’io. Ma ci rivedremo, vero?
Tomo: Certe! Ni faru planon: venontjare ni ĉiuj venu al la sekva kongreso!Certo! Facciamo un piano: l’anno prossimo veniamo tutti al prossimo congresso!
Ana: Jes! Kaj ĉiu, kiu ne venos, pagos la vespermanĝon!Sì! E chi non viene paga la cena!
Keiko: Interkonsentite!D’accordo!
Tomo: Sinjoro, bonvolu alporti la kalkulon… Ne, atendu – unue la deserton!Signore, ci porti il conto… No, aspetti – prima il dolce!

Parole nuove

EsperantoItalianoNote
bonvoluper favore, sii così gentile da+ infinito: bonvolu sidiĝi
mi petasper favore (ti chiedo)alla fine di una richiesta
sidiĝisedersi, accomodarsisidi «stare seduto»
deziridesiderareKion vi deziras? «Che cosa desiderate?»
donidaredoni al ni «darci»
rekomendiraccomandare, consigliare
proviprovare
restirestare
alportiportare (qui)al + porti «portare»
atendiaspettare
revidiĝirivedersiĝis revido
kelnerocameriere
menuomenù
legomoverdura, ortaggiolegoma supo «zuppa di verdure»
fiŝopesce
specialaĵospecialità (piatto)
kalkuloconto (al ristorante)significa anche «calcolo»
desertodolce, dessert
planopiano, progetto
lokalocaleda loko «luogo»
sekvaseguente, prossimo
venontjarel’anno prossimo
certecertamente, certo
interkonsentite!d’accordo!
ioqualcosaion bongustan «qualcosa di buono»
helpiaiutareĈu vi povus helpi min? «Potresti aiutarmi?»

Grammatica

L’imperativo: -u

La desinenza -u esprime un comando, una richiesta o un desiderio. Con vi sottinteso è un comando diretto: Venu! «Vieni!», Atendu! «Aspetta!». Con ni significa «facciamo»: Ni iru! «Andiamo!». Con li, ŝi o ili significa «che lui / lei / loro…». La pagina sui verbi tratta tutte e sei le desinenze verbali. L’italiano ha forme diverse per tu, Lei, noi e voi («vieni, venga, veniamo, venite»); l’esperanto ha un’unica forma, venu, per tutti.

EsperantoItaliano
Provu la specialaĵon!Prova la specialità!
Ni faru planon!Facciamo un piano!
Li venu morgaŭ.Che venga domani.
Ne timu!Non avere paura!

La forma in -u segue anche ke dopo i verbi di volontà e di richiesta, come in italiano il congiuntivo: Mi volas, ke vi venu – «Voglio che tu venga».

Richieste gentili

Un imperativo nudo può suonare brusco. L’esperanto ha tre modi facili per ammorbidirlo.

ModoEsempioItaliano
bonvolu + infinitoBonvolu sidiĝi.Si accomodi, per favore.
imperativo + mi petasDonu al mi akvon, mi petas.Mi dia dell’acqua, per favore.
Ĉu vi povus…?Ĉu vi povus helpi min?Potresti aiutarmi?

Bonvolu è la forma in -u di bonvoli «avere la bontà di…», da bona «buono» + voli «volere». A Dankon! si risponde con Ne dankinde! – «Prego!». Attenzione: il «prego» italiano di risposta a «grazie» non è mi petas; mi petas corrisponde a «per favore». Altre espressioni quotidiane sono nella pagina delle frasi di base.

Richieste gentili

Metti le parole nell’ordine giusto.

  1. Ci dia il menù, per favore.

    Parole: doni al donu ni bonvolu la menuon

    RispostaBonvolu doni al ni la menuon.Anche corretto: Bonvolu doni la menuon al ni.
  2. Potrebbe consigliarci qualcosa di buono?

    Parole: ion bongusta ĉu rekomendi vi bongustan povus

    RispostaĈu vi povus rekomendi ion bongustan?
  3. Aspetta, per favore!

    Parole: atendi mi atendu petas

    RispostaAtendu, mi petas!Anche corretto: Mi petas, atendu!

Il condizionale: -us

La desinenza -us esprime qualcosa di immaginato o non reale – l’italiano «-erei». È anche il modo gentile di dire che cosa vuoi: Mi ŝatus «vorrei». Quando una frase con «se» riguarda qualcosa di immaginato, entrambi i verbi prendono -us; l’italiano ha qui due modi diversi, il congiuntivo imperfetto nella condizione («se potessi») e il condizionale nella conseguenza («resterei»). Per le possibilità reali si usano i tempi normali: Se pluvos, mi restos hejme – «Se pioverà, resterò a casa».

EsperantoItaliano
Mi ŝatus kafon.Vorrei un caffè.
Ana sen kafo ne estus Ana.Ana senza caffè non sarebbe Ana.
Se mi povus, mi restus.Se potessi, resterei.
Se mi havus tempon, mi lernus la japanan.Se avessi tempo, imparerei il giapponese.

Per chi parla italiano: non esiste il congiuntivo «potessi, avessi» da imparare – basta -us in tutte e due le parti. Vedi anche condizionale e congiuntivo.

Comando o condizionale?

Scegli la desinenza giusta.

  1. Vieni!

    Ven!

    Desinenza per Ven-
    RispostaVenu!
  2. Andiamo!

    Ni ir!

    Desinenza per ir-
    RispostaNi iru!
  3. Vorrei un caffè.

    Mi ŝat kafon.

    Desinenza per ŝat-
    RispostaMi ŝatus kafon.
  4. Se potessi, resterei.

