Frasi
Conversare in esperanto: opinioni, accordo, telefono
Le frasi brevi che tengono viva una chiacchierata: dare un’opinione, essere d’accordo, chiedere di ripetere, chiudere con garbo.
Per dare un’opinione in esperanto si dice Laŭ mi… «secondo me» oppure Mi pensas, ke… «penso che…». Per essere d’accordo si dice Mi konsentas o Vi pravas «hai ragione», per dissentire Mi ne konsentas. Parolette come nu, do e ja tengono viva la conversazione. Le frasi sono raggruppate per ciò che vuoi fare; per saluti, congedi e presentazioni vedi saluti e frasi di base. Nella colonna «Pronuncia» la sillaba accentata è in maiuscolo (è sempre la penultima) e i suoni sono scritti come li leggerebbe un italiano: ts = c, c / ci = ĉ, g / gi = ĝ, sc / sci = ŝ, i = j, u = ŭ (dettagli in alfabeto e pronuncia).
Esprimere un’opinione
| Esperanto | Pronuncia | Italiano |
|---|---|---|
| Laŭ mi… | lau mi | Secondo me… / Per me… |
| Mi pensas, ke… | mi PEN-sas, ke | Penso che… |
| Mi opinias, ke… | mi o-pi-NI-as, ke | Sono dell’opinione che… |
| Mi kredas, ke… | mi KRE-das, ke | Sono fermamente convinto che… |
| Mi supozas, ke… | mi su-PO-zas, ke | Suppongo che… |
| Ŝajnas al mi, ke… | SCIAI-nas al mi, ke | Mi sembra che… / Mi pare che… |
| Kion vi pensas pri tio? | KI-on vi PEN-sas pri TI-o | Che ne pensi? / Che cosa pensi di questo? |
I verbi differiscono per forza. Il ReVo definisce opinii come avere un’opinione o giudicare, e tra i sensi di pensi elenca «opinii», quindi Mi pensas, ke… è il «penso che» di ogni giorno. Kredi è più forte: il suo primo senso nel ReVo è una convinzione ferma, mentre il senso debole «suppongo» è segnato evitinde, «da evitare». Per una congettura usa supozi (accettare qualcosa in via provvisoria, senza prove sicure) o ŝajni al (sembrare). Il PMEG tratta Laŭ mi come equivalente di Mi opinias, ke…. In italiano «credo che» va bene per tutto, ed è per questo la prima trappola della sezione «Calchi dall’italiano», più sotto.
Essere d’accordo e dissentire
| Esperanto | Pronuncia | Italiano |
|---|---|---|
| Mi konsentas. | mi kon-SEN-tas | Sono d’accordo. |
| Mi samopinias. | mi sa-mo-pi-NI-as | Sono della stessa opinione. |
| Vi pravas. | vi PRA-vas | Hai ragione. |
| Certe. | TSER-te | Certo. |
| Jes ja! | ies ia | Sì, eccome! |
| Eble. | E-ble | Forse. |
| Ne nepre. | ne NE-pre | Non necessariamente. |
| Mi ne konsentas. | mi ne kon-SEN-tas | Non sono d’accordo. |
| Mi pensas, ke vi eraras. | mi PEN-sas, ke vi e-RA-ras | Penso che tu ti sbagli. |
| Vi malpravas. | vi mal-PRA-vas | Hai torto. |
| Tute ne. | TU-te ne | Per niente. |
Pravi è un verbo. Il ReVo lo definisce esti prava, «avere ragione», quindi Vi pravas non vuole estas, e malpravi è «avere torto». Funziona anche l’aggettivo (Vi estas prava). Vi malpravas è brusco; Mi pensas, ke vi eraras è più morbido. Aggiungi kun per la persona e pri per il punto: Mi konsentas kun vi pri tio. Il ReVo precisa che konsenti indica l’accordo su un punto particolare, spesso raggiunto dopo una discussione.
A una domanda negativa come Ĉu vi ne konsentas?, jes e ne si possono leggere in due modi, quindi il PMEG consiglia una frase breve: Jes, mi konsentas oppure Ne, mi ne konsentas. L’uso italiano («Non sei d’accordo? – Sì, lo sono») coincide con quello che il PMEG chiama sistema occidentale, ma l’altro sistema esiste anche in esperanto. Per il «Sì che lo voglio!» di chi risponde a una domanda negativa c’è Jes ja! Vedi domande e negazione.
Chiedere di ripetere e non capire
| Esperanto | Pronuncia | Italiano |
|---|---|---|
| Kion vi diris? | KI-on vi DI-ris | Che cosa hai detto? |
| Pardonu, mi ne komprenis. | par-DO-nu, mi ne kom-PRE-nis | Scusa, non ho capito. |
| Ĉu vi povas ripeti? | ciu vi PO-vas ri-PE-ti | Puoi ripetere? |
| Bonvolu paroli pli malrapide. | bon-VO-lu pa-RO-li pli mal-ra-PI-de | Per favore, parla più lentamente. |
| Kion signifas la vorto "do"? | KI-on sig-NI-fas la VOR-to do | Che cosa significa la parola «do»? |
| Kion vi volas diri per tio? | KI-on vi VO-las DI-ri per TI-o | Che cosa vuoi dire con questo? |
| Ĉu mi bone komprenis? | ciu mi BO-ne kom-PRE-nis | Ho capito bene? |
Ĉu vi povus…? «Potresti…?» è una richiesta più cortese, dice il PMEG; come in italiano, la cortesia sta nel condizionale. Mi ne komprenas e Kiel oni diras … en Esperanto? sono nelle frasi di base.
Intercalari e parole di raccordo
| Parola | Pronuncia | Significato | Esempio |
|---|---|---|---|
| nu | nu | beh, dai | Nu, ni vidu. «Beh, vediamo.» |
| hm | hm | pausa per pensare | Hm, mi ne scias. «Hm, non lo so.» |
| do | do | quindi, dunque | Pluvas, do ni restu hejme. «Piove, quindi restiamo a casa.» |
| ja | ia | proprio, in effetti | Vi ja scias tion. «Lo sai bene.» |
| fakte | FAK-te | in effetti, in realtà | Fakte, mi ne ŝatas kafon. «In realtà il caffè non mi piace.» |
| tamen | TA-men | tuttavia, comunque | Estas malfrue, sed mi tamen venos. «È tardi, ma verrò comunque.» |
| ĉu ne? | ciu ne | vero?, no? | La vetero estas bela, ĉu ne? «Il tempo è bello, vero?» |
| alivorte | a-li-VOR-te | in altre parole | Alivorte, vi ne konsentas. «In altre parole, non sei d’accordo.» |
| ekzemple | ek-ZEM-ple | per esempio | Mi ŝatas fruktojn, ekzemple pomojn. «Mi piace la frutta, per esempio le mele.» |
Tre di queste si usano facilmente male:
- Ja non è «sì». Jes risponde a una domanda; ja sta dentro la frase e sottolinea che è vero (PMEG). Può rafforzare una negazione (Mi ja ne diris tion! «Questo non l’ho proprio detto!») oppure concedere un punto prima di sed: Li ja estas afabla, sed mi ne fidas lin. «È gentile, certo, ma non mi fido di lui.» Jes ja! è il sì enfatico.
- Do ha due compiti, dice il PMEG: segnala una conclusione («quindi») e dà enfasi a domande e ordini: Kio do okazis? «Allora, che cosa è successo?», Venu do! «Dai, vieni!»
- Nu è un’interiezione multiuso. Il PMEG elenca nove usi, dall’impazienza al consenso, dal dubbio alla rassegnazione fino alla chiusura di un discorso; decide il tono. Vedi interiezioni per nu, ha, ho e hm, e congiunzioni per tamen.
Cambiare argomento e chiudere la conversazione
| Esperanto | Pronuncia | Italiano |
|---|---|---|
| Parenteze… | pa-ren-TE-ze | A proposito… / Tra parentesi… |
| Cetere… | tse-TE-re | Del resto… |
| Ni ŝanĝu la temon. | ni SCIAN-giu la TE-mon | Cambiamo argomento. |
| Mi devas foriri. | mi DE-vas fo-RI-ri | Devo andare. |
| Estis plezuro paroli kun vi hodiaŭ. | ES-tis ple-ZU-ro pa-RO-li kun vi ho-DI-au | È stato un piacere parlare con te oggi. |
| Dankon pro la agrabla konversacio. | DAN-kon pro la a-GRA-bla kon-ver-sa-TSI-o | Grazie per la piacevole conversazione. |
Il ReVo definisce parenteze come un inciso esplicativo e rende cetere («del resto, d’altra parte») con il tedesco übrigens, «a proposito». Per salutare vedi saluti.