    Se mi pov, mi rest.

    Desinenza per pov-
    Desinenza per rest-
    RispostaSe mi povus, mi restus.
  5. Si accomodi, per favore.

    Bonvol sidiĝi.

    Desinenza per Bonvol-
    RispostaBonvolu sidiĝi.

Tutte e sei le desinenze verbali

Ora conosci ogni desinenza verbale dell’esperanto. Ciascuna funziona allo stesso modo per ogni verbo e ogni persona.

DesinenzaNomeestiparoli
-iinfinitoesti – essereparoli – parlare
-aspresenteestas – sono, sei, è…parolas – parlo, parli…
-ispassatoestis – ero, fui, sono statoparolis – parlai, parlavo, ho parlato
-osfuturoestos – sarò, sarà…parolos – parlerò, parlerà…
-uscondizionaleestus – sarei, sarebbe…parolus – parlerei, parlerebbe…
-uimperativoestu – sii!parolu – parla!

La tabella dei correlativi

Nella lezione 7 hai imparato sette parole interrogative in ki-. Fanno parte di una tabella di 45 parole. Ogni parola unisce un inizio (la riga) con una fine (la colonna), così puoi ricavare qualsiasi parola dalla tabella. La pagina sui correlativi spiega ciascuno con esempi.

ki- + -u = kiu

-u chi, quale-o cosa-a tipo-es di chi-e luogo-am tempo-al motivo-el modo-om quantità
ki- domandakiukiokiakieskiekiamkialkielkiom
ti- quellotiutiotiatiestietiamtialtieltiom
i- qualcheiuioiaiesieiamialieliom
ĉi- ogniĉiuĉioĉiaĉiesĉieĉiamĉialĉielĉiom
neni- nessunneniunenionenianeniesnenieneniamnenialnenielneniom

Leggi una colonna dall’alto in basso: kie «dove», tie «là», ie «da qualche parte», ĉie «dappertutto», nenie «da nessuna parte». Le parole in -u e in -a prendono -j e -n come gli aggettivi: ĉiuj «tutti», kiujn «quali» (oggetto). Le parole in -o prendono solo -n: ion bongustan «qualcosa di buono».

Ĉi prima o dopo una parola in ti- la fa indicare qualcosa di vicino: tiu «quello», ĉi tiu «questo»; tie «là», ĉi tie «qui». Non confondere questo ĉi con la riga ĉi- («ogni»): ĉiu significa «ogni, ognuno».

Una trappola per chi parla italiano: l’italiano usa la doppia negazione («non vedo nessuno», «non vado mai»), mentre in esperanto due negazioni nella stessa proposizione si annullano. Con una parola in neni- non si aggiunge ne: si dice Mi vidas neniun e Mi neniam venas, perché Mi ne vidas neniun significherebbe alla lettera «non è vero che non vedo nessuno», cioè «vedo qualcuno».

Correlativi

Abbina ogni parola in esperanto al suo significato.

    • ĉiam
      Rispostasempre
    • neniam
      Rispostamai
    • ie
      Rispostada qualche parte
    • nenio
      Rispostaniente
    • ĉiu
      Rispostaognuno, ciascuno
    • tie
      Rispostalà

    Significati: da qualche parte · là · niente · mai · ognuno, ciascuno · sempre

Esercizi

Esercizi della lezione 11

  1. Quale desinenza forma un comando?

    Risposta-u
  2. Traduci con bonvolu: «Si accomodi, per favore.»

    RispostaBonvolu sidiĝi
  3. Che cosa significa Mi ŝatus kafon?

    Risposta«Vorrei un caffè.»
  4. Completa con resti: Se mi havus tempon, mi ___ ĉi tie.

    Rispostarestus
  5. Traduci: «Andiamo!»

    RispostaNi iru
  6. Quale parola significa «nessuno»?

    Rispostaneniu
  7. Quale parola significa «sempre»?

    Rispostaĉiam
  8. Traduci: «Potresti aiutarmi?»

    RispostaĈu vi povus helpi min / Ĉu vi povus min helpi / Ĉu vi povus helpi al mi
  9. Quale parola significa «da qualche parte»?

    Rispostaie
  10. Traduci: «Aspetta!»

    RispostaAtendu

L’angolo della cultura

Agli eventi esperantisti c’è una regola di cortesia non scritta: non krokodili – «fare il coccodrillo» – cioè non passare alla propria lingua madre quando anche gli altri potrebbero unirsi in esperanto. Nessuno sa con certezza da dove venga la parola; Vikipedio elenca diverse storie, tra cui un coccodrillo di legno usato nei corsi di lingua di Andreo Cseh. Per le questioni di uso corretto l’Accademia di Esperanto offre un servizio di consulenza, la Lingva Konsultejo.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra bonvolu e mi petas?

Entrambi significano «per favore». Bonvolu viene prima e vuole un infinito: Bonvolu atendi. Mi petas si aggiunge a una richiesta o a un imperativo: Atendu, mi petas.

Come si dice «Facciamo…» in esperanto?

Usa ni e la desinenza -u: Ni iru! – «Andiamo!», Ni manĝu! – «Mangiamo!». La stessa forma serve per chiedere suggerimenti: Kion ni faru? – «Che cosa facciamo?».

Devo imparare subito tutti i 45 correlativi?

No. Comincia dalla riga ki- e dalle parole più comuni: tio, ĉio, nenio, ĉiu, neniu, tie, ĉiam, neniam, iom. Lo schema ti permette di ricavare le altre quando le incontri.

Fonti

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