Telefonate e messaggi
| Esperanto | Pronuncia | Italiano |
|---|---|---|
| Saluton! / Halo! / Ha lo! | sa-LU-ton / HA-lo / ha lo | Pronto! (rispondendo al telefono) |
| Mi estas Maria. Kun kiu mi parolas? | mi ES-tas ma-RI-a. kun KI-u mi pa-RO-las | Sono Maria. Con chi parlo? |
| Kiu parolas? | KI-u pa-RO-las | Chi parla? |
| Ĉu mi povas paroli kun Petro? | ciu mi PO-vas pa-RO-li kun PE-tro | Posso parlare con Pietro? |
| Momenton, mi vokos lin. | mo-MEN-ton, mi VO-kos lin | Un attimo, lo chiamo. |
| Ĉu mi povas lasi mesaĝon? | ciu mi PO-vas LA-si me-SA-gion | Posso lasciare un messaggio? |
| Mi telefonos al vi poste. | mi te-le-FO-nos al vi POS-te | Ti chiamo più tardi. |
| Mi sendos al vi mesaĝon. | mi SEN-dos al vi me-SA-gion | Ti mando un messaggio. |
Il ReVo registra hola e halo come saluto al telefono «per segnalare che si è pronti ad ascoltare», cioè la funzione del nostro «Pronto?». Aggiunge che gli autori del PIV propongono la grafia ha lo per non confonderla con halo «sala, salone», e che una guida all’uso da lui citata preferisce Saluton!. Per «richiamare», revoki è una trappola. Alcuni parlanti lo usano così (Tatoeba n. 542287), ma il ReVo lo definisce come chiamare qualcuno o qualcosa perché torni in un luogo, oppure dichiarare nullo ciò che è stato detto, non come ricambiare una telefonata. Di’ Mi telefonos al vi poste, oppure Mi retelefonos, che segue lo schema del PMEG per re- (saluti → resaluti, «salutare a propria volta»); il ReVo non ha una voce per retelefoni. Vedi i prefissi.
| Parola | Pronuncia | Significato |
|---|---|---|
| mesaĝo | me-SA-gio | messaggio, anche vocale (segreteria telefonica) |
| tekstmesaĝo | tekst-me-SA-gio | messaggio di testo (SMS) |
| retmesaĝo | ret-me-SA-gio | messaggio di posta elettronica |
| tujmesaĝilo | tui-me-sa-GI-lo | programma di messaggistica istantanea |
| mesaĝi | me-SA-gi | mandare un messaggio: Mi mesaĝos al vi. |
Il ReVo ha voci per mesaĝo, retmesaĝo, tujmesaĝilo e mesaĝi; usa tekstmesaĝo solo in un esempio.
Cortesia in una discussione
| Esperanto | Pronuncia | Italiano |
|---|---|---|
| Pardonu, ke mi interrompas. | par-DO-nu, ke mi in-ter-ROM-pas | Scusa se ti interrompo. |
| Ĉu mi rajtas aldoni ion? | ciu mi RAI-tas al-DO-ni I-on | Posso aggiungere qualcosa? |
| Bonvolu lasi min fini. | bon-VO-lu LA-si min FI-ni | Per favore, lasciami finire. |
| Mi respektas vian opinion, sed… | mi res-PEK-tas VI-an o-pi-NI-on, sed | Rispetto la tua opinione, ma… |
| Mi komprenas vian vidpunkton, sed… | mi kom-PRE-nas VI-an vid-PUNK-ton, sed | Capisco il tuo punto di vista, ma… |
| Eble mi eraras. | E-ble mi e-RA-ras | Forse mi sbaglio. |
Il ReVo definisce interrompi come fermare il discorso di qualcuno parlando al suo posto, e rajti come avere il permesso, perciò Ĉu mi rajtas…? chiede il permesso. Pardonu, bonvolu e Ĉu vi povus…? sono spiegati in frasi di cortesia. Impara cinque o sei frasi alla volta e dille ad alta voce; altri consigli in come imparare l’esperanto.
Calchi dall’italiano da evitare
Molte frasi italiane molto comuni non passano in esperanto parola per parola. Queste sette sono quelle che più invitano al calco; altri casi sono nei falsi amici.
| In italiano | Calco (meglio evitare) | In esperanto | Perché |
|---|---|---|---|
| Hai ragione. | Vi havas racion. | Vi pravas. | Per il ReVo racio è la capacità di decidere con il ragionamento logico, la «ragione» come facoltà. «Avere ragione» è un solo verbo, pravi, che il ReVo definisce esti prava. Rajto è invece il «diritto» (ReVo: potere giustificato dalla legge o dall’uso). |
| Credo che… | Mi kredas, ke… | Mi pensas, ke… | Kredi esprime una convinzione ferma; il ReVo segna evitinde il suo uso per «opinare, supporre» e traduce pensi anche con «opinii». «Credo di sì» è Mi pensas, ke jes (PMEG). |
| Che ne pensi di questo? | Kion vi pensas de tio? | Kion vi pensas pri tio? | L’argomento si introduce con pri «su, riguardo a»; vale sia per «pensare a» sia per «pensare di»: Ŝi multe pensis pri tio «Ci pensò molto» (PMEG). |
| Sono sicuro che… | Mi estas sekura, ke… | Mi estas certa, ke… | Il «sicuro» italiano copre due parole. Secondo il ReVo certa è «senza dubbi» e sekura «fuori pericolo». |
| Sono d’accordo. | Mi akordas kun vi. | Mi konsentas (kun vi). | Akordi significa «essere in armonia», per esempio di colori o di persone che vanno d’accordo; il ReVo avverte di non estenderlo a sinonimo di konsenti. «D’accordo!» nel senso di «va bene» è Bone! |
| Ti richiamo. | Mi revokos vin. | Mi telefonos al vi. / Mi retelefonos. | Revoki è chiamare qualcuno perché torni, oppure dichiarare nullo ciò che si è detto (ReVo). Il «revocare» italiano coincide solo con il secondo senso. |
| Non ti sento. | Mi ne sentas vin. | Mi ne aŭdas vin. | Il «sentire» italiano copre udito, tatto e sentimenti. Il ReVo definisce senti come percepire con i sensi, soprattutto il tatto, o provare un’impressione; per l’udito c’è aŭdi («percepire con le orecchie»). |
Altre piccole differenze:
- Il congiuntivo. Dopo «penso che», «credo che», «mi sembra che» l’italiano vuole il congiuntivo; l’esperanto no. Si usa l’indicativo: «Penso che tu abbia ragione» è Mi pensas, ke vi pravas, e il ReVo cita Mi opinias, ke paroli bele estas nekonvene. Il modo in -u serve solo per volontà e richieste (Mi volas, ke vi venu); vedi congiunzioni.
- «Allora», «dunque», «quindi». Il «quindi» di conclusione è do (PMEG): Pluvas, do ni restu hejme. L’«allora» di tempo è tiam (ReVo: «in quel tempo, in quel momento»): Tiam mi loĝis en Vieno. «Allora abitavo a Vienna.» L’«allora…» con cui si inizia a parlare, o si riprende il filo, è spesso solo nu oppure do.
- «Beh», «mah», «dai». Sono tutti nu. Il PMEG elenca fra gli usi di nu il dubbio e l’esitazione (Nu, kiel nun, Anton Antonoviĉ?), la rassegnazione (Nu, tia estas la vivo.), l’impazienza (Nu, iru pli rapide!) e la consolazione (Nu, nu! Ne ploru!).
- «Già». Il «già» di tempo è jam (ReVo: «già»): Mi jam diris al vi, ke mi foriras. «Ti ho già detto che me ne vado.» Ja gli somiglia, ma sottolinea soltanto che qualcosa è vero. Non confondere neppure si con «sì»: si è il pronome riflessivo di terza persona (li lavas sin), mentre «sì» è jes; se è il «se» condizionale, uguale all’italiano.
- «Cioè», «comunque», «insomma». «Cioè» è tio estas (abbreviato t.e.) oppure alivorte (ReVo: «in altre parole, cioè, per spiegare con più precisione»). «Comunque» come passaggio a un nuovo argomento è ĉiuokaze (ReVo: «in ogni caso», usato per lasciar cadere i dettagli e passare oltre); come «tuttavia» è tamen. «Insomma» nel senso di «in breve» è resume o unuvorte (ReVo: «detto in poche parole»).
- «Infatti». Il ReVo nota che fakte seguito da due punti vale «ecco la prova, la conferma»: è vicino all’«infatti» italiano. Un altro candidato è efektive (ReVo: «come mostra il fatto che…»).
- «Certo», «va bene», «esatto». «Certo» è Certe o Kompreneble (ReVo: «ovviamente»). Il «va bene» di chi accetta è Bone. o Nu, bone.: per bone il ReVo dà il senso «konsentite, mi aprobas» («accordato, approvo»), e il PMEG cita Nu, bone, bone! tra gli usi di nu per il consenso. «Esatto!» si rende con Ĝuste! o Ekzakte! (ReVo: «in modo del tutto preciso»).
- «Vero?», «no?», «giusto?» in fondo alla frase. Oggi la forma più comune è ĉu ne? (PMEG). Zamenhof usava invece ĉu ne vere? o ne vere?, che somiglia al nostro «non è vero?».
- «Un po’». È iom (ReVo: «in grado indefinito, per lo più non alto»): Mi iom komprenas. «Capisco un po’.» Con un sostantivo: iom da teo «un po’ di tè».
- «Pronto?» al telefono. Non tradurlo con Preta?: il ReVo registra halo e hola e raccomanda Saluton! (vedi la sezione sulle telefonate).
- «Senti», «Ascolta». Per attirare l’attenzione di chi ascolta di’ Aŭskultu; il ReVo definisce aŭskulti come «fare attenzione per udire». Mi ne aŭskultas vin direbbe «non ti sto ascoltando, non ti do retta», non «non ti sento».
- «Lei». «Lei è d’accordo?» è semplicemente Ĉu vi konsentas?: l’esperanto non ha una forma di cortesia diversa da vi (vedi frasi di cortesia).
Domande frequenti
Come si dice «sono d’accordo» in esperanto?
Mi konsentas (mi kon-SEN-tas), oppure Mi samopinias. Aggiungi kun vi per la persona e pri tio per il punto. «Non sono d’accordo» è Mi ne konsentas. Evita akordi, che nel ReVo significa «essere in armonia».
Come si dice «penso che» in esperanto?
Mi pensas, ke… è la scelta di ogni giorno; Mi opinias, ke… e Laŭ mi… esprimono un parere. Mi kredas, ke… indica una convinzione ferma, e il ReVo sconsiglia kredi per il «credo» leggero di «suppongo». Dopo ke il verbo resta all’indicativo, senza congiuntivo. Per «credo di sì» di’ Mi pensas, ke jes (PMEG).
Come si dice «hai ragione» in esperanto?
Vi pravas. Pravi è il verbo «avere ragione» (ReVo), quindi è corretto anche Vi estas prava. Il contrario è Vi malpravas. Non dire Vi havas racion: per il ReVo racio è la facoltà del ragionamento, non il «torto o ragione».
«Vi pravas» è corretto?
Sì. Pravi significa «avere ragione» (ReVo), perciò Vi pravas è corretto, come Vi estas prava.
Che cosa significano nu, do e ja?
Nu è «beh» o «dai», do è «quindi» oppure un’enfasi in domande e ordini, e ja sottolinea che qualcosa è vero. Ja non è «sì»: il «sì» è jes.
Come si risponde al telefono in esperanto?
Saluton! oppure Halo! (scritto anche Ha lo!). Per chiedere chi telefona, di’ Kun kiu mi parolas?
Come si dice «allora» in esperanto?
Dipende dal senso. L’«allora» di tempo è tiam («in quel momento»), quello di conclusione è do («quindi»), e l’«allora…» per cominciare a parlare è spesso nu.
Fonti
- PMEG: Ja, Do, Tamen, Oficialaj ekkriaj vortetoj (nu, ha, ho), Neoficialaj ekkrioj (hm), Respondvortoj (jes ja, domande negative, «Mi pensas, ke jes»), Ĉu (ĉu ne?), Laŭ, Fraztipoj kaj frazfunkcioj (Ĉu vi povus…?), Prefikso RE
- Tatoeba: frase 542287, revoki usato per una telefonata di ritorno (CC BY 2.0 FR)
- ReVo: opinii, samopinii, pensi, pripensi, kredi, supozi, pravi, malpravi, racio, konsenti, akordi, certa, sekura, erari, ŝajni, pri, nu, do, ja, jam, tiam, jes, si, se, hm, fakte, efektive, alivorte, unuvorte, tio estas, ĉiuokaze, bone, kompreneble, ĝuste, iom, ekzemple, cetere, parenteze, temo, interrompi, rajti, respekti, vidpunkto, hola, halo, voki, revoki, telefoni, aŭdi, aŭskulti, senti, mesaĝo, retmesaĝo, tujmesaĝilo, mesaĝi, lasi, tekstmesaĝo in un esempio
Se Esperantopedia ti è stata utile, puoi sostenerla